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Treviolo-Paladina, cantiere fermo da tre mesi: “Lavoriamo per una soluzione”

Interrogazione leghista in Provincia. L'impresa Vitali ai Comuni: "A breve asfaltature notturne", ma per una ripartenza c'è ancora da attendere

Dalle parti di Curno, Mozzo e Valbrembo se lo chiedono un po’ tutti: ma il cantiere della Treviolo-Paladina che fine ha fatto?.

I lavori di ampliamento sulla provinciale Dalmine-Villa d’Almé, nel tratto tra Curno e Valbrembo, sono ormai fermi da tre mesi e il cantiere sta creando più di un disagio, come recentemente sottolineato dal sindaco di Mozzo Paolo Pelliccioli in una lettera inviata alla Provincia di Bergamo e all’impresa Vitali Spa, che ha ereditato l’appalto dalla Fabiani di Dalmine e presentato un extra conto da 21 milioni. Pelliccioli, in particolare, ha evidenziato possibili rischi per la viabilità, “con rischio incidenti”, a causa del manto stradale “in alcuni punti sconnesso e con diverse buche”.

Ora, dopo avere più volte palesato dubbi sul progetto (definito “obsoleto ancora prima di essere realizzato”) anche il gruppo consigliare del Carroccio torna a chiedere lumi sullo stato dei lavori. Lo fa attraverso un’interrogazione di undici domande rivolte al presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e al Consigliere con delega alle infrastrutture Mauro Bonomelli (guarda qui) dove il capogruppo Gianfranco Masper chiede, ad esempio, le motivazioni ufficiali dello stop e “come sia giustificabile la richiesta della ditta appaltatrice di oltre 21.000.000 euro di ‘riserve’ quando risulta che sia stato eseguito solo il dieci per cento del lavoro”.

Gafforelli e Bonomelli, interpellati sull’argomento, si sono limitati a commentare che “la Provincia sta lavorando per arrivare al più presto a una soluzione”, ben consapevoli dell’importanza del cantiere, assicurando che risponderanno alle domande del Carroccio a tempo debito in sede di consiglio provinciale.

“Ribadiamo la nostra piena disponibilità e collaborazione – ha invece risposto l’impresa Vitali -. Vorremmo anche rassicurare i Comuni interessati circa la ripresa, in subordine ai lavori di spostamento dei sottoservizi a cura delle società di gestione, dei lavori di asfaltature in orari notturni e la messa in funzione del torrente Riolo non appena Uniacque avrà completato i lavori di spostamento dell’acquedotto”. Ma è evidente: date per una ripartenza effettiva del cantiere, al momento, non ce ne sono.

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