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Funerale dell’appuntato, figlia in lacrime: “Proteggimi papà, entrerò nell’Esercito”

Sara Anzini ha salutato per l'ultima volta il padre Emanuele travolto e ucciso a 41 anni domenica notte a Terno d'Isola da un automobilista ubriaco

“Un giorno ci rivedremo papà, prenditi cura di me anche quando entrerò nell’esercito”. In lacrime, Sara Anzini ha salutato così per l’ultima volta suo papà Emanuele, l’appuntato travolto e ucciso a 41 anni domenica notte a Terno d’Isola da un’auto guidata da Matteo Colombi Manzi, cuoco 34enne di Sotto il Monte in stato di ebbrezza.

Martedì 18 giugno, proprio nel giorno del suo compleanno, è stato celebrato il funerale di Stato nella cattedrale di San Panfilo a Sulmona, dove il militare era nato. Una folla commossa ha ricordato il carabiniere che fin da piccolo desiderava entrare nell’Arma e indossare quella divisa come suo papà, morto per un tumore quando lui aveva solo 14 anni. Il suo sogno si è avverato in un altro 18 giugno, quello del 1997, giorno in cui è entrato in servizio. Poi il trasferimento in Bergamasca, prima a Piazza Brembana, fino al 2006, poi al nucleo radiomobile di Zogno.

In chiesa in prima fila c’erano i suoi familiari, che vivono nella città abruzzese. La madre Eleonora, la sorella Catia e la figlia 19enne Sara, che mercoledì inizierà gli esami di Maturità. Era lei la più distrutta dal dolore. Al termine della messa, celebrata dal vescovo Michele Fusco, però ha trovato il coraggio di salire sull’altare e di leggere un discorso che aveva scritto nell’agenda del suo telefono cellulare: “Ciao papà, io ti aspetto perché un giorno ci rivedremo – le sue parole – . Nel frattempo tu proteggimi e guardami da lassù. A partire da domani, quando inizierò gli esami di Maturità. E poi quando entrerò nell’esercito, perché ho deciso di seguire le tue orme”.

Il feretro era avvolto da quel tricolore che Emanuele ha sempre difeso con il suo servizio. Sulla bara un cuscino rosso con il cappello da militare e una grande foto con il suo sorriso.

Alla cerimonia funebre hanno partecipato anche diverse autorità locali e nazionali, come il comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri e il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo.

Nel frattempo prosegue l’inchiesta sul drammatico incidente. Dopo l’esame autoptico sulla salma della vittima, eseguito all’ospedale Papa Giovanni dal dottor Matteo Marchesi, il pubblico ministero Raffaella Latorraca ha disposto la perizia cinematica per stabilire l’esatta dinamica dell’investimento avvenuto alle 2.57 all’altezza del distributore Erg in via Padre Albisetti a Terno, la Provinciale che da Presezzo porta a Sotto il Monte, dove Anzini era fermo con un collega per un posto di blocco.

A travolgerlo un’auto alla quale aveva intimato l’alt ma che non ha nemmeno frenato e l’ha trascinato per una cinquantina di metri. Alla guida Matteo Colombi Manzi, che aveva riavuto la patente solo tre mesi fa, dopo che gli era stata sospesa per guida in stato di ebbrezza, e a dicembre era stato denunciato per omissione di soccorso per essere fuggito dopo un incidente con una donna, alla quale era parso ubriaco. Aveva un tasso alcolico di 2,97 grammi per litro, quando il limite di legge è 0,5.

Il 34enne, difeso dall’avvocato Federico Riva, che prima era fuggito poi è tornato indietro, è rinchiuso nel carcere di via Gleno con l’accusa di omicidio volontario. Nella mattinata di mercoledì sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia di fronte al Gip Federica Gaudino.

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