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Caso Sarpi su Tremaglia: presentata interrogazione al Ministro dell’Istruzione

Sulla vicenda è intervenuta l’Onorevole Paola Frassinetti di Fratelli d’Italia che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione

Al Liceo Classico Paolo Sarpi di Bergamo, è stata negata l’organizzazione a degli studenti di un corso durante le ore di cogestione sull’approfondimento del caso Ramelli, giovanissimo militante del Fronte della Gioventù, ucciso nel 1975 da alcuni esponenti di Avanguardia Operaia.

Sulla vicenda è intervenuta l’Onorevole Paola Frassinetti di Fratelli d’Italia che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione: “Ho presentato un’interrogazione parlamentare perché ritengo molto grave che gli organi della scuola abbiano vietato ai ragazzi di parlare di Sergio Ramelli, questa decisione è in controtendenza con la necessità di far conoscere ai ragazzi le violenze di quegli anni affinché non si ripetano.”

Relatore del corso sarebbe dovuto essere Arrigo Tremaglia, dirigente bergamasco di Gioventù Nazionale: “Mi stupisco che nella mia ex scuola venga impedito un approfondimento sull’emblematica tragedia di Sergio, coetaneo di molti dei ragazzi dello stesso Liceo. Io avrei tenuto il corso a titolo puramente personale, perché è giusto che i ragazzi fossero a conoscenza uno dei tanti casi che mostrano fino a che punto è arrivato in Italia l’odio e la violenza politica contro quello che era visto come “il nemico”.

“Nonostante comunque tentino in tutti i modi di censurare il ricordo di Sergio” conclude Tremaglia “noi porteremo avanti con forza il suo ricordo: solo conoscendo a fondo certi avvenimenti possiamo far sì che non si ripetano, e d’altronde la memoria, come le idee, non può essere soffocata.”

“Passano gli anni, cambiano gli istituti scolastici, sfondi di questi macabri delitti contro Ramelli allora e contro la libertà di non dimenticare oggi, ma la mano colpevole di questi delitti è sempre la medesima: la perversa e illiberale ideologia comunista, che si finge morta ma nel frattempo ha cambiato forma, nome e colore ma il morso ferale contro la libertà è sempre lo stesso” commenta Simone Gaeta, Presidente regionale del movimento giovanile di FdI, Gioventù Nazionale.

“Vi diamo una brutta notizia” – continua Gaeta – “anche noi, oggi come allora siamo ancora qui e continueremo a volantinare anche sotto il Liceo Sarpi e testimoniare a tutti i giovani che Ramelli non è un martire della desta, ma un martire per tutti i ragazzi che amano la libertà, è un monito affinché la storia non si ripeta e la luce vinca sempre sulle tenebre. Ramelli non è morto invano, anzi non è morto affatto. SERGIO VIVE.”

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