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Donizetti Night n. 5, appuntamento internazionale made in Bergamo

Tutti gli appuntamenti hanno dimostrato come Gaetano Donizetti, figlio amato e dimenticato a Bergamo a stagioni alterne, abbia lasciato un'eredità musicale vastissima e in grado di dialogare con tutti i generi e le opere di grandi del passato e nostri contemporanei.

Donizetti Night n. 5. Come un profumo icona di Chanel, il successo dell’evento che sabato scorso ha portato Bergamo ad ospitare migliaia di persone nello splendido teatro all’aperto che va da piazza Santo Spirito a piazza Pontida si è concentrato quest’anno sull’alta qualità degli appuntamenti e degli spettacoli.

Se l’edizione 2018 fu la proclamazione della partecipazione – con oltre 50 mila presenze lungo il Sentierone ad ammirare gli 80 spettacoli -, l’ultima edizione ha subissato il record precedente e ha alzato – come se fosse stato possibile – l’asticella della qualità.

Tutti gli appuntamenti hanno dimostrato come Gaetano Donizetti, figlio amato e dimenticato a Bergamo a stagioni alterne, abbia lasciato un’eredità musicale vastissima e in grado di dialogare con tutti i generi, dalle opere dei grandi del passato ai nostri contemporanei.

Lo spettacolo “Maledetto Gaetano” che ha visto protagonisti l’orchestra e il coro del Conservatorio ‘Donizetti’ di Bergamo, la drammaturgia del magnifico Pietro Ghislandi e del portentoso maestro Roberto Frattini nel cortile del Palazzo della Provincia. Uno spettacolo – dai tempi ben calibrati – che vira dalla pura poesia alla comicità, che passa dalle gag all’accostamento delle opere di Gaetano ai musical di Hollywood fino ad arrivare ad Astor Piazzolla.

Ci siamo inoltrati in “Don Gaetano – A Speed Date With”: sei container-palcoscenici – o armadi segreti? – per conoscere e scoprire la vita privata ed artistica di Donizetti. Idea originale e splendida del giovane regista e drammaturgo Davide Marranchelli che è di Cantù, ma Bergamo lo ha già adottato.

Infine, “La Luna”, lo spettacolo messo in scena da quel genio artistico di Francesco Micheli  che accompagnato dalla superlativa soprano Marta Torbidoni hanno ripercorso i cinquant’anni dell’allunaggio. Uno spettacolo di alto livello e meraviglioso con un linguaggio accessibile a tutti. Alcune pagine di Donizetti dialogano, si contaminano o forse giocano con altrettante celebri musiche di Bellini, Rossini, Verdi, Offenbach e Debussy. C’è la poesia e la conquista, l’avventura di Icaro e l’aspirazione dell’uomo a sognare, ma ci sono anche goffaggine, timidezza, dubbi che tormentano l’animo umano.

Alla fine la Donizetti Night si è dimostrata un vero appuntamento internazionale, aperto ad un pubblico mondiale, anche se nella lunga scaletta di appuntamenti spiccano proprio i veri talenti bergamaschi. E allora forse, occorre levarsi questa patina di provincialismo che chiama in causa nomi celebri per la riapertura del teatro Donizetti il prossimo novembre. Ci sarà un’opera inedita di Gaetano Donizetti, “L’Ange de Nisida”, e già questo vale tutto, e sarà messa in scena da Micheli, un altro genio bergamasco.

Se proprio dovete, citate George Clooney: “What else?”.

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