Logo

Temi del giorno:

Omicidio di Palosco, “Jonny fu il mandante”: condannato a 23 anni e mezzo

Il verdetto della Corte d’Assise per Sandhu Bhupinderjeet Singh. Secondo l’accusa, ordinò la spedizione costata la vita al connazionale Amandeep Singh, il 10 settembre 2017 a Palosco

Nessun dubbio per i giudici della Corte d’Assise fu lui – Sandhu Bhupinderejeet Singh, 28 anni, detto Jonny, di origini indiane – ad ordinare l’omicidio del rivale Ammandeep Singh.

Il presidente della Corte d’Assise, Antonella Bertoja – assistita dalla collega a latere, Maria Beatrice Parati – mercoledì 5 giugno ha pronunciato la condanna a 23 anni e sei mesi per Sandhu Bhupinderejeet Singh, 28 anni, detto Jonny, che si è sempre proclamato innocente, ritenuto il mandante dell’omicidio di Ammandeep Singh, indiano di 22 anni, ucciso sul balcone di casa, la sera del 10 settembre 2017, con un colpo di pistola che i rivali del “Taigar Grup” (il nome da una foto sui social con i membri in posa con mazze da cricket, asce e mannaie) avevano portato con sé in un rimbalzo di raid punitivi tra due bande che andava avanti da mesi.

Il pubblico ministero che si è occupato della vicenda, Emanuele Marchisio, aveva chiesto 25 anni per l’imputato: 21 anni per aver organizzato l’omicidio, poi due anni per le aggravanti dell’azione compiuta da più di cinque persone e per la recidiva (un furto) e altri 2 per la detenzione e la ricettazione dell’arma usata per il delitto.

La Corte d’Assise non ha riconosciuti i futili motivi e la recidiva. L’imputato dovrà però risarcire le parti civili, i famigliari della vittima: il papà Satnam Singh con 254.718 euro; la mamma Gurbakhash Singh con 292.454 euro, e 70mila euro ciascuno ai due fratelli Harmangal Singh e Kaur Mandeep.

Una condanna che rispecchia appieno quanto richiesto dall’accusa che ha sempre sostenuto che “Jonny negli ultimi anni non abbia mai lavorato, era un vero boss, che faceva il capobastone e che ha sempre vissuto alle spalle della comunità indiana. Non ci sono dubbi che l’arma del delitto sia sua”.

La difesa di Jonny, avvocati Stefania Amato e Matteo Brunori, che dopo la sentenza hanno sostenuto che il loro assistito non ha mai voluto la morte di quel ragazzo. Secondo gli avvocati Sandhu Bhupinderejeet Singh con questa vicenda non c’entra e per questo si aspettavano un esito diverso.

“Ora aspettiamo le motivazioni della sentenza (depositate entro 90 giorni) e comunque è certo che faremo appello”.

Cinque le condanne con rito abbreviato già pronunciate, con pene per oltre 60 anni di reclusione per cinque componenti del gruppo. Hardeep Singh, detto Deepa, è stato condannato come esecutore materiale (14 anni e 8 mesi). Inoltre Baksish Singh, detto Prince (11 anni e 4 mesi); Hardeep Singh detto Happy e Amanpreet Singh detto Aman (ciascuno 9 anni e 4 mesi); e Harpinder Lally (12 anni).