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“Progettiamo insieme l’ultimo tratto della ciclabile di Zogno”

La richiesta di Nuova Mobilità Sostenibile Zognese dopo la notizia dei finanziamenti in arrivo

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“Un confronto per progettare insieme il tratto mancante della ciclabile che attraversa Zogno”. Questa la richiesta di Nuova Mobilità Sostenibile Zognese, composta da A.Ri.Bi. (Associazione per il Rilancio della Bicicletta), Legambiente Bergamo, il Comitato di tutela Ferrovia ambiente e salute della Val Brembana e di un gruppo di ciclisti amatoriali di Zogno dopo la notizia dei finanziamenti in arrivo per concludere la pista ciclabile di Zogno fino al piazzale del Mercato.

“Siamo pronti a confrontarci con la nuova amministrazione e con ogni altro portatore di interessi (cittadini residenti, associazioni di industriali, Comunità Montana, TEB, operatori del Turismo, associazioni di cicloturisti e ciclisti appassionati, il CAI, i canoisti) per progettare complessivamente e insieme la mobilità e la fruibilità di questa particolare fascia di territorio vallare tenendo conto di ogni opportunità possibile”.

Un tema delicato e sentito quello del completamento della pista ciclabile della Valle Brembana, di cui si discuterà alla Green House di Zogno venerdì 21 giugno alle 20.30, in un incontro per informare i cittadini ed avviare un confronto costruttivo tra le parti interessate.

Un possibile confronto che, secondo Claudia Ratti (presidente A.Ri.Bi.), Nicola Cremaschi (presidente Legambiente Bergamo) e Alberto Caglioni (portavoce Comitato di tutela Ferrovia Ambiente e Salute – Valle Brembana) deve basarsi in modo particolare sul delicato tema della sicurezza, in particolare a riguardo del raccordo tra la pista ciclabile e la strada exSS470, in zona Grotta delle Meraviglie.

“Un raccordo pericoloso e complicato, in entrambe le direzioni di marcia: in curva, dopo una galleria, con auto e camion che giungono in velocità provenienti dal tratto in discesa della superstrada dei “ponti di Sedrina”, come pure nell’altro senso di marcia con i mezzi che provengono dal lungo rettilineo di via Locatelli”. Tema già affrontato in campagna elettorale, con apprezzati interventi delle tre liste che si sono presentate alle elezioni dello scorso 26 maggio, che hanno visto la Lega confermarsi alla guida di Zogno con Selina Fedi prima cittadina.

“Apprezziamo i contributi nel cercare soluzioni sul breve e medio periodo del candidato Carlo Ghisalberti che propone l’utilizzo dell’ex sedime “il prima possibile” e in futuro di “valutare insieme alle aziende”, così come quello di Federico Carminati che nell’utilizzo dell’ex sedime vede una sede “più utilizzabile anche dai residenti di via Locatelli” e “considerato che lì potrebbe transitare anche la futura tranvia”. Apprezziamo inoltre la dichiarazione dell’ex vicesindaco e assessore all’urbanistica Giampaolo Pesenti di “realizzare il prima possibile, con fondi anche comunali, il primo tratto della ciclabile fino al piazzale della CMS”, come del resto la soluzione a suo tempo suggerita da A.Ri.Bi. di attraversare il canale ENEL e portare la ciclovia lungo la fascia spondale adiacente ai capannoni, fino al piazzale CMS – Uniacque nella zona industriale sud, dove insiste un’area verde molto bella e suggestiva attrezzata con panchine e dove la sponda digrada dolcemente verso il fiume”.

Un intervento che “permetterà anche di superare la futura criticità del cantiere della rotatoria sud, consentirà di immettersi in via Locatelli in una zona un po’ meno pericolosa per i ciclisti e permetterà di avere più ampio respiro per individuare la soluzione più praticabile per proseguire oltre la ciclovia”.

Ciclabile che, secondo le associazioni sopracitate, deve poter essere completata sulla base di un confronto comune per un progetto di mobilità che tenga conto di diverse possibilità come “l’uso dell’intera fascia idrografica destra del Brembo, l’utilizzo dell’ex sedime già acquisito dal demanio da parte del comune di Zogno, l’utilizzo della sponda idrografica sinistra del Brembo (che comporta un ponte ex novo, espropri, l’uso di una passerella pedonale attualmente troppo stretta per il flusso ciclistico di una ciclovia tanto importante, maggiori costi per la collettività…) o l’utilizzo della via Locatelli (riqualificazione post apertura variante)”.

Un confronto che andrà fatto “alla luce dello studio di prefattibilità per il tracciato metrotramviario comunale ad oggi non ancora disponibile, tutelando il tracciato per lo sviluppo della tramvia”.
I rappresentanti delle associazioni sollecitano poi “a considerare quanto prima la soluzione per il primo tratto (fino alla CMS, ad esempio), per il quale auspichiamo tempi di realizzazione che siano i più brevi possibili e ci permettiamo di ricordare quali gravi responsabilità il Comune si ritrovi ad assumere in caso di gravi incidenti ai ciclisti in transito. Auspichiamo anche che i nuovi amministratori assumano quale impegno la mobilità sostenibile come elemento irrinunciabile per una moderna politica di sviluppo, che sia in grado di coniugare la crescita economica con la tutela della salute, dell’ambiente e più in generale, per la riduzione dell’impronta ecologica ed una migliore qualità della vita dei propri cittadini”.

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