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Per la sua esperienza nel mondo del terzo settore, Messina era tra i nomi papabili stilati da Giorgio Gori per l’assessorato alle politiche sociali e ora è la seconda novità della Giunta bis

Marcella Messina non è un nome nuovo a Bergamo: la sua attività nella cooperativa sociale Serena (più di dieci da membro e due da presidentessa) è nota in città e provincia.

Per la sua esperienza nel mondo del terzo settore, Messina era tra i nomi papabili stilati da Giorgio Gori per l’assessorato alle politiche sociali e ora è la seconda novità della Giunta bis (con lei Marzia Marchesi, ora assessore e non più presidente del Consiglio). Un nuova carica che l’ha portata a dimettersi da soggetto membro della Serena: “Voglio essere il più possibile trasparente e pulita”, ha affermato Messina.

Classe 1980, moglie, mamma e sempre attenta all’ambito del sociale sin dagli studi (laurea e dottorato, poi, in “Epistemologia della complessità”), con un occhio sui sistemi del Welfare che l’hanno portata ad avere questo tipo di incaricato, in continuità con la scorsa amministrazione, ma, anche, con tante innovazioni.

“Si tratta di un assessorato a cui il Comune ha sempre tenuto molto, facendolo crescere grazie a persone di grande competenza e cuore, prima tra tutti Maria Carla Marchesi di cui ho sempre apprezzato il coraggio. Quello a cui tengo particolarmente è che ci sia sinergia tra gli assessorati, specialmente con quello all’istruzione con Loredana Poli per poter seguire il corso della vita di ognuno in modo più omogeneo, dall’infanzia all’età adulta. Così da porre l’attenzione sulla complessità, le fatiche e le fragilità che non possono essere più categorizzate in ‘tipologie di persone’ (anziani, immigrati, disabili), ma in una visione d’insieme molto più ampia. È esemplificativo, infatti, che i centri della terza età ora si chiamino ‘centri di tutte le età’. Continuiamo su questa strada, per coltivare incontri tra culture, generazioni e bisogni”, ci racconta Messina.

Una stretta unione con Poli, quindi, ma anche con Giacomo Angeloni per le reti sociali e Marzia Marchesi sul tema dell’infrastrutture e dell’abitare, ma non solo. È necessario, infatti, che tutti gli uffici siano interconnessi perché solo così si può consolidare il tema del welfare in città.

Il suo sogno più grande per i prossimi cinque anni? “Lavorare sul tema dell’unione, che porti a superare le divisioni, cercando di creare il tavolo dell’associazionismo. Basta pensare e dare risposte per categorie nel tema del sociale: dobbiamo andare oltre, per rispondere in modo moderno e in forme collaborative a bisogni, necessità e situazioni moderne che uniscono tutte le realtà, molte volte in una sola persona. In più vorrei cercare di aumentare la comunicazione attorno a questi temi, per far conoscere le politiche sociali non sono agli addetti ai lavori e in tutto questo è il Comune che deve fare da regia”.

Nel pomeriggio di giovedì 6 giugno la Giunta si è riunita per la prima volta e Messina non ha mostrato un minino di agitazione per l’avventura che la aspetta: “Sono emozionata, certo. Ma sono determinata nel portare avanti i processi che mi sono ripromessa del mio mandato. Le cose da fare sono tante, ma credo che cinque anni siano un tempo sufficiente per portare avanti la mia esperienza e per costruire al meglio le prossime politiche sociali”.