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Marco Anzovino, titolare della Skyline, azienda informatica con sede a Seriate specializzata nello sviluppo di applicazioni software e nella realizzazione di sistemi per l’automazione industriale, ci guida alla scoperta di un mondo che è sempre più realtà produttiva anche nel nostro Paese.

“L’intelligenza artificiale non è più solamente fantasia ma è realtà. Se n’è parlato molto nei libri e nei film di fantascienza, ma oggi l’intelligenza artificiale – intesa come tecnologie e strumenti informatici – può essere con profitto, applicata ai processi industriali per agevolare la produzione e il monitoraggio di parametri come l’efficienza, il risparmio energetico e la qualità”. Marco Anzovino, titolare della Skyline, azienda informatica con sede a Seriate specializzata nello sviluppo di applicazioni software e nella realizzazione di sistemi per l’automazione industriale, ci guida alla scoperta di un mondo che è sempre più realtà produttiva anche nel nostro Paese.

Smontiamo un timore: l’intelligenza artificiale sostituirà l’uomo?

“L’uomo ha un ruolo fondamentale sicuramente nella fase progettuale e quindi di individuazione di quali algoritmi e modelli devono essere applicati nel sistema di intelligenza artificiale. E poi nella realizzazione del sistema di intelligenza artificiale stesso e nella sua applicazione alle macchine che andrà a controllare. Non c’è nessun timore che questo sostituisca l’uomo, anzi l’uomo è di estrema importanza”.

Il suo è un lavoro affascinante: creare il futuro.

“Sì, mi piace moltissimo il lavoro che faccio. Avere a che fare con le persone e con i collaboratori con cui ho un rapporto molto importante, fondamentale per la ricerca e la sinergia che è necessaria in questo tipo di attività. In Skyline e Open Marketing (agenzia web del gruppo) siamo più 20 e a questi si aggiungono altri collaboratori freelance e un consulente web in Polonia. Una squadra affiatata che ogni giorno vive e lavora con entusiasmo”.

Come si è avvicinato a questo mondo?

“Tutto ha inizio nel 1984 quando mio cognato, l’ingegner Marco Verdina, forma un gruppo di ingegneri esperti nella geotecnica e nella modellazione di elementi finiti. Una disciplina che si stava definendo con l’utilizzo del computer. Da qui nasce l’azienda che ha come scopo di fornire servizi di modellazione matematica finalizzati alla stabilità dei manufatti. In quegli anni stavo finendo il mio percorso universitario e mi sono specializzato in “intelligenza artificiale”. I passi che sono seguiti hanno permesso di costituire un gruppo di persone con competenze che pian piano si specializzava nella creazione di servizi nell’ambito dell’automazione industriale, sistemi informativi e sistemi di intelligenza artificiale”.

Un gruppo che immaginava il futuro da realizzare?

“Sì, ma non è mai mancata la concretezza delle nostre proposte. Non siamo stati dei semplici sognatori, ma dei creatori. A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, Ismes ci chiedeva di fare programmazione per i pc. Dai primi sistemi Windows abbiamo cominciato a creare i primi sistemi di automazione industriale. In 30 anni c’è stato un cambiamento abissale, da ciò che sembrava utopia oggi è diventata realtà. Oggi tutto è molto complesso e così, poco a poco, in Skyline il ventaglio delle competenze è aumentato. Negli anni passati, pur avendo questi settori, non c’è mai stato una riconoscenza di queste tante competenze, perché ci conoscevano o perché sviluppavamo l’automatizzazione industriale o per la programmazione dei sistemi”.

Com’è cambiato il vostro modo di lavorare, da allora ad oggi?

“Oggi non si fanno più programmi da zero, ma si integrano i processi informativi. Quando ci chiedono di tirar fuori delle statistiche, le costruiamo ad hoc per ogni azienda. L’automazione industriale invece è più complessa. Per esempio: prendiamo un altoforno. Il movimento di queste macchine avviene grazie a motori elettrici che spostano e movimentano la produzione. I motori devono essere azionati in base ad una precisa sequenza. Tutto ciò è elettronico. I PLC che gestiscono i segnali elettrici. È un sistema complesso ma allo stesso tempo molto affascinante. Una volta questi settori erano a compartimenti stagni. Come Skyline, invece, abbiamo sempre cercato di integrare questi sistemi, anche se il mercato non era pronto”.

Eravate più avanti rispetto al mondo produttivo?

“Esatto. Abbiamo fatto molta fatica a tenere uniti questi sistemi, perché il target era diverso, quindi conseguentemente i tempi di risposta erano diversi. Non nascondo che ci sono stati momenti di fatica, di attesa, che ho superato anche grazie a mia moglie Simona Bonaldi. Certo, quando all’ultima cena aziendale mi hanno detto “con Skyline ho cresciuto i miei figli e questa azienda non ha mai ritardato un giorno il pagamento dello stipendio” mi sono venute le lacrime agli occhi, perché queste cose valgono, sono molto importanti”.

E oggi, che orizzonte si presenta davanti ad un’azienda come la vostra?

“Siamo alla ricerca di nuovo personale. In Skyline si lavora molto in gruppo, in squadra e ci si sente molto uniti. Sono più propenso a tenere una persona che abbia più lo spirito di condivisione che un bravissimo tecnico, ma che è incapace di lavorare in gruppo. Dal punto di vista imprenditoriale abbiamo suddiviso le energie in base ai settori di cui ci occupiamo. C’è sempre stato collegamento per me tra questi settori e quando si è cominciato a parlare di Industria 4.0, noi non eravamo per niente distanti, perché la digitalizzazione noi l’abbiamo sempre supportata. L’intelligenza artificiale possiamo ricondurla alla disciplina che si occupa di teoria, modelli e applicazione, per rendere dei sistemi artificiali abili a comportarsi come un essere umano. Parliamo di modelli e tecnologie finalizzati a dotare le macchine di intelligenza”.

Allora come oggi parla di intelligenza artificiale. Con quali differenze?

“L’intelligenza artificiale di 30 anni fa era più difficile, oggi si possono inserire gli algoritmi statistici. L’informatica, la statistica matematica e il dominio dell’applicazione sono i tre comparti che oggi lavorano per l’automatizzazione delle macchine. Una macchina che produce degli oggetti deve autoregolarsi per mantenere la qualità: abbiamo i dati di impostazione della macchina e poi guardo a fine lavorazione la qualità. A parità di dati di ingresso ho elementi di produzione diversi, in quanto ci sono elementi confondenti. Qui giunge la statistica, che insieme agli altri elementi, elabora una macchina dotata di intelligenza artificiale. E qui torniamo al punto di partenza: oggi l’intelligenza artificiale applicata all’industria serve per agevolare la produzione, monitorare parametri come l’efficienza, il risparmio energetico e la qualità. Il regista di tutto questo è e rimane l’uomo che sviluppa e migliora continuamente il sistema”.