La lettera

Cogestione annullata al Sarpi, la replica: “Sbagliato censurare così”

Il caso della giornata di cogestione degli studenti del Liceo Sarpi annullata a causa dei corsi proposti, considerati dagli insegnanti “troppo politicizzati”, continua a far discutere

Il caso della giornata di cogestione degli studenti del Liceo Sarpi annullata a causa dei corsi proposti, considerati dagli insegnanti “troppo politicizzati”, continua a far discutere. Uno dei motivi della decisione, era stato il corso sul “caso Ramelli” che riguarda la vicenda della morte di Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù aggredito e ucciso nel 1975 da alcuni coetanei militanti di Avanguardia operaia, e sostituito con proposte dei docenti non accettate dagli studenti sarpini. Il relatore dell’incontro, contestato, doveva essere Arrigo Tremaglia, dirigente di Gioventù Nazionale Bergamo, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, ex studente del Sarpi.

Il genitore di un alunno del liceo Sarpi, dopo aver letto l’articolo pubblicato da Bergamonews, aveva scritto una lettera alla nostra redazione dichiarandosi soddisfatto della decisione.

Ora arriva la replica di un altro genitore, contrariato dall’annullamento:

Buongiorno

leggo con interesse la lettera del genitore che commenta la decisione della dirigenza scolastica di sopprimere la giornata di cogestione prevista al liceo Sarpi e, pur rispettando il suo punto di vista, non posso essere d’accordo con quanto scrive come del resto non condivido la decisione presa dalla scuola.

Ragionando non in rapporto al caso specifico ma sul piano generale, sembra che tutto ruoti intorno all’esigenza di “proteggere i nostri ragazzi da manipolazioni”; resta inteso che per un insegnante e ancor più per un genitore è legittimo e doveroso farlo ma mi chiedo fin dove possiamo spingerci, dove inizia il nostro dovere e soprattutto, dove finisce questo diritto.

Tornando alla cogestione, sono del parere che in uno spazio di discussione non esitano temi opportuni o meno da affrontare, i ragazzi hanno manifestato interesse per quegli argomenti e non trovo giusto vietarli.

Se i genitori hanno fatto i genitori (lo spero) e la scuola ha fatto bene il suo lavoro (e lo ha fatto) non dobbiamo temere che i nostri figli vengano plagiati o catechizzati da chicchessia, ognuno di loro ha un cervello per ragionare e personalmente preferisco che questi temi vengano affrontati insieme tra le mura della scuola piuttosto che da soli su internet.

Ciò che mi fa sorridere in tutto questo, è che la nostra generazione è figlia di una protesta studentesca che si opponeva proprio a queste chiusure.

Chi conosce bene quegli anni (e non mi riferisco solo all’anonimo genitore che lo ha affermato) sa cosa spingeva gli studenti a protestare e forse ricorda quanto insopportabili fossero le decisioni calate dall’alto.

Non stiamo parlando di ragazzini, sono giovani che a tredici anni hanno deciso di frequentare una scuola dura e difficile che non fa sconti a nessuno e già per questo meritano almeno un po’ di fiducia.

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