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La seconda prova è andata: fino a qui tutto bene, ora sono il primo dell’orale

Dopo lo scritto di italiano, ecco la richiesta di una lunga trattazione sui problemi della scuola dal '900 a oggi.

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Fino a qui tutto bene.

Eccoci di nuovo, siamo sopravvissuti anche al 2° piano del palazzo, ne manca solo uno e poi sarà libertà.

(In realtà devo studiare per il test d’ingresso di fisioterapia ed esercitarmi nelle partenze in salita perché tra 10 giorni ho l’esame della patente ma sono dettagli, intanto godiamoci questo piccolo traguardo)

Questa volta il piano, al contrario di mercoledì, non era uguale per tutti, ma mutava a seconda dell’indirizzo di colui che ha deciso di buttarsi dall’ipotetico palazzo, assumendo le forme più varie: per qualcuno è stata una versione di Tacito o di Plutarco, per altri una prova di matematica in cui gli studi di funzione andavano utilizzatati per delimitare una regione in cui studiare la circuitazione del campo magnetico generato da tre fili percorsi da corrente, per altri ancora un tema da svolgere in lingua inglese e per me, psicologo e pedagogo in erba, una lunga trattazione sui problemi della scuola dal ‘900 ad oggi, prendendo le mosse da uno scritto di Don Lorenzo Milani e dei suoi studenti di Barbiana.

La traccia era difficile ma non impossibile, forse poco chiara in certi passaggi ma comunque stimolante ed avvincente, a cui si potevano collegare moltissimi argomenti studiati quest’anno, tanto che la lunghezza media dei testi nella mia classe è stato di ben sei colonne, per la gioia della nostra professoressa che dovrà correggerseli in un week-end.

Anche questa, se Dio vuole è andata, ora pensiamo a scendere l’ultimo piano, quello degli orali e delle famigerate “3 buste”.

29 è il giorno. Giugno (ovviamente) è il mese.

Non so voi ma io sono della scuola di pensiero “prima è meglio è”, e poco m’importa se sono stato estratto per primo, l’importante è poggiare i piedi a terra e uscire verso la libertà.

Fino a qui tutto bene, ci sentiamo il 29.

In bocca al lupo a tutti, altri tipologie di augurio (per motivi di decoro) non possono essere fatti.

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