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Heysel, 34 anni fa la strage: tra i 39 juventini morti anche Franco, 25enne di Calcio

Mentre stava morendo, a Galli vennero rubati gli oggetti in oro che indossava. Il ricordo di Juve e Liverpool

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Le immagini dell’epoca, con il commento di Bruno Pizzul, raccontano di una serata di follia e dolore. 29 maggio 1985, la data tristemente nota per la strage dell’Heysel, la tragedia sportiva più orribile di tutti i tempi. 39 le vittime, tra loro anche Franco Galli, 25enne di Calcio.

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I deceduti erano tifosi juventini, 32 dei quali italiani, andati a Bruxelles con la speranza di festeggiare la prima Coppa dei Campioni bianconera. Trovarono invece la morte in modo assurdo, travolti dalla furia degli hooligans inglesi, schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate, poco prima che iniziasse la finale contro il Liverpool. Morti anche a causa dell’inadeguatezza dello stadio Heysel e dei servizi di sicurezza belgi.

Un ricordo che a 34 anni di distanza brucia ancora nel paese della Bassa. Come avevano raccontato i suoi familiari a Bergamonews, Francesco, per gli amici Franco, aveva solo 25 anni ed era l’ultimo di dieci figli. La sua grande passione era la Juve. Aveva raggiunto il Belgio con alcuni amici a bordo di un furgone. Circa un’ora prima della partita, intorno alle 19, i tifosi del Liverpool cominciarono a spingersi verso il settore da loro occupato, lo Zeta, fino a sfondare le reti divisorie.

Nella ressa che venne a crearsi, alcuni si lanciarono nel vuoto per evitare di rimanere schiacciati, altri cercarono di scavalcare gli ostacoli ed entrare nel settore adiacente, altri si ferirono contro le recinzioni. Il muro crollò per il troppo peso, moltissime persone rimasero schiacciate, calpestate dalla folla e uccise nella corsa verso una via d’uscita. Tra loro anche Galli, rimasto sepolto sotto un cumulo di gente e tra i primi a morire, come ricostruito poi dagli inquirenti.

Oltre al danno, la beffa. Quando la sua salma arrivò a casa il giorno seguente, i genitori si resero conto che gli erano stati rubati gli oggetti in oro che indossava. Tra i quali una catenina d’oro che valeva molto e a cui era molto legato, sostituita con una da bigiotteria.

Nel giorno del 34esimo anniversario della strage, la Juventus ricorda sul proprio sito internet “una delle più orribili tragedie che abbiano mai colpito il mondo dello sport” e si stringe attorno alle famiglie dei 39 morti dell’Heysel, “vittime innocenti di una follia senza spiegazioni”.

Anche il Liverpool rende omaggio alle vittime, con un mazzo di fiori sulla lapide posta fuori dalla curva Sir Kenny Dalglish dell’Anfield, stadio del club inglese. “Oggi è un giorno importante, ricordiamo la tragedia dell’Heysel, mai dimenticata – spiega Susan Black, responsabile comunicazione dei Reds, sul sito del Liverpool”.

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