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Atalanta, stagione memorabile: campione d'Italia dei giovani con dedica a Favini - BergamoNews
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Atalanta, stagione memorabile: campione d’Italia dei giovani con dedica a Favini

Da Vavassori a Brambilla il filo conduttore si chiama Gian Paolo Bellini. Percassi in trionfo con i suoi ragazzi e onore a mister Madonna

“Uno scudetto per Mino Favini”. La dedica è del direttore Umberto Marino, mentre Antonio Percassi è travolto dalla gioia dei ragazzi che 21 anni dopo l’Atalanta di Giovanni Vavassori conquistano lo Scudetto Primavera. Stavolta l’allenatore è Massimo Brambilla, un milanese, che batte il bergamasco Armando Madonna, nella finale tutta nerazzurra al “Tardini” di Parma. Stadio che sta portando fortuna e dove l’Atalanta del Gasp tornerà per le prime due partite di camnpionato.

Se è vero che il bel gioco paga e che non si gioca per il “primo non prenderle” ma “per pensare a fare gol”, diciamo pure uno più dell’avversario, ecco la filosofia di Gasperini che tanto bene sta facendo all’Atalanta si trasmette pari pari alla Primavera, ad un settore giovanile che più che mai è il fiore all’occhiello della società di Percassi, con un altro allenatore vincente, Massimo Brambilla, che continuerà a guidare i ragazzi nerazzurri anche per l’impegno prossimo della Youth League, la Champions League dei giovani con il meglio del calcio giovanile europeo.

Ma come poteva non essere campione d’Italia una squadra che vince il campionato con 11 punti di vantaggio sulle avversarie? E ha segnato, guardacaso, ben 77 gol come ha fatto proprio la prima squadra. Eppure il (crudele) regolamento prevedeva i playoff, lo scorso anno sul filo di lana l’Atalanta si era arresa, quest’anno si è presa la rivincita: trionfo meritatissimo, in una stagione memorabile dopo l’ingresso in Champions della prima squadra. Col Papu Gomez a seguire dalla tribuna i piccoli campioni, l’assist decisivo arriva da un altro numero 10, quel Kulusevski che già qualche volta abbiamo visto anche in prima squadra, un talento che Gasp sicuramente rivedrà e cercherà di plasmare. Non è l’unico. Il tocco scudetto è firmato da Ebrima Colley, gambiano come Barrow, già in gol nella semifinale col Torino. Colley entra e cambia la partita: fantastico.

Ma al di là del gol arrivato a soli 4′ dal termine, la Primavera si impone grazie ad un gioco che piace e convince e porta punti, tanti punti. E tanti gol. Madonna (anche lui confermato a Milano per la prossima stagione, comunque complimenti per il suo campionato con l’Inter) ha dovuto adeguarsi e puntare su difesa e contropiede. Un muro e una tattica quasi vincente, ma l’Atalanta è riuscita a superare anche quest’ultimo ostacolo.

Ventuno anni fa era l’Atalanta di Giovanni Vavassori. E anche lui faceva giocare molto bene le sue squadre, con tanti ragazzi saliti dal settore giovanile in prima squadra, nella stagione 2000-2001. Il filo che continua la tradizione, dal 1998 a oggi, si chiama Gian Paolo Bellini, allora campione d’Italia nella squadra del Vava e ora vice di Brambilla alla guida della Primavera neocampione.

Allora c’erano i bergamaschi Pelizzoli, Zenoni, Natali, Bellini, Regonesi, Carobbio, c’era Fausto Rossini a fare la torre e Corrado Colombo a risolvere il match di Bari, contro la Roma, 1-0 come stavolta a Parma. Oggi è un’Atalanta più… internazionale, più adeguata ai tempi. In campo i bergamaschi Brogni, Peli e Piccoli e poi la forza atletica e tecnica di tutti gli altri, per primo Kulusevski svedese di origine macedone, miglior giocatore della finale. E gioiellini come Traorè che non ha ancora 17 anni e quel Colley micidiale risolutore. E non dimentichiamo Del Prato e Colpani, bergamaschi anche loro e il portiere Carnesecchi, che hanno vinto lo Scudetto da lontano, impegnati ai Mondiali con l’Under 20.

Grande Atalanta, l’inno “You are the Champion” suona a Parma ed è sempre Champions per la Dea, campione d’Italia dei giovani. Non più un sogno, ma una bellissima realtà.

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