L'Attimo fuggente è ancora il film che tutti i giovani devono vedere - BergamoNews
Dopo 30 anni

L’Attimo fuggente è ancora il film che tutti i giovani devono vedere

Lo straordinario film compie 30 anni

Avremmo tutti bisogno di un professore John Keating: travolgente, colto, amante del bello e tremendamente umano. Ne avremmo bisogno a ogni tappa della nostra vita. John Keating, insegnante di letteratura de L’attimo Fuggente, a trent’anni dall’uscita delle sale continua ad essere un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono fare della propria esistenza qualcosa di straordinario. A interpretarlo era il grande Robin Williams, attore, comico, doppiatore, la cui scomparsa, avvenuta l’11 agosto 2014, ha lasciato tutto il mondo senza parole.

“Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete la vostra vita straordinaria”, diceva Keating ai suoi alunni, un gruppo di ragazzi un poco ingessati e ancora inesperti del mondo al di fuori dei banchi di scuola. Perché tra tutto il sapere del mondo, c’è una verità che non troviamo sui libri, una verità di cui spesso ci dimentichiamo: la vita è stupenda, ma non è per sempre.

Sta a noi scegliere come viverla. “Ho sempre voluto dire ti amo a quel ragazzo, ma non ho mai trovato il coraggio di farlo”, “studio economia perché volevo rendere fiero di me mio padre, ma nel mio cuore so di voler fare l’artista”, “vorrei lasciare il mio posto di lavoro per iniziare una nuova attività in proprio”. Storie diverse, soluzione comune. Alziamoci, amiamo, viaggiamo, cambiamo vita, seguiamo la nostra strada. Ogni giorno è sacro, ogni giorno è fondamentale.

Nel detto “non rimandare al domani, ciò che puoi fare oggi” c’è la saggezza di chi ha vissuto prima di noi: il cuore delle cose sta nel presente, certo, concreto e reale. Il presente è il tempo dell’agire, il futuro quello delle speranze. Nel mezzo c’è il segreto per una storia unica e straordinaria. “Io vivo per dominare la vita, non per esserne schiavo”, diceva il professor Keating ai suoi ragazzi. Siamo gli artefici del nostro destino, i registi del nostro film.

Per cui sediamoci e chiediamoci: stiamo rendendo la nostra vita straordinaria? Se la risposta è no, non perdere tempo, nemmeno un secondo. Alzati e cogli l’attimo.

“Tu non chiedere, è vietato sapere, quale fine a me, quale a te

gli dei abbiano assegnato, o Leuconoe, e non consultare

la cabala babilonese. Quanto (è) meglio, qualsiasi cosa sarà, accettarla!

Sia che Giove abbia assegnato più inverni, sia che abbia assegnato come ultimo

quello che ora sfianca con le scogliere di pomice che gli si oppongono il mare

Tirreno, sii saggia: filtra il vino e ad una breve scadenza

limita la lunga speranza. Mentre parliamo sarà fuggito, inesorabile,

il tempo: cogli il giorno, il meno possibile fiduciosa in quello successivo”.

Orazio

Carpe diem

(Hor. Carm. I 11)

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