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Primo consiglio del Gori-bis: “Occasione unica, minoranza sia più collaborativa” fotogallery

Ferruccio Rota (Pd) eletto presidente, mentre il sindaco illustra gli indirizzi generali di governo: “Lavoriamo nell'ottica dello sviluppo sostenibile”.

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Tanti sorrisi, una marea di selfie, debutti, intoppi: non è mancato nulla nel primo consiglio comunale del secondo mandato di Giorgio Gori che come sindaco rieletto di Bergamo ha giurato con la fascia tricolore al collo e presentato la nuova squadra di Giunta che lo affiancherà nei prossimi cinque anni.

Un consiglio comunale che è stato praticamente unanime (8 bianche e 3 nulle, ma tutte dichiarazioni di voto favorevoli) nel sostegno a Ferruccio Rota nella carica di presidente, già titolare del ruolo alla “prima” in quanto consigliere anziano e nomina avallata da tante testimonianze di stima e affetto.

A lui le minoranze hanno chiesto imparzialità ed equilibrio: “Onorato della vostra fiducia, spero di essere all’altezza – è stato il suo primo commento – Impegno e imparzialità a tutela dei diritti di chiunque in questa aula non mancheranno. Spero ci possa essere sempre un clima di serenità”.

Sua vice sarà la leghista Luisa Pecce, nominata non senza un po’ di movimento per l’autocandidatura di Gianfranco Ceci prima e per il dibattito sulla validità del voto poi (11 preferenze per lei, 5 per Ceci e 17 astensioni, con seduta sospesa per oltre 20 minuti per arrivare all’ok definitivo).

In un partecipatissimo pomeriggio (tra il pubblico anche gli ex assessori Leyla Ciagà e Maria Carolina Marchesi ringraziati pubblicamente dal sindaco, i consiglieri regionali Dario Violi e Nicolò Carretta, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e l’ex sindaco Franco Tentorio per la prima volta dall’altra parte della barricata) uno dei momenti più attesi era senza dubbio la proposta degli indirizzi generali di governo del sindaco Giorgio Gori che ha tenuto la parola per circa mezz’ora e ha consegnato ai consiglieri un opuscolo sulla storia dell’aula consiliare: “Qui parte una nuova avventura coi miei compagni di viaggio che ringrazio per aver accettato il ruolo di assessore – ha iniziato il primo cittadino – Essere il primo a cui viene affidato un secondo mandato mi onora e responsabilizza molto. Cinque anni fa avevamo proposto un cambio di passo, nell’ottica di una maggiore concretezza e nuove idee. Abbiamo dato risposte su tutti quei temi di cui si è sempre parlato negli anni senza arrivare al dunque: interventi per la maggior parte ancora in corso o da iniziare. Bergamo è cresciuta e ora abbiamo una possibilità unica di dare continuità conoscendo già i problemi e come affrontarli. Non ci possiamo accontentare di completare quanto iniziato, ci interessa guardare ancora avanti sulla base di una visione di sviluppo sostenibile necessariamente associato a inclusività, solidarietà e cura delle persone fragili”.

Gori non ha nascosto che saranno anni difficili, puntando il dito verso l’attuale governo nazionale: “A mio avviso sta facendo danni rilevanti e noi dovremo impegnarci ancora di più, proporre più idee ed essere capaci di realizzarle”.

Poi arrivano i cavalli di battaglia: “Investiremo ancora sul capitale umano, a partire dalla scuola fino all’università. A Bergamo credo poi sia promettente tutto ciò che si accompagna al tema della salute, un tratto che caratterizza il territorio. Si può crescere ancora dal punto di vista turistico, curando la durata dei soggiorni e l’esplorazione di nuovi mercati”.

Seguono i ragionamenti sul commercio come elemento di coesione nei quartieri, al tempo stesso bisognosi di riscoprire un luogo baricentrico attorno al quale rafforzare il senso di comunità; sulla trasformazione fisica della città con i progetti Porta Sud e Chorus Life; sulla viabilità e sulla mobilità; sulla qualità estetica del contesto urbano con l’intenzione di dar corso al cantiere per la sistemazione del centro Piacentiniano; sulla cultura come elemento qualificante di Bergamo.

E infine lo sviluppo sostenibile, perno del nuovo programma: “L’attenzione per l’ambiente è molto cresciuta negli ultimi anni – spiega Gori – Credo che tutti in quest’aula dobbiamo metterlo in cima all’agenda dei prossimi cinque anni. Valorizzazione dei terreni agricoli, riduzione delle emissioni, efficientamento energetico degli edifici, arrivare all’80% di raccolta differenziata, ridurre il consumo di plastica, favorire la mobilità sostenibile e trovare un equilibrio tra sviluppo dell’aeroporto e convivenza coi territori circostanti”.

In chiusura un appello alle minoranze: “Per me c’è piena disponibilità ad accogliere le vostre proposte, in pieno spirito collaborativo. Da questo punto di vista negli ultimi cinque anni l’esperienza non è stata esaltante: avete interpretato il ruolo dell’opposizione ma ciò non impone una rinuncia a una mentalità di governo. Anche dai vostri banchi possono arrivare idee per fare meglio di come faremmo noi da soli, se c’è la possibilità noi siamo disponibili”.

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