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Feltri: “Non vedere più Montalbano in tv unica consolazione se Camilleri se ne va”

Dall'editoriale di mercoledì 19 giugno all'intervista in radio: il pensiero del giornalista bergamasco sullo scrittore siciliano sta creando imbarazzo e indignazione.

Il dispiacere per le condizioni fisiche di “un grande scrittore”, le lodi per le sue “capacità affabulatorie” e, infine, il solito commento personale senza peli sulla lingua: sta creando imbarazzo e indignazione l’editoriale del direttore di Liberto Vittorio Feltri, pubblicato sull’edizione di mercoledì 19 giugno.

Già dal titolo “Pur grande scrittore – Andrea Camilleri marxista impenitente” si era capito su cosa avrebbe poggiato il commento del giornalista bergamasco: “Camilleri è in punto di morte e probabilmente se ne andrà presto – inizia – Mi affretto a dire che, per quanto comunista, aveva un talento notevole di narratore che me lo rendeva simpatico”.

Così, nella storia “politica” di Camilleri, Feltri inserisce anche le lodi per le sue qualità: “Alcune sue opere si inseriscono perfettamente nella tradizione letteraria siciliana, cito a capocchia Pirandello, Verga, Sciascia. D’altronde la lingue italiana si è sviluppata in Sicilia per merito di Federico II di Svevia, sebbene in seguito sia stato ufficialmente adottato l’idioma toscano o, meglio, fiorentino. Segno che gli isolani padroneggiano il lessico e non stupisce che palermitani e catanesi siano diventati scrittori importanti, fondamentali. Le capacità affabulatorie di Camilleri non sono in discussione, la struttura matematica dei suoi racconti è esemplare e ammirabile”.

“L’arte non ha bandiere, e quella di Camilleri va riconosciuta per quello che è: mirabile. Non tutta, ma quasi – ha concluso – Oggi, di fronte alla probabilmente prossima fine, riconosciamo allo scrittore ogni merito tecnico e a lui ci inchiniamo. L’unica consolazione per la sua eventuale dipartita è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito democratico, il peggiore del mondo”.

E il direttore di Libero ha poi confermato tutto a Rai Radio2, nel programma I Lunatici: “Non ho mai conosciuto Camilleri però è chiaro che la sua capacità di applicare criteri matematici ai suoi racconti mi ha sempre sorpreso e ne sono ammirato. Mi dispiace, quando un uomo vecchio muore c’è sempre un certo dolore. Mi consolerò pensando che Montalbano non mi romperà più i coglioni. E mi fa venire in mente l’altro Zingaretti, che non è il massimo della simpatia. Questa comunque è una opinione personale e scherzosa, Camilleri mi suscita ammirazione, è un grande scrittore”.

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Commenti

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  1. Scritto da emil

    narcisista ,vanitoso