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Cristina Bombassei in India offre una chance a donne e bimbi poveri: “Ora provo con un villaggio Brembo” fotogallery video

Un capitolo sconosciuto ai più: la Brembo, gruppo industriale ambasciatore nel mondo del Made in Italy, da anni sviluppa una serie di progetti in India per donne e bambini. E presto creerà anche un Villaggio Brembo a Pune. Abbiamo incontrato Cristina Bombassei, Chief CSR Officer del Gruppo, che ci ha guidato alla scoperta di questa Brembo inedita.

C’è una Brembo che non ti aspetti. Profuma di ricerca e sviluppo, ma intesi su un altro piano: quello umano. Ha i colori sgargianti delle stoffe indiane e la profondità degli sguardi dei bimbi della periferia di Pune. Se la Brembo è vista come un colosso industriale ambasciatrice del Made in Italy, c’è un lato ancora da scoprire che è perfettamente in linea con la dedica che Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, fa all’inizio del suo ultimo libro “Ci salveremo”: “ai tanti che ogni giorno fanno qualcosa per gli altri. Il loro esempio è il nostro futuro”.

Cristina Bombassei in India

Partiamo da qui, da quando nell’ultima assemblea dei soci della Brembo Spa i fondi che fanno capo a Banca Etica hanno promosso il bilancio della società di Curno dopo una dettagliata relazione del bilancio sostenibile a cura di Cristina Bombassei.

“Questi fondi sono di grande stimolo per restare sempre attenti alle tematiche attuali – osserva Cristina Bombassei, Chief CSR Officer del Gruppo -. I loro interventi alle nostre assemblee li cogliamo come spunti per vedere se siamo sulla giusta strada. È ovvio che a fronte delle moltissime domande, qualche cosa vogliamo tenerla per noi, riteniamo che alcuni argomenti debbano restare riservati. La nostra azienda, sul piano della sostenibilità, è sempre molto avanti e ci piace questo dibattito che si crea in assemblea che ci stimola al miglioramento continuo. Il fatto che ci abbiano promosso ci gratifica molto”.

Nella relazione emergono una serie di progetti che vanno dalla cura dell’ambiente con la riduzione delle emissioni di anidride carbonica all’attenzione per gli sprechi di energia e di acqua nel sistema produttivo.

C’è poi un capitolo nuovo di Brembo che ha inizio nel 2015 e che è quasi riservato. Diciamo che ha il pudore dei sogni che si realizzano.

“Il Gruppo Brembo è fortemente legato ai territori in cui opera e nei quali da sempre si integra con successo, prestando una continua attenzione alle necessità che questi esprimono e sostenendo concretamente, attraverso progetti e iniziative, le comunità locali nelle aree di maggiore bisogno sociale – sottolinea Bombassei -. Cinque sono le aree d’intervento in cui si concentra principalmente l’impegno di Brembo: sociale e tutela dell’infanzia, istruzione, formazione e ricerca, arte e cultura, sport, progetti sociali nel mondo. Come Brembo da tempo avevamo l’intento di sviluppare un progetto sociale fuori dal confine italiano ed europeo, laddove avevamo stabilimenti in luoghi bisognosi. Proprio in India, dove per raggiungere il nostro stabilimento di Pune si impiegano due ore, si ha la possibilità di vedere e osservare una realtà completamente differente dalla nostra. La società in India è divisa in caste e la differenza tra ricchi e poveri è estremamente evidente. Per gli abitanti delle slam non è così scontato avere un pasto, abbigliamento o vivere in ambienti sani…anzi! Grazie a Cesvi nel 2015 abbiamo contribuito all’avviamento della start-up “I was a Sari”, esempio di impresa sociale che nasce dall’idea di un imprenditore italiano, Stefano Funari, con l’obiettivo di migliorare le condizioni delle donne indiane delle classi sociali più svantaggiate”.

“Le donne di I was a Sari – spiega Cristina Bombassei – realizzano artigianalmente accessori – collane, braccialetti, borse, stole e alcuni articoli moda – utilizzando stoffe di Sari riciclati o tessuti pregiati che vengono selezionati e controllati dalle donne che lavorano nel nuovo centro logistico in Mumbai”.

Nello spazio logistico, immerse nei colori unici dei tessuti, le donne selezionano le pezze, effettuano il controllo qualità e si occupano del taglio dei Sari più pregiati che saranno utilizzati per la collezione moda. I prodotti realizzati nei tre centri di sartoria vengono quindi stoccati nel centro logistico dove viene apposta l’etichetta personalizzata con la descrizione del progetto, per poi essere spediti ai clienti. Si possono fare acquisti on line sul sito www.iwasasari.com

“Qui il contributo di Brembo è utilizzato per garantire un salario dignitoso alle artigiane che intraprendono un percorso verso l’autonomia anche economica. Inoltre, – prosegue Cristina Bombassei – grazie a Brembo sono stati realizzati importanti interventi di restauro e messa a norma dei locali per garantire alle donne artigiane un ambiente di lavoro confortevole e sicuro. Siamo partiti con questo progetto con 5 sarte, oggi se ne contano oltre settanta. Sono felice per loro, hanno imparato una professione, a fare impresa e ad essere indipendenti economicamente”.

CASA DEL SORRISO

“I was a Sari” è stato solamente il primo passo di un percorso che Brembo ha avviato e continua a tracciare. Un dettaglio: Brembo ha avviato questi progetti come società, non avvalendosi di una fondazione.
“Nel 2017 è stata inaugurata a Pune la “Casa del Sorriso” nata dalla collaborazione di Brembo e Cesvi. Questa struttura sostiene donne e bambini in situazione di forte vulnerabilità e consiste in un hub, un centro servizi all’interno di un edificio in muratura situato a Bibwedi, e in tre centri educativi per bambini e ragazzi in zone degradate nelle slum della prima periferia di Pune”.
All’interno di questo hub di servizi e centri educativi opera la Ong locale Swadhar, che coordina sul territorio le attività di accompagnamento psicologico, istruzione e formazione dei bambini e ragazzi che ogni giorno frequentano le classi dove i più piccoli vengono scolarizzati ed i più grandi, soprattutto ragazze adolescenti, indirizzate ad un avviamento professionale artigianale ed educate ad una cultura igienico sanitaria e di sostegno legale oltre che di programmi a sostegno delle giovani mamme.

“In un mio recente viaggio ho incontrato gruppi di bambini e ragazzi dai 3 ai 12 anni nei tre centri di Papalwasti, Upper Otta e Rajiv Gandhi Nagar – racconta Cristina Bombassei – e osservando i loro sguardi, i loro sorrisi, i loro occhi pieni di energia e desiderosi di apprendere, ho sentito che abbiamo intrapreso la strada giusta, un percorso concreto di aiuto alla loro crescita e alla loro formazione”.

“Nel primo centro educativo visitato, Papalwasti – continua Cristina Bombassei – abbiamo incontrato le educatrici di Swadhar e bambini e ragazzi di diverse età, suddivisi in classi”. Nel secondo Upper Otta in un’aula ben organizzata Bombassei ha incontrato i bambini del Kindergarten, riservato ai piccoli dai 3 ai 6 anni. In questo centro ci sono le aule dove vengono organizzate le attività di formazione professionale come sartoria, parrucchiera, estetista con rilascio di un diploma professionale riconosciuto. Infine, al terzo centro educativo, Rajiv Gandhi Nagar, Bombassei ha incontrato un gruppo di giovani donne che stava svolgendo il corso di formazione per sarta e che stavano realizzando i carta modelli ed alcuni grembiuli per i bambini della Casa del Sorriso.

IL VILLAGGIO BREMBO

Dalle esperienze vissute ora Brembo lancia il cuore oltre ogni ostacolo. “Il nuovo obiettivo è replicare il progetto nell’area di Pimpri, più vicina allo stabilimento Brembo e realizzare un vero e proprio Villaggio Brembo – spiega Cristina Bombassei -. Un villaggio modulabile che possa crescere nel tempo, in cui allestire aule scolastiche e di formazione professionale come un laboratorio di meccanica e uno di sartoria con “I was a Sari” per le giovani donne che vivono in condizioni di difficoltà. La politica dei piccoli passi, ma concreti ci porta a realizzare questo villaggio che non è solamente un sogno, diventa parte del nostro fare impresa, puntando ad una crescita che si basa sulla formazione costante”.

“Se ripenso alle divise rosse Brembo dei bambini della Casa del Sorriso, ai loro occhi grandi e penetranti, ai loro sorrisi pieni di gratitudine e desiderosi di imparare… ogni sorriso è un obiettivo raggiunto – conclude Bombassei -. Penso ci sia molto da fare, partendo dalla formazione e dall’istruzione, ma oggi sento che con il nostro progetto abbiamo messo delle solide radici che speriamo presto si trasformino in un forte albero dai buoni frutti. Su questa strada devo anche dei ringraziamenti a quanti mi sono accanto e ci permettono di realizzare tutto ciò. Il mio grazie va a Luca Bottazzi, Country General Manager di Brembo Brake India (BBI), a tutto il team di BBI, ai rappresentanti del Cesvi e al personale di Swahdar e CORP che con i loro sforzi e la loro energia quotidianamente lavorano ai nostri progetti e alla loro piena realizzazione”.

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