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Quella pietra d'inciampo di Premolo, unica in Bergamasca, dedicata a don Seghezzi - BergamoNews
Fu internato a dachau

Quella pietra d’inciampo di Premolo, unica in Bergamasca, dedicata a don Seghezzi

Le pietre d’inciampo sono quadrati di ottone che vengono posati nel pavimento davanti alle case dei deportati ebrei.

Nel piccolo paesino di Premolo, in alta Valseriana, si trova l’unica pietra d’inciampo di tutta la Bergamasca: quella dedicata a don Antonio Seghezzi. Le pietre d’inciampo sono quadrati di ottone che vengono posati nel pavimento davanti alle case dei deportati ebrei.

La pietra d’inciampo è stata posizionata davanti alla casa natale di don Seghezzi domenica 17 gennaio del 2016 a cura dell’artista tedesco Gunter Demnig.

Don Seghezzi, nato il 25 agosto del 1906 a Premolo, nell’estate del 1935 fu inviato come cappellano militare in Eritrea. Congedato dopo due anni, tornò in provincia di Bergamo dove divenne punto di riferimento importante per molti giovani e quindi nominato assistente della gioventù maschile di Azione Cattolica.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, don Seghezzi si impegnò per aiutare spiritualmente e anche a fuggire i suoi ragazzi durante la Resistenza tramite la sua rete e dando loro assistenza. Un sostegno che sembra ritardare il processo di beatificazione avviato nel 1990.

I nazifascisti lo scoprirono e, dal 25 ottobre, don Seghezzi cominciò a essere ricercato. Non trovandolo, i nazifascisti decisero di organizzare una rappresaglia contro l’Azione Cattolica e la Chiesa di Bergamo. Per evitare tutto ciò, anche su consiglio del vescovo, don Seghezzi si consegnò spontaneamente: fu arrestato il 4 novembre del 1943 e il 31 dicembre fu deportato in Germania e rinchiuso nel carcere di Monaco di Baviera. Qualche mese più tardi venne trasferito nel campo di lavoro per criminali nella città di Kalshelm e, successivamente, a Lessingen dove manifestò l’emottisi (una malattia polmonare); venne poi trasferito nel campo di concentramento di Dachau per poi essere ricoverato in condizioni critiche nell’ospedale da campo. Morì il 21 maggio del 1945 per emottisi.

“Don Seghezzi rappresenta una figura importante, non solo per Premolo, ma per tutta la Diocesi – spiega Omar Seghezzi, primo cittadino di Premolo -. Un esempio cristiano e civico da seguire. Abbiamo accettato con piacere di deporre nel nostro paese la pietra d’inciampo dedicata alla sua memoria. Recentemente abbiamo creato il ‘Giardino dei Giusti’ e don Seghezzi è stato il primo ‘Giusto’ a essere ricordato. Nel nostro paese sono diversi i luoghi dedicati al suo ricordo: la Cripta, il monumento di don Seghezzi, la casa natale e il luogo della speranza”.

pietra d'inciampo premolo don seghezzi

Idee di libertà e una visione moderna: queste le caratteristiche che hanno, sin da sempre, contraddistinto deon Seghezzi.

“Le sue idee – racconta don Gianluca, parroco di Premolo – erano molto moderne rispetto ai tempi, soprattutto per quanto riguarda l’ideale di libertà che insegnava ai giovani. don Seghezzi aveva una spiritualità profonda; interessanti sono le pagine della sua eucarestia dove racconta le sue preghiere”.

La pietra in ottone si scurisce facilmente: ho deciso di darle una ripulita. In onore di qeusto sacerdote martire degno di grande ammirazione.

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