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Gli ortodossi puntano i piedi, l’avvocato: “Fino al 30 giugno restano dove sono” fotogallery

Il legale della comunità: no alla rescissione anticipata del contratto. Per le celebrazioni proposta una sala dell'ex convento gesuiti a San Giorgio: "Se tra qualche mese dovremo ancora fare i bagagli non ci interessa"

Dovevano andarsene “tassativamente e non oltre” il 28 maggio. Così, almeno, si leggeva sulla raccomandata inviata dall’ospedale Papa Giovanni alla diocesi ortodossa romena (leggi qui). Ma padre Gheorghe Velescu, rappresentante della comunità, è ancora lì nella chiesetta del vecchio ospedale, circondato dalle sue reliquie.

Lo scorso 13 maggio l’Asst Papa Giovanni, proprietario dell’immobile, aveva incaricato i tecnici di effettuare i lavori di trasloco, portando via statue e arredi e ordinando agli ortodossi di lasciare la chiesa in anticipo rispetto al 30 giugno, data di scadenza del contratto.

Una clausola prevista nell’accordo originale che l’avvocato degli ortodossi, Paolo Bonomi, ritiene inefficace e così “generica da non consentire di determinare i motivi che comportino il recesso anticipato del contratto” scrive nella lettera inoltrata all’ospedale, dove chiede persino la restituzione dei beni mobili che si trovavano all’interno della cappella.

Nel frattempo, Comune di Bergamo e Diocesi stanno cercando un luogo di preghiera ai circa 2mila fedeli ortodossi (la chiesa degli ex Riuniti, venduta all’asta all’Associazione Musulmani di Bergamo, è stata ricomprata da Regione Lombardia). In particolare, avrebbero proposto un’ala dell’ex convento gesuiti di San Giorgio, dove è disponibile una sala di circa 300mq, in passato cappella privata dei frati.

Diocesi e parrocchia sarebbero disponibili a concedere quello spazio, con possibilità di utilizzare la chiesa per le celebrazioni che durante l’anno richiamano più fedeli. Ma Padre Gheorghe, dopo avere già rifiutato il trasferimento a San Sisto di Colognola, sembra intenzionato a puntare ancora una volta i piedi: “Nulla è escluso, ma siamo in cerca di una sistemazione definitiva – ribadisce -. Se tra qualche mese dovremo fare ancora i bagagli, allora non ci interessa”.

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