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Quale nesso tra crimini sugli animali e quelli sulle persone? Risponde la psicologa

Il maltrattamento è la punta dell'iceberg di molti crimini come violenza domestica su donne o anziani, violenza sessuale, stalking, omicidio e reati connessi alla malavita organizzata

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Crimini nei confronti degli animali e crimini sulle persone: c’è una correlazione? Il gesto violento ai danni di cani o gatti è indice di una pericolosità sociale? Jennifer Saias, dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche ci aiuta a rispondere a questi quesiti, resi attuali dalle cronache locali.

“Per definizione il maltrattamento è quel comportamento che è per altri causa di danni fisici e/o morali. Questa è una cosa che dobbiamo tenere presente perchè spesso dove non vediamo danno fisico non percepiamo coscientemente un maltrattamento.

A partire dagli anni ’60, negli Usa, sono state effettuate numerose ricerche per dimostrare l’esistenza di una correlazione tra il maltrattamento su animali ed il maltrattamento su persone.

La crudeltà nei confronti di un animale è da considerare come un segnale molto importante sia di un maltrattamento in atto nei confronti di qualcuno o che in quel momento si sta subendo e come segnale predittivo di potenziali comportamenti devianti.

Molteplici sono i casi portati alle cronache ultimamente che evidenziano come sia stretto un legame di questo tipo. È stato inoltre testimoniato dalle ricerche che nei maltrattamenti su donne si arriva ad un punto in cui l’animale viene utilizzato come mezzo di ricatto. In più del 70% dei casi infatti le donne che subiscono maltrattamento non abbandonano la casa in cui convivono col maltrattatore per paura che possa succedere qualcosa al loro animale d’affezione.

Se vi può sembrare difficile notare il comportamento violento di due adulti, all’interno della relazione, risulta magari più semplice l’osservazione del comportamento di un bambino. Un bambino crudele nei confronti di animali, anche piccoli animali, può essere segnale di un tentativo di alleviare il senso di impotenza che sta sperimentando come vittima ma anche il segnale chiaro di un
disturbo di condotta.

Cosa porta, quindi, un bambino crudele con gli animali a diventare un adulto deviante e cosa invece lo farà diventare un adulto normale? La risposta è semplice: ciò che la società in cui è inserito gli restituirà quando compirà questi gesti.

Qualora le risposte siano inadeguate il bambino seguirà il suo percorso sentendosi anche supportato.

Il maltrattamento è dunque la punta dell’iceberg di molti crimini come violenza domestica su donne o anziani, violenza sessuale, stalking, omicidio e reati connessi alla malavita organizzata.

Altro argomento strettamente connesso è la pericolosità sociale. Secondo la Legge viene definita ‘socialmente pericolosa’ una persona quando ‘è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati’ ( Art. 203 C.p.).

Nei casi di reati come il maltrattamento la reiterazione di reato o anche lo spostamento su altri reati più gravi è una cosa assai probabile. Andrebbero dunque studiati degli interventi ad hoc per le persone che commettono questo tipo di reati, che siano stati pensati da professionisti specializzati e che seguano in maniera costante tutto il percorso di riabilitazione.

Se notate una situazione particolare o sospetta rivolgetevi immediatamente alla polizia locale che procederà coi dovuti controlli.

Spesso pensiamo che il maltrattamento sia un livido, un osso rotto, uno schiaffo, ma ricordiamoci che è molto altro: è l’incuria, l’anaffettività, guardiamo bene anche vicino a noi e segnaliamo le situazioni potenzialmente pericolose. Potreste salvare una o tante vite con un gesto molto semplice”.

*Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche

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