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Giovani per la Pace, i ricordi e le testimonianze di una giornata storica fotogallery

La serata, organizzata dal gruppo Sermig di Bonate Sopra, ha visto la presenza di diverse autorità, fra le quali il fondatore di Sermig-Arsenale della Pace di Torino Ernesto Olivero, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e il vescovo Francesco Beschi

Sono passate solo poche settimane, ma il ricordo della magica giornata è ancora forte e visibile negli occhi dei ragazzi del Sermig di Bonate Sopra che lo scorso 11 maggio hanno preso parte all’Appuntamento Internazionale dei Giovani per la Pace.

Riunitisi nella serata di mercoledì 5 giugno all’interno del Cineteatro “Giuseppe Verdi” di Bonate Sopra, i giovani hanno ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione di questo sogno, un sogno nato poco più di un anno fa e che ha avuto sin da subito l’appoggio di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig-Arsenale della Pace di Torino: “Costruire la pace significa trasformare il buio in luce. A Bergamo sono state presentate diverse testimonianze e offerti diversi insegnamenti, ma l’importante che questi vadano colti e si mettano in pratica – spiega l’attivista torinese -. È stato per me un Mondiale dal sapore particolare in quanto lo scorso 4 maggio mia moglie Maria è scomparsa, tuttavia grazie al suo sostegno e alla forza che mi ha dato il Signore sono riuscito ad esserci”.

Numerosi i momenti affrontati nel corso della sera e che hanno caratterizzato l’Appuntamento, dai “Dialoghi in città” dove i partecipanti hanno potuto confrontarsi con alcune personalità del mondo degli adulti sulle sfide dei giorni nostri; alle diverse testimonianze offerte nel corso della giornata da persone vissute in ambienti di guerra, come nel caso di Ibrahim Alsabagh (parroco di Aleppo e testimone del conflitto siriano), di Jeanette Chiapello (sopravvissuta al genocidio del Rwanda) e di Franco Leoni Lautizi (testimone della strage di Marzabotto): “Dopo aver visto la scena con i soldati nazisti e il racconto di Lautizi ho deciso di cambiare il mio discorso per far capire ai giovani come non si trattasse di qualcosa di lontano, quanto piuttosto di qualcosa che ancora oggi avviene in molte nazioni del mondo – aggiunge Olivero -. È necessario che l’indifferenza lasci il posto all’attenzione sui problemi degli altri e che si cancelli dalla nostra testa la parola guerra, perché la costruzione di armi uccide cinque volte”.

Diverse le autorità presenti alla serata, fra le quali il consigliere provinciale Marco Redolfi, il parroco di Bonate Sopra don Francesco Tasca, il sindaco del comune dell’Isola Massimo Ferraris, il vescovo Francesco Beschi e il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori che ha sottolineato l’importanza dell’evento: “È stato un grande regalo per la città e per i bergamaschi che sono stati orgogliosi di esser protagonisti di questa iniziativa. Osservandola dal vivo ho avuto modo di comprendere la forza che caratterizza i ragazzi di oggi e una dimostrazione di ciò mi è stata offerta dai giovani di Bonate Sopra che hanno saputo seguire un sogno e realizzarlo”.

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