BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Little Steven all’Alcatraz: una grande festa tra blues, soul, r’n’b’ e funk

Little Steven sprigiona entusiasmo, sfoggiando un sorriso contagioso e aneddoti curiosi. Ma la band non è da meno

Più informazioni su

Tredici giugno 2019 : all’Alcatraz di via Valtellina, a Milano, suona Steve Van Zandt, in arte Little Steven. Già chitarrista e arrangiatore di Bruce Springsteen, lo accompagnano da tempo i fidi Disciples of Soul.

Il concerto inizia molto presto, appena passate le 20.30. Sul palco con Little Steven una band fantastica di 11 elementi (5 fiati, una basso, una chitarra, due tastiere, un percussionista, una batteria) oltre tre coriste di colore, gnocchissime, che non guasta. Lo show più che un concerto è una festa a partire dal primo brano “Communion”.

La coesione tra gli elementi della band è evidente. Little Steven, in particolare, sprigiona entusiasmo, sfoggiando un sorriso contagioso e aneddoti curiosi. Ma la band non è da meno; i 5 fiati arricchiscono gli arrangiamenti con classe, la sezione ritmica è una macchina ben oliata e travolgente, gli assoli di chitarra e tastiere molto cool. Per non parlare delle coriste, filmate dai telefonini molto più dei musicisti!

La scaletta riprende parte della carriera passata del chitarrista, dai grandi classici, “Bitter fruit” del 1987, “I am a patriot” e “Out of darkness” del 1984, “Sun city” del 1985, giusto per citarne alcuni, per finire con “Summer of surcery” dall’ultimo Lp appena uscito. Il pubblico è letteralmente trascinato dal groove dei musicisti, balla canta e a sua volta trascina la band.

Terminato il bis, parte la musica che dichiara la fine del concerto. Ma questo non è uno show normale, e proprio quando tutti pensano di imboccare l’uscita ecco che Little Steven e la band ricompaiono sul palco per l’ultimo grande pezzo “I don’t want to go home”.

Dopo due ore e mezza senza sosta si conclude un concerto molto eccitante, pieno di verve e di musica bellissima. Gli astanti acclamano i musicisti con un applauso forte e sincero, come a voler abbracciare tutta la band, coriste comprese.

Grandissimi.

Scaletta del concerto del 13.6.2019 all’Alcatraz di Milano

Communion
Camouflage of Righteousness
Party Mambo!
Love Again
Education
On Sir Francis Drake
I Visit the Blues
Gravity
Los Desaparecidos
Little Girl So Fine
Trapped Again
Love on the Wrong Side of Town
A World of Our Own
Suddenly You
Vortex
I Am a Patriot
Superfly Terraplane
Bitter Fruit
Forever
Bis:
Summer of Sorcery
Soul Power Twist
Sun City
Out of the Darkness

STEVE LENTO ALIAS VAN ZANDT
Classe 1950, di origini italoamericane, nasce come Steven Lento; prenderà poi il cognome (Van Zandt) dal secondo marito della madre. Sin dagli inizi sodale di Springsteen (Still Mill) è uno dei fautori dell’Ausbury sound, con Springsteen stesso e Southside Johnny. Entra nella E street band durante la lunga gestazione di “Born to run” diventando l’arrangiatore dei fiati. Da sempre amico di Bruce ne condivide la passione per la musica dei ’60, in particolare il soul e il r’n’b’. Spalla ideale per l’artista del New Jersey, dal vivo come in studio, resta nella band fino all’uscita di “Born in the U.S.A.” del 1985, per intraprendere una fortunata carriera solista. Molto attento alla politica e al sociale, nei suoi dischi, espresse forti critiche contro la politica estera di Regan e si
schierò contro l’apartheid in Sudafrica. Rientra in tour con Springsteen e la E street band, nella reunion del 1999. Nello stesso anno inizia anche una sfolgorante carriera di attore, prima nelle serie ”I Soprano” come comprimario di James Gandolfini e poi in “Lilyhammer” quale protagonista. Entrambe le serie avranno un grande successo.

 

L’immagine è tratta dal sito ufficiale dell’Alcatraz

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.