Caso Sarpi: “Cogestione, solo una finta libertà data agli studenti?”
Un fatto che tradisce lo spirito originale e fondante di una giornata nobile come quella della cogestione, ossia la libertà lasciata allo studente
Il collegio docenti del liceo classico Paolo Sarpi ha stabilito che quest’anno non ci sarà alcuna attività di cogestione e che al suo posto, nel giorno 6 giugno, si svolgerà lezione normalmente.
Questa bocciatura nasce dal fatto che alcuni corsi proposti dagli studenti, circa un quarto del totale (8 su 32), sono risultati essere “politicizzati o con finalità troppo ludica” come spiega il dirigente scolastico Antonio Signori.
Il Collegio docenti ha ritenuto infatti che questi laboratori (tra cui troviamo “la crisi della sinistra” e “il caso Ramelli”) fossero strutturati in modo poco educativo, dal momento che non aprivano ad alcun dialogo né a riflessione. In virtù del poco tempo a disposizione il Collegio ha pensato quindi di proporre altri 8 corsi, più conformi alle norme scolastiche e pensati direttamente dai professori, che però non hanno trovato l’appoggio della commissione studentesca “Omnia”, organizzatrice dell’evento, che ha rispedito le proposte al mittente. Viste le condizione createsi il Collegio ha allora deciso di sospendere l’attività, impegnandosi ad organizzarsi meglio l’anno prossimo.
Questo però ha creato un precedente che tradisce quello che è lo spirito originale e fondante di una giornata nobile come quella della cogestione, ossia la libertà lasciata allo studente.
Lo scopo per cui sono nate giornate come questa è infatti quello di permettere agli alunni di gestire il loro tempo come fossero dei dirigenti (naturalmente previa autorizzazione di chi dirigente lo è per davvero), organizzando corsi di vario genere, che possono andare dal semplice torneo di carte fino alla lezione di astrofisica tenuta da un ragazzo particolarmente virtuoso, invertendo così, seppur per poco, i canonici ruoli scolastici, dando anche ai professori l’occasione di conoscere meglio chi sta dall’altra parte della cattedra e, magari, d’imparare qualcosa di nuovo.
Non da meno è poi l’aspetto dell’evasione dalla normale routine scolastica, fatta troppo spesso di insegnanti severi, lezioni frontali e programmi tanto soffocanti quanto rigidi, da finire assolutamente entro giugno, pena lo sprofondare in un girone infernale dantesco tra i più sordidi.
“Siamo rimasti di stucco – afferma Giorgio Bonetti, rappresentante del Sarpi nella consulta provinciale studentesca – quando la dirigenza, invece di darci la possibilità di modificare le proposte per renderle più equilibrate, ha deciso di eliminare i corsi, proponendo altri pensati dai docenti – aggiungendo poi – anche per questo abbiamo rifiutato corsi calati dall’alto, bisognava ridiscutere le proposte e darci la possibilità di riprogrammarle”.
I ragazzi del liceo hanno così visto in breve tempo sfumare tutte le ore di lavoro e d’impegno impiegate per l’organizzazione delle 32 attività di cogestione a causa della scarsa organizzazione dell’istituto e di un’incomprensione tra gli studenti e il Preside che, comunque la si pensi, è andata a danno di molti e a favore di pochi (se non di nessuno), sprecando così un’attività che avrebbe potuto dare molto, tanto dal punto di vista didattico quanto da quello umano, sia ai professori che agli alunni.



