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Accusata di aver fatto uccidere il padre: chiesto rinvio a giudizio per Simona Pozzi

Per la Procura la donna aveva già tentato tre anni prima di ammazzare il genitore. La vittima, infatti, era stata presa a bastonate nel parcheggio davanti alla sua casa di vacanza a Piazzatorre

I pm di Milano Alberto Nobili e Antonia Pavan hanno chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario e tentato omicidio per Simona Pozzi, la 46enne accusata di essere stata la mandante dell’omicidio del padre, Maurizio Pozzi, 69 anni, titolare di un negozio di scarpe. L’uomo è stato ucciso nel suo appartamento in via Carli, in zona Affori a Milano, il 5 febbraio 2016.

Per la Procura la donna aveva già tentato tre anni prima di ammazzare il genitore. La vittima, infatti, era stata presa a bastonate nel parcheggio davanti alla sua casa di vacanza a Piazzatorre, nel settembre 2013. Episodio per il quale si era auto accusato il pregiudicato milanese Pasquale Tallarico, che aveva indicato la Pozzi come mandante.

Adesso Tallarico sta affrontando un processo a Bergamo per tentato omicidio. Dopo il pestaggio, la donna, da quanto è emerso dalle indagini, avrebbe chiesto a un’amica farmacista di procurarle del veleno per topi e visto che la farmacia non lo vendeva, avrebbe chiesto a Tallarico e a un complice di procurarle una qualche sostanza letale.

L’uomo ha raccontato ai pm di averle dato «dell’acqua sporca» che la 46enne avrebbe poi sparso sulla pizza del padre. L’uomo, però, non si era sentito male e, da quanto è emerso dalle indagini, la figlia si sarebbe lamentata con chi le aveva dato la fiala che il veleno era troppo blando. Pochi mesi dopo, poi, il commerciante era stato picchiato a morte a casa sua.

Lo scorso aprile, il Riesame di Milano ha negato l’arresto della donna, chiesto dalla Procura, dopo che già prima un gip aveva negato la custodia in carcere e la Cassazione aveva annullato un altro provvedimento del Riesame che, invece, aveva dato il via libera all’arresto.

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