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Aeroporto di Orio, l’allarme della polizia: “Carenza di agenti, sicurezza a rischio”

Il sindacato della Polizia di Stato Fsp (già Ugl) inquadra la situazione critica degli agenti in servizio allo scalo bergamasco

“Nonostante le numerose denunce delle organizzazioni sindacali, sia locali che nazionali, in merito alle criticità relative alla carenza di personale in servizio presso la Polizia di Frontiera di Orio al Serio, ancora una volta, purtroppo, dobbiamo prendere atto che quello che doveva essere un attento monitoraggio da parte del Ministero dell’Interno, non ha sortito l’effetto desiderato”. Inizia così il comunicato del sindacato della Polizia di Stato Fsp (già Ugl) che inquadra la situazione degli agenti in servizio allo scalo bergamasco. 

“Oggi ci duole rilevare che – proseguono -, con il piano dei potenziamenti previsti fino ad Aprile 2020, è annunciato un incremento di organico di sole 5 unità, 2 delle quali arriveranno nel mese di dicembre e le ultime 3 arriveranno ad aprile 2020. È necessario sottolineare per l’ennesima volta la situazione orobica attuale, profilandosi un’estate da incubo per i circa 130 operatori di Polizia in servizio presso lo scalo suindicato, atteso inoltre che non son previsti rinforzi nemmeno per il periodo estivo.

Il problema è strettamente legato ai numeri: il personale in servizio presso la Polizia di Frontiera di Orio al Serio è senza dubbio insufficiente per far fronte ai volumi di traffico mossi dalla terza
aerostazione d’Italia, si prevede di superare i 13 milioni di passeggeri quest’anno; rispetto a 5 anni fa l’incremento ha segnato una crescita del 60%, mentre l’organico del predetto Ufficio è rimasto
pressoché identico.

Sono gli stessi numeri prodotti dall’Ufficio di Polizia che non possono lasciare indifferente la richiesta di rinforzi ed incremento di organico, atteso che:

– Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i cittadini respinti (cui è stato negato l’ingresso sul territorio nazionale, e che vanno vigilati fino all’imbarco sul volo del
ritorno) sono aumentati del 14%, passando da 384 a 439 (solo nei primi 5 mesi), ciò vuol dire che ci avvicineremo al migliaio di respinti a fine anno.

– Le denunce in stato di libertà hanno già superato il centinaio, ossia hanno già raggiunto il 50% rispetto alle totali dello scorso anno.

– Discorso ancora più rilevante può esser fatto per gli arresti che da 154 nel 2017, son saliti a 203 (+32%) nel 2018 e ora solo nei primi 5 mesi hanno già superato i 100, con
un tasso di crescita medio del 67% rispetto al 2017 e 27% rispetto al 2018.

Le sofferenze dei poliziotti in servizio sono ormai quotidianamente vissute:
– I carichi di lavoro stanno esponenzialmente crescendo – i voli aumentano costantemente e così anche i controlli da eseguire che continuano, causa carenza personale, a non poter rispettare
quanto normativamente previsto in materia di controllo documentale sistematico per i passeggeri che attraversano le frontiere (art. 8 Reg. (UE) 2016/399 – modificato dal Reg. (UE) 2017/458; la cui deroga, che permetteva dei controlli non sistematici per alcune categorie di passeggeri, è terminata in data 7 aprile u.s.);

– l carichi di lavoro spesso son tali da non permettere il rispetto nemmeno di piccole pause per coloro che, impegnati nelle postazioni di lavoro per il controllo documentale, restano chiusi in
queste “gabbie” per ore e ore senza potersi muovere e con file interminabili di fronte a sé.

– I responsabili dei servizi continuano a dover far fronte a situazioni emergenziali per la mancanza di personale; capita ormai che il numero complessivo di soggetti arrestati e respinti
superi quello dei colleghi in servizio.

– Alle lecite disposizioni impartite dai superiori è spesso difficile o impossibile dar seguito per la mancanza di uomini; la gestione degli arrestati è divenuta ormai una questione di tale
importanza e che necessita di un contingente di personale tale che, sottratto a quello che fa fronte alle ordinarie incombenze di scalo, crea forti squilibri e lacune nei servizi di prevenzione e sicurezza.

– Proprio per quanto sopra rappresentato, il personale impiegato nei servizi di prevenzione e sicurezza lo è solo sulla carta; di fatto viene utilizzato per coprire le esigenze di frontiera e per far fronte a tutte quelle situazioni imprevedibili, che ormai si succedono quotidianamente in uno scalo di tale importanza. I poliziotti sono ormai stanchi ed estremamente
delusi – in tal modo viene a mancare professionalità e serenità – non è più possibile questa affannosa rincorsa disordinata che tappa i buchi e che gestisce il caos spezzettando il servizio di ogni collega in una miriade di mini “sotto-orari di servizio” da svolgersi qua e là per tutta la struttura aeroportuale, un po’ come difendere un castello, assediato su tutti i lati, da un nemico implacabile.
Siamo tutti d’accordo che il servizio prestato è istituzionalmente previsto e dovuto, ma di certo non sono e non possono essere queste le condizioni e le modalità di attuazione – il sistema sta tenendo solo grazie all’immensa fatica e all’impegno profuso dal personale in servizio, ma che ormai è arrivato al limite di sopportazione.

In riferimento al prossimo periodo estivo, alle mancanze rilevate e alle sempre maggiori incombenze, si dovranno aggiungere le dovute assenze dei poliziotti che usufruiranno delle ferie estive – ed ecco che tutto è pronto per far sì che si prospetti un’estate davvero bollente per il personale in servizio.

Per quanto rappresentato, ben appreso che i servizi di frontiera non possono essere eseguiti come previsti dalla normativa Schengen e che i servizi di vigilanza vengono spesso anche soppressi per
sopperire proprio alle esigenze della frontiera, è sempre quindi più a rischio la sicurezza sia dei viaggiatori che quella degli operatori di Polizia, senza considerare inoltre eventuali conseguenze per
la salute degli stessi che sempre più spesso si trovano a svolgere la propria attività con carichi di lavoro eccessivi ed in condizioni psicofisiche snervanti.

La situazione è divenuta così insostenibile che l’FSP sta valutando diverse forme di protesta che evidenzieranno ulteriormente le problematiche già citate e così, senza dubbio alcuno, ci si
renderà conto che questa situazione si è venuta a creare a seguito dell’indifferenza e superficialità mostrata dalle preposte figure istituzionali, nonostante le numerose denunce portate
alla luce da questa Organizzazione sindacale.

Un’ultima considerazione deve esser fatta in ragione dell’ampliamento in atto della struttura aeroportuale, ove è prevista un’estensione della superficie di circa 70.000 metri quadrati con un
incremento del numero di porte d’imbarco e contestualmente anche dei voli operati dallo scalo.

Come si pensa di far fronte alle esigenze di Sicurezza e Frontiera, se già ora la situazione è insostenibile? Ciò detto, ci auspichiamo che tutte le Autorità competenti, nonché i rappresentati politici, eletti alle ultime tornate elettorali, si attivino per far ottenere la dovuta considerazione al terzo Scalo Aereo Nazionale, con il chiaro intento di ottenere un organico adeguato alle reali esigenze”.

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