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Toti, la convention si farà: gli azzurri bergamaschi prendono tempo

Il governatore della Liguria non dichiara che si tratterà di scissione, il 6 luglio, ma il leader azzurro Silvio Berlusconi ammonisce chi vuol creare un nuovo partito

“Se Toti esce da Forza Italia si condanna all’invisibilità”, questo il consiglio che Silvio Berlusconi aveva fato al governatore della Liguria, ma non è stato seguito. Lo dimostra l’annuncio ufficiale di Giovanni Toti riguardo da un’iniziativa che vuole rappresentare una sorta di atto costitutivo per un nuovo soggetto politico all’interno della galassia del centrodestra, come riportato sabato da Bergamonews e lunedì da Il Giornale della famiglia del leader azzurro.

Che la “scissione” fosse alle porte lo si era capito da tempo, e ora è deciso: il 6 luglio si terrà a Roma l’annunciata convention voluta dal governatore ligure che darà vita a un nuovo movimento di centrodestra molto molto vicino alla Lega.

Lui, Toti mette per l’ennesima volta le mani avanti: “Non vorrei lanciare un movimento, ma si sta pensando a un’assemblea – spiega davanti alle telecamere di Rai3 – Un modo per trovarci insieme e per discutere”. Non si tratta di una scissione, cerca di fare intendere, bensì di un confronto. Il teatro romano, dice, sarà la cornice di un dibattito ampio cui sono invitati a partecipare tutti. Soprattutto i compagni di partito.

Per il momento all’appello ha risposto Osvaldo Napoli, parlamentare azzurro nonché capogruppo in Consiglio comunale a Torino. Un altro sì sembra giungere da Roberto Maroni. L’ex governatore della Lombardia si è dimostrato disponibile al confronto: “Lo spazio politico c’è. Andrò volentieri, se Toti mi invita, a discutere sui contenuti sulle cose concrete e utili”.

C’è cautela, quindi. Anche da parte degli esponenti di Forza Italia bergamaschi.

“Il 6 di Luglio al teatro Brancaccio di Roma chiederemo a gran voce un cambiamento netto dentro a Forza Italia. Serve una profonda riflessione sulla linea politica che spesso è stata poco chiara e coerente. Serve ripartire da chi sta sul territorio e si confronta quotidianamente con la gente, dai Sindaci e dagli amministratori locali. Il nostro sarà un movimento di opinione mosso dalla voglia di non arrendersi di fronte ad una situazione stagnante e ormai logora da lotte di potere. Ci sarà tanta gente, da nord a sud, che insieme chiederà un cambio di rotta netto a partire dall’azzeramento di tutti i vertici e primarie a tutti i livelli. Se queste istanze dovessero essere ascoltate vorrà dire che ci sarà lo spazio per provare a ripartire, diversamente saranno gli elettori a voler superare definitivamente i confini di Forza Italia”, dichiara il giovane parlamentare Stefano Benigni. 

Prende tempo l’ex segretario Paolo Franco, che ha lasciato il suo ruolo all’avvio della campagna elettorale per le europee: “Mi sono dato un timing che è quello dei due importanti ballottaggi a Romano di Lombardia e Dalmine dove ci sono i nostri candidati che con il nostro simbolo stanno cercando di vincere. Il 6 luglio io andrò solo se sarà una convention improntata sullo stimolo di lavorare dall’interno con una critica profonda su quello che è Forza Italia, se, invece, l’incontro è per fare un nuovo partito, dovrò fare delle riflessioni”.

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