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Tangorra nuovo sindaco a Stezzano: “Tanto da fare, il mio vice sarà Gigi Bresciani”

Stezzano cambia nel segno di Stezzano Futura, lista nata dalla fusione tra Persone e Impegno, Stezzano Bene Comune e il Movimento 5 Stelle: "Cambiamo verso, che gioia poter rappresentare il paese dove sono nato, cresciuto e ho sempre vissuto".

“Dopo 10 anni fa sempre bene aprire le finestre per far passare un po’ di aria fresca”: è la frase con la quale Simone Tangorra, avvocato 44enne, ha chiuso uno degli ultimi dibattiti con gli altri candidati sindaci di Stezzano, Giovanni Calabria (Vivere Stezzano) e Omar Gambirasio (Noi con Garlini).

Un motto vincente, che ha subito fatto presa sui cittadini che quando lo incontrano in paese nella sua nuova veste di primo cittadino, non mancano mai di ricordargli che quella “ventata” ora se la aspettano per davvero.

Tangorra, come sono stati i primi giorni con la fascia tricolore?

Un mix di emozioni, iniziati con l’euforia per la vittoria e continuate con la presenza al saggio musicale di fine anno e ai giochi della gioventù delle scuole medie e con la prima uscita ufficiale in occasione della Festa della Repubblica. Sono stato subito scaraventato negli impegni istituzionali ma il contatto con la popolazione è stato molto piacevole. Diciamo che ora siamo ancora nella luna di miele, poi dopo una necessaria fase di assestamento dovremo essere bravi a non deludere le alte aspettative che la gente ha riposto su di noi.

Tutto rose e fiori quindi.

Non proprio. Meno piacevole è stato rendersi conto delle condizioni in cui ci viene lasciato il Comune. Ci siamo resi conto di una serie di problematiche urgenti da affrontare, partendo da un pesante contenzioso giudiziario e altre di natura economica.

Cosa non funziona attualmente?

La macchina nel suo complesso funziona, ma già da cittadini osservatori qualche problematica era evidente. Noi crediamo che con un minimo di riorganizzazione interna possa funzionare meglio: uno dei primi passi dopo il nostro insediamento ufficiale, che sarà giovedì 6 giugno col primo consiglio comunale, sarà una riunione col personale e colloqui interni per carpire anche la loro visione e intervenire su ciò che non va. Per noi ora è importante gestire le urgenze che ci sono piovute addosso sin dal primo giorno.

Priorità a quello, dunque.

Diciamo che le priorità attuali sono tre: gestione delle emergenze, ascolto del personale e da subito una maggiore apertura e dialogo col territorio. Poi passeremo a sviluppare il nostro programma, speriamo nel più breve tempo possibile.

Si è già fatto un’idea di Giunta? A che punto è con la definizione della squadra?

Mancano gli ultimi dettagli ma praticamente è fatta. Sarà ufficializzata martedì 4 giugno. Posso già dire che Gigi Bresciani sarà vicesindaco con deleghe al personale e al lavoro e Simone Gotti assessore ai Trasporti e Ambiente.

A proposito di Gigi Bresciani: da ex segretario generale della Cgil di Bergamo ha deciso di impegnarsi in politica. Come l’ha visto in questa veste?

Il suo tratto distintivo è senza dubbio l’umiltà con cui si è calato nell’avventura, mettendosi al servizio di Stezzano Futura. Questo stesso spirito, messo al servizio dei cittadini, non potrà che essere una risorsa per tutti.

Quando ha capito che avreste vinto?

La convinzione è cresciuta costantemente nelle settimane di campagna elettorale, perché respiravamo aria buona e avevamo buoni riscontri dal territorio.
Qualcuno della mia squadra nella notte tra domenica e lunedì, durante lo spoglio per le Europee, si è fatto prendere un po’ dallo sconforto per i risultati che stavano arrivando. Ho predicato calma, era inutile fasciarsi la testa a giochi ormai fatti. Poi lunedì abbiamo capito abbastanza presto che avremmo vinto: già dopo 4-5 sezioni avevamo un centinaio di voti di vantaggio, poi arrivati a 250.

E come avete festeggiato?

Per scaramanzia non avevamo prenotato alcun ristorante per lunedì sera. Martedì invece ci siamo rifatti, ma in modo molto sobrio, in una vineria del paese dove abbiamo brindato con la squadra e i simpatizzanti.

Era già stato candidato cinque anni fa, poi un mandato da consigliere di minoranza: quanta emozione ha provato nell’indossare la fascia tricolore?

Devo dire molta. Pur essendo abituato alla vita pubblica per via della mia professione, essere eletto sindaco del paese dove sono nato, cresciuto e ho sempre vissuto è stato qualcosa di speciale. Indossare questo simbolo mi fa effetto: è una sensazione particolare, solo quando l’ho indossata mi sono reso davvero conto che toccava a me rappresentare il Comune.

Quali sono le priorità del vostro programma?

In particolare sono due: la cittadella della salute, un centro integrato con casa di riposo, centro diurno e ambulatori per anziani aperti alla popolazione da una parte e la ristrutturazione dei campi sportivi con un’area feste degna di quel nome dall’altra. Non è un programma ciclopico il nostro, ma questi sono due obiettivi importanti e ambiziosi che ci siamo posti e che vorremmo portare a termine in questo mandato.

Al di là delle effettive disponibilità economiche del Comune, c’è un sogno che avete per Stezzano?

Ciò che vogliamo è un’amministrazione completa e concreta: se saremo bravi a portare a termine il nostro programma allora i nostri sogni saranno già realizzati.

Comune di Stezzano

In ambito sociale cosa avete previsto? Stezzano è un territorio molto ricco di associazioni.

Non posso che confermare che qui ci sia un background importante, con circa 70 realtà che operano sul territorio. Le contatteremo tutte, perché hanno il polso della situazione e possono esprimere meglio di chiunque le esigenze. Tra queste un ruolo di peso lo ricopre l’oratorio che sarà, vista la presenza massiccia sul territorio, un interlocutore privilegiato. Continuerà la collaborazione che c’è sempre stata, con l’obiettivo di migliorarla dove possibile.

Lo stesso vale per il mondo sportivo?

Certamente, Stezzano da quel punto di vista è un territorio molto vivo e vivace. C’è indubbiamente un problema di spazi e strutture, sulle quali intendiamo intervenire. Vedremo di interfacciarci anche con tutti loro, senza svantaggiare o avvantaggiare nessuno.

Avete un vicino di casa “pesante” come Bergamo: quale rapporto intendete costruire con il capoluogo e quali le opportunità di collaborazione?

L’idea è senza dubbio quella di avere un rapporto diretto con il neo rieletto sindaco Giorgio Gori. Ci troviamo nell’immediata cintura della città e vogliamo recuperare quel dialogo che negli ultimi tempi si era perso. Insieme si possono sviluppare tante idee e progetti: sicuramente la mobilità dolce ma anche l’implementazione della fermata ferroviaria, coinvolgendo necessariamente anche Rfi. Ma oltre a Bergamo sono importanti i rapporti con tutti i Comuni vicini, a partire da Dalmine che molti stezzanesi frequentano per motivi di studio o di lavoro.

A proposito di Dalmine: al confine c’è quell’area commerciale che da anni è abbandonata e fatiscente.

Lì il Pgt prevede il produttivo moderno e sarebbe davvero importante trovare un operatore interessato con il quale investire in tecnologia e creare una connessione con il Kilometro Rosso. Però ricordiamoci che a due passi c’è il Santuario della Madonna dei Campi, non vorremmo che diventasse la “Madonna dei Capannoni”. Ma sono d’accordo che vada riqualificata: l’intervento deve essere fatto con raziocinio, per non deturpare il parco agricolo e non incidere in modo pesante su un luogo importante per gli stezzanesi.

Ciò che incide sicuramente sul vostro territorio è l’aeroporto: vicinissimo e gli aerei si fanno sentire.

Partendo dal presupposto che non possiamo decidere in autonomia su un tema di questa portata, diciamo anche che sarà importante riportare Stezzano ai tavoli della trattativa per far sentire la nostra voce. In maniera collaborativa ma ferma allo stesso tempo. A mio avviso chi ci ha preceduto non ha gestito al meglio la situazione. È un problema che i cittadini sentono particolarmente, cercheremo almeno tramite opere di compensazione di alleviare l’incidenza dello scalo su Stezzano.

Nel campo della sicurezza come vi muoverete?

Incontrerò a breve i comandanti di carabinieri, per i quali va avanti il progetto della caserma, e polizia locale: con loro valuteremo le istanze del territorio. Si può pensare anche a un incremento della videosorveglianza ma noi crediamo di più nella sicurezza creata tramite la rivitalizzazione del paese.

Se guarda avanti di 5 o 10 anni, come la vede la sua Stezzano?

Vorrei che la nostra fosse l’amministrazione del dialogo e dell’apertura. Speriamo già dall’autunno di ripristinare le commissioni consiliari, ascoltando minoranze e cittadini. Guardando i risultati delle Europee e delle Comunali ci appare chiaro come il voto per il sindaco sia andato alle persone e questo ci carica di responsabilità: siamo stezzanesi, così come lo sono quelli delle opposizioni. Nel rispetto dei ruoli speriamo di avere rapporto costruttivo per il bene del paese.

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