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Alberto dei Verdena torna al Lazzaretto con gli I Hate My Village: “Che ricordi”

Martedì 11 giugno il musicista bergamasco sul palco dell’Happening delle Cooperative: "Ricordo quando andavamo a suonarci per le feste di fine anno scolastico"

“Non potrei mai dimenticare il Lazzaretto, ricordo quando andavamo a suonarci per le feste di fine anno scolastico. Eravamo in tre, ci chiamavamo i Verdena”. A parlare è Alberto Ferrari, cantante e chitarrista, cofondatore, insieme al fratello Luca, del gruppo che ha scritto la storia del rock alternativo italiano.

Dai tempi dei concerti liceali e della sala prove di Albino sono trascorse parecchie lune e tutti noi sappiamo come la storia è andata a finire: l’album di esordio “Verdena” venderà più di quarantamila copie e farà ottenere al trio il premio PIM di Repubblica come migliore band rivelazione del 1999, da lì una lunga strada che gli ha portati ad essere paragonati a dei mostri sacri come i Nirvana.

Martedì 11 giugno il musicista bergamasco torna al Lazzaretto per l’Happening delle Cooperative Sociali in una veste completamente diversa: colorata, vivace e inaspettata. Stiamo parlando degli I Hate My Village, la nuova formazione composta da Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours), Andriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Marco Fasolo (Jennifer Gentle) e Alberto Ferrari.

Avevamo conosciuto il super gruppo il 22 marzo scorso, in occasione di un loro concerto al Druso di Ranica. “Siamo nati quasi per caso – ci raccontava Fabio Rondanini, batterista – coltiviamo la leggerezza, senza troppi pensieri”. Ed è proprio questo spirito che si percepisce dalle parole di Ferrari: “tra noi quattro c’è un feeling pazzesco. Stiamo imparando a conoscerci come persone, oltre che come artisti. È un rapporto particolare quello che abbiamo, inaspettati per dei rockettari come noi. Durante le trasferte ascoltiamo di tutto, dalla trap, alla classica, al jazz. Ci divertiamo”. Musicisti dalle mente aperta per una musica che apre orizzonti sconosciuti a noi occidentali, gli I Hate My Village sono una ventata di novità dai ritmi travolgenti del continente africano. Proprio quello di cui avevamo bisogno come individui e come cittadini del mondo.

Se ci riesce immaginare – con un po’ di sorriso, ammettiamolo – i quattro mentre ascoltano Mozart nel furgoncino, su e giù per lo stivale, ci riesce difficile pensare che un progetto del genere non avrebbe dato i suoi frutti in tempi record. “La prima parte del nostro tour è andata alla grande – dice Alberto – è stato un susseguirsi di sold out. All’inizio avevamo in programma solo cinque date, poi sono triplicate”.

Ma i motivi per festeggiare non sono finiti. Dopo l’uscita del primo album in vinile, di cui sono state fate cinque ristampe, il 10 maggio scorso è stata pubblicata la versione cd/digitale. Il 9 maggio è stata la volta del video di Tony Hawk of Ghana, singolo tratto dall’album di esordio, in anteprima per Rolling Stone Italia. Per finire, il tour estivo farà tappa il 18 agosto al Budapest Sziget Festival, uno degli eventi più importanti nel panorama musicale europeo.

Il gruppo sta andando bene, e parecchio. Il merito è senza dubbio anche del loro modo di fare, energico e spensierato allo stesso tempo. È la vitalità di chi non si prende troppo sul serio e sale sul palco per il solo piacere di fare musica. Era così per i giovani Verdena, è così anche adesso per gli I Hate My Village. Per cui, bentornato caro Alberto, sul palco del Lazzaretto ci sarà sempre un posto per te.

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