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Nel ricordo di Tortora, il dramma del sovraffollamento nel carcere di Bergamo

Nella mattinata di giovedì 20 giugno una delegazione di attivisti politici di Radicali Bergamo e +Europa entrerà nella casa circondariale della città per una visita ispettiva

In carcere per un giorno, sollevando l’attenzione su chi in carcere trascorre la vita. L’associazione Enzo Tortora – Radicali Milano, nel 36° anniversario dell’arresto del giornalista vittima del più noto errore giudiziario della storia italiana, organizza come ogni anno la visita degli istituti di pena lombardi, per verificare il rispetto dei diritti dei detenuti e delle norme costituzionali che impongono la finalità rieducativa della pena.

Nella mattinata di giovedì 20 giugno una delegazione di attivisti politici di Radicali Bergamo e +Europa entrerà nella casa circondariale della città per una visita ispettiva, autorizzata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria su richiesta del consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli.

“Torniamo dopo un anno a visitare il carcere di Bergamo con l’obiettivo di ricordare Enzo Tortora, che proprio qui ha vissuto molta parte della sua detenzione, e di portare all’attenzione dei cittadini un tema drammatico e troppo spesso dimenticato”, dice Grazia Coppola, segretaria dell’associazione Radicali Bergamo. “La visita inizierà dalla sezione femminile, che l’anno scorso non siamo riusciti a visitare. Avremo particolare attenzione per la sezione in cui sono detenuti i pazienti psichiatrici, in violazione di ogni requisito di legge e di umanità”.

Carcere di Bergamo, dramma sovraffollamento

Al 31 maggio 2019 (dati Antigone) i detenuti presenti nel carcere di Bergamo erano 567 a fronte di una capienza prevista di 321. Il sovraffollamento carcerario tocca quindi il 176%, uno dei dati peggiori nel nostro Paese. Le donne presenti nella struttura sono 38, gli stranieri 295 (il 52%).

Nel corso dell’audizione in Consiglio regionale del 24 ottobre 2018, la direttrice Teresa Mazzotta aveva denunciato alcune carenze riguardanti il trattamento degli ospiti con problemi psichiatrici. In particolare, ha fatto sapere, manca una struttura che assicuri la presa in carico di queste persone una volta usciti dal carcere, non sono previsti progetti di recupero né un coordinamento terapeutico e organizzativo. Sono sotto organico, poi, sia il personale medico che quello di Polizia penitenziaria (221 agenti e ufficiali al posto dei 240 previsti).

Usuelli (+Europa): “I diritti umani sono di tutti”

“È per ricordare che nel nostro ordinamento vige il principio di non colpevolezza che ogni anno visitiamo le carceri ricordando Enzo Tortora, vittima di una vicenda processuale simbolo della più feroce macelleria giudiziaria – dice Michele Usuelli, consigliere di +Europa in regione Lombardia -. I diritti umani sono inalienabili, e come tali vanno garantiti ad imputati e condannati, innocenti e colpevoli, in nome di una giustizia che rifugge dall’essere vendicativa ma vuol essere solo giusta”.

“Al 31 maggio le persone ristrette all’interno degli istituti penitenziari lombardi erano 8610 – aggiunge Alessia Minieri, responsabile carceri dei Radicali italiani – di cui 458 donne, a fronte di una capienza regolamentare di 6199 posti. Ci sono quindi 2500 persone detenute illegittimamente e 1207 persone private della propria libertà personale e ancora in attesa di giudizio. Sappiamo dall’esperienza che una parte rilevante di queste verrà assolta in quanto non colpevole”.

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