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Rifiuti, bravi i bergamaschi a differenziare, non tutti però: ecco la mappa interattiva

Come alcune amministrazioni sono riuscite in pochi anni a far crescere di quasi 40 punti percentuali il dato della raccolta differenziata: un mix di fattori e una forte convinzione ecologica stanno alla base di un successo non scontato.

È bastato sollecitare i cittadini, incentivarli, istruirli se necessario e premiarli se virtuosi per trovare immediato riscontro a idee amministrative lungimiranti e che fanno bene all'ambiente: l'attenzione al tema rifiuti, in provincia di Bergamo, è una cosa seria e lo dimostrano dati provinciali che superano di quasi 20 punti percentuali la media nazionale della raccolta differenziata e che sono cresciuti di altrettanti dal 2010 al 2017, anno dell'ultima rilevazione disponibile.

Ma in un territorio che differenzia bene (ma non benissimo visto che meglio in regione fanno Mantova, Cremona, Varese, Lodi e Brescia) c'è anche chi lo fa in modo eccellente: secondo i dati raccolti dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e riferiti all'anno 2017, lo scettro di miglior “riciclone” provinciale se lo è aggiudicato Calcinate con il 91,27% di rifiuti differenziati, seguito da Calcio (90,91%) e Bagnatica (90,74%). Ci sono poi Boltiere e una lunga sfilza di Comuni della Val Cavallina, mentre Bergamo si è fermata al 71,73% (nella mappa qui sotto tutti i dati dei Comuni bergamaschi ndr).

Per i migliori la svolta si è avuta dalla rilevazione riferita al 2016: +33% a Bagnatica, +22% a Calcio e +14% a Calcinate che ha poi rincarato la dose con il +20% dell'ultimo anno (clicca il pulsante replay per vedere l'evoluzione nel tempo).

Dando uno sguardo all'infografica interattiva qui sotto si nota chiaramente il mutamento della geografia “ecologista” della provincia, con la top 10 completamente stravolta dalle ultime due rilevazioni.

 

 

CALCINATE

Come detto, il miglior risultato provinciale di raccolta differenziata nel 2017 lo ha fatto segnare Calcinate. Un riconoscimento che inorgoglisce e che ha anche sorpreso gli stessi amministratori: “Devo dire che non me lo aspettavo proprio – ammette il sindaco Gianfranco Gafforelli – Personalmente ero un po' perplesso perchè quando si vanno a cambiare le abitudini della gente è sempre un rischio. Però abbiamo gestito molto bene tutto il percorso, soprattutto grazie al mio vice Angelo Orlando: innanzitutto abbiamo informato capillarmente i cittadini, prendendoli anche per mano quando necessario mettendo a disposizione uno sportello aperto tutte le sere in cui tecnici specializzati rispondevano a ogni dubbio. È stata tutta una bella sorpresa, anche quando abbiamo introdotto la novità più pesante del bidoncino microchippato per la raccolta puntuale: ci ha portato un risparmio di 120mila euro sulla differenziata. Risorse che per il 50% abbiamo reinvestito in apparecchiature e nel miglioramento della stazione ecologica e con il restante 50 abbiamo giustamente premiato le famiglie riducendo sensibilmente la Tari”.

Anche per il miglior Comune, però, rimane ancora una piccola quota di miglioramento possibile: “All'inizio il problema maggiore erano i sacchi dell'indifferenziata lasciati nei cestini per strada. Fenomeno ancora presente, in minima parte, ma che siamo riusciti a limitare con controlli mirati e richiami a chi veniva sorpreso. Il Comune si è dotato di fototrappole ma non sono sufficienti per eliminare i casi di abbandono di rifiuti sulle strade esterne: dai conti dell'Ufficio Tecnico, la risoluzione di quel problema porterebbe un ulteriore risparmio di 5-6mila euro. Il tema, però, rimane una priorità e ce la stiamo mettendo tutta per continuare a sensibilizzare le famiglie”.

CALCIO

Sul secondo gradino dell'ideale podio c'è Calcio, con il suo 90,91% di rifiuti differenziati nel 2017. Un vero e proprio exploit se si pensa che nel 2010 il dato si era fermato solo al 51,1%: il segreto, anche in questo caso, è stato il mix tra introduzione della tariffa puntuale e il lavoro di informazione sul territorio.

“Con Servizi Comunali siamo stati tra i primi a introdurre queste novità – ricorda il consigliere Lodovico Vezzoli che da sempre si occupa della gestione dei rifiuti – Nel novembre 2015 abbiamo iniziato la raccolta con il bidoncino microchippato: per quasi un anno abbiamo accompagnato i cittadini con assemblee pubbliche, riunioni e anche incontri a domicilio per spiegare come conferire correttamente. I risultati sono arrivati subito, grazie alla risposta molto positiva dei calcensi: è vero che noi abbiamo fatto un'azione capillare ma abbiamo trovato cittadini molto ricettivi senza i quali non avremmo fatto molta strada. Abbiamo pensato anche ai tanti stranieri residenti nel nostro Comune, distribuendo un'informativa in quattro lingue. Contemporaneamente è stato ottimizzato il lavoro al centro di raccolta, che aveva un sistema di controllo degli accessi che non funzionava alla perfezione. Oggi, con il nuovo sistema di controllo, obblighiamo alla pesatura degli ingombranti che sono la voce più pesante”.

Il risultato ottenuto, però, non fa sedere sugli allori l'amministrazione che punta ancora con decisione sulla strada intrapresa: “Di mezzo ci sono le elezioni ma, in caso di rielezione, acquisteremo nuove fototrappole per i controlli oltre a quella che abbiamo già perchè chi agisce in modo scorretto va punito. E a volte è anche gente poco furba, che lascia indizi e viene puntualmente multata. Nel nostro programma di cinque anni fa avevamo fissato l'obiettivo raccolta differenziata all'80%: partivamo da poco più del 50, direi che l'abbiamo centrato abbondantemente e il merito è tutto dei cittadini. Oltre alle fototrappole, l'attenzione maggiore sarà concentrata sul conferimento degli ingombranti che rimane un problema e ci costa il 50% in più in fase di smaltimento. Arrivare al 100% è impossibile ma diciamo che a livello qualitativo si può ancora migliorare: purtroppo dobbiamo fare i conti con un mercato che ha visto diminuire il valore di quello che differenziamo ma rimaniamo convinti che meglio differenziamo e meglio facciamo all'ambiente. E in questo senso una grossa mano ce la danno l'associazione di volontariato 'Il Gelso', che una volta al mese pulisce spontaneamente il nostro territorio dai rifiuti abbandonati per strada, e dal volontario comunale che ogni giorno sostituisce i cestini e interviene su segnalazione dei cittadini”.

Tra i comportamenti scorretti che resistono ci sono due opposti: chi fa conferimenti eccessivi e chi non ne fa proprio.

“Vogliamo capire perchè lo fanno, se per negligenza o per mancanza di informazione – conclude Vezzoli – Da due anni stiamo raccogliendo i dati e le indicazioni che ci arrivano dai bidoncini per preparare un'azione educativa e per far pagare meno chi è più attento e corretto nella differenziazione”.

BAGNATICA

In terza posizione, ecco Bagnatica: una crescita impressionante dal 2015 al 2016, con il 33% di raccolta differenziata in più, e un 2017 di solo consolidamento verso l'alto (fino al 90,74%). Da sempre il tema rifiuti è di competenza del neosindaco Roberto Scarpellini: “Il salto più significativo lo abbiamo fatto con il bidone dotato di microchip per il controllo della frazione secca e soprattutto con la tariffa puntuale che chiede al cittadino di pagare per quanti rifiuti produce. Abbiamo stabilito un numero di conferimenti minimo in base alla composizione del nucleo familiare, partendo dai 12 del 'monocomponente': chi lo rispetta paga la tariffa stabilita, chi sfora ha invece un aggravio di tre euro per ogni esposizione eccedente. Un sistema che ha portato a una sensibile riduzione della frazione secca e, parallelamente, a un ovvio aumento delle altre. Lo abbiamo introdotto sperimentalmente a novembre 2015, poi stabilmente dal 2016. Nel frattempo abbiamo cercato di ordinare anche il resto, stimolando il cittadino e informandolo su quanto stava accadendo con incontri pubblici e mettendo a disposizione due 'rumentologi', specialisti che oltre a rispondere a ogni dubbio sono anche saliti sul camion della raccolta per controllare che venisse fatta nel modo corretto. Gli investimenti li abbiamo fatti sui bidoni con microchip, distribuendo quelli per il vetro, per l'organico e per gli oli esausti: una volta ammortizzati questi costi, il risparmio sarà più sensibile”.

Un mix vincente che, come nel resto della provincia, non mette comunque a completo riparo da alcune criticità come l'abbandono dei rifiuti in modi e luoghi non idonei: “Una problematica fisiologica. Noi non abbiamo sanzionato molto, ma comunque ha il suo effetto. Di portata minore perchè non sono, fortunatamente, comportamenti di massa: ciò che incide pesantemente è l'incentivo al risparmio, con una piccola quota di chi invece è quasi un estremista della differenziata e la vorrebbe ancor più stringente”.

Il prossimo passaggio, in caso di vittoria delle elezioni, riguarderà le aziende: “Anche loro conferiscono attraverso il bidone microchippato ma senza alcun conteggio. Hanno esigenze e volumi diversi dal normale cittadino, anche per questioni di tipologia del rifiuto: ma dobbiamo intervenire perchè rappresenta il 50% della raccolta totale”.

VAL CAVALLINA

Capitolo a parte merita la situazione in Val Cavallina: riguardando il grafico in alto, si nota come il colore verde scuro, assegnato alla zona, occupa tutte le ultime sei posizioni della top10 (al quarto posto c'è Boltiere, da anni una realtà positiva nel settore raccolta differenziata). Cenate Sopra, Berzo San Fermo, Borgo di Terzo, Luzzana, Trescore Balneario e Vigano San Martino entrano tutti tra i migliori (ma allargando lo sguardo ai primi 20 rientrerebbero anche Entratico, Ranzanico, Spinone al Lago e Bianzano) e sono tutte amministrazioni che si sono affidate alla Val Cavallina servizi srl, società nata nel 1997 e che si occupa principalmente della raccolta porta a porta dei rifiuti e della gestione di centri di raccolta e piattaforme ecologiche.

Riuniti nell'Unione Media Val Cavallina, Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino nel 2017 hanno fatto segnare una percentuale unitaria dell'89,06%: un esempio virtuoso, frutto di programmazione e organizzazione.

“Siamo partiti da lontano, con la costituzione della Val Cavallina Servizi e con una sperimentazione che puntasse sul discorso ecologico da un lato e di risparmio per i cittadini dall'altro – spiega il presidente dell'Unione Massimo ArmatiDa sempre abbiamo notato l'attenzione e la sensibilità al tema di tutto il territorio, che però va stimolato e al quale vanno date sempre più possibilità. Noi abbiamo cercato di accontentarlo, da ultimo aprendo più a lungo la discarica, ed è chiaro che poi ci voglia l'impegno da parte di tutti. L'arrivo del bidoncino del secco con microchip è stato importante e nel giro di un anno avremo un quadro più definito della situazione: vedremo in quale percentuale incidono le varie frazioni. È l'ultimo passaggio prima della raccolta puntuale che consentirà sgravi a chi differenzia meglio. Secondo le nostre previsioni la percentuale di differenziata aumenterà ancora del 4-5% nei dati che si raccoglieranno nel 2020 e quindi riferiti all'anno in corso. Credo che negli anni l'aver seminato educazione civica stia portando e porterà dei bei risultati di cui noi andiamo fieri e per cui ringraziamo la gente. Fino ad oggi in caso di comportamento scorretto è bastato il buon senso e il richiamo verbale: abbiamo anche gli strumenti per multare, fino a 500 euro, ma non ce n'è stato bisogno”.

RACCOLTA FLOP

Dall'altro capo della graduatoria, c'è chi proprio non riesce a ingranare da questo punto di vista e fatica addirittura a pareggiare la media nazionale (54%) che già risulta più bassa del 20% circa rispetto a quella provinciale. I peggiori di tutti, nel 2017, sono stati i Comuni di Foppolo (appena il 26,6% di differenziata), Valleve (35,7%) e Corna Imagna (37,3%).

È la Val Brembana, in particolare, a finire dietro la lavagna: tra gli ultimi 20 Comuni per risultato, ben 12 appartengono al suo territorio. Dal 2010 al 2017 il Comune peggiore è passato dal 14% di Blello al 26,6% di Foppolo: davvero troppo poco. 

 

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