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Il team manager di Masnada e Cattaneo: “La combattività è nel loro dna”

Gianni Savio, team manager dell’Androni Giocattoli Sidermec, da alcuni anni guida in ammiraglia il duo orobico

Entusiasmo e gioia: sono questi i sentimenti che stanno animando i tifosi del ciclismo bergamasco che negli ultimi giorni stanno vivendo le imprese di Mattia Cattaneo e Fausto Masnada al Giro d’Italia.

Protagonisti di lunghe fughe spesso vincenti, nelle prime due settimane di gara il 24enne di Laxolo e il 28enne di Alzano Lombardo sono le vere rivelazioni dell’edizione 102 della Corsa Rosa che proprio oggi, martedì, vive la tappa regina con partenza in Bergamasca, a Lovere, grazie agli ottimi risultati ottenuti, risultati alla cui base non vi è soltanto il loro grande impegno e l’immensa tenacia, ma anche il lavoro certosino di Gianni Savio, team manager dell’Androni Giocattoli Sidermec, che da alcuni anni guida in ammiraglia il duo orobico.

Da oltre vent’anni all’interno del mondo delle due ruote, il dirigente torinese racconta in questa intervista alcuni retroscena dell’esperienza rosa dei due talenti bergamaschi.

Gianni Savio, com’è andato il finale della seconda settimana?

Sono decisamente soddisfatto perché ottenere un podio al Giro d’Italia, uno dei tre eventi ciclistici più importanti a livello mondiale, è un risultato di prestigio, per cui il secondo posto di Mattia Cattaneo a Como riteniamo che sia più che buono. È ovvio che quando si arriva a una tappa così combattuta, che viene animata da un’azione coraggiosa di due corridori partiti poco dopo il via e che arrivano ad aver un vantaggio di un quarto d’ora, speri di vincere. Se la sono giocata in due, sapevamo che il più veloce era Dario Cataldo, non a caso Mattia Cattaneo ha attaccato sul Civiglio, ma l’altro non si è fatto sorprendere e così lo ha battuto allo sprint”.

Come sta invece Fausto Masnada che abbiamo visto più volte all’attacco negli ultimi giorni?

Sta molto bene, ha avuto un problema di stomaco nella tappa di Courmayeur. Era in fuga e si è staccato nel finale, ma la sua partecipazione al Giro è di assoluto rilievo, con addirittura una vittoria di tappa al Giro che gli ha permesso di entrare nella storia del ciclismo. Complimenti a lui, a Mattia e a tutta la squadra.

Com’è Fausto Masnada in gara?

Un corridore molto generoso, a volte anche troppo. Certe volte cerco di frenarlo dall’ammiraglia perché lui si fa prendere da questa agonistica, però è molto bravo.

Vi abbiamo visto cercare la fuga quasi durante tutte le tappe. Ci riproverete nei prossimi giorni?

Noi ci proviamo sempre perché la combattività è nel nostro DNA. Noi siamo come l’Atalanta della Serie A calcistica perché, come quest’ultima, lanciamo giovani, validi talenti che poi dobbiamo cedere ad altri team per esigenze di bilancio. Osservando solo il recente passato si possono notare i casi di Edgar Bernal che, se non avesse subito una frattura alla clavicola, sarebbe sicuramente qui al Giro a lottare per il podio, oppure quelli di Ivan Sosa o Davide Ballerini, che sono passati rispettivamente al Team Ineos e all’Astana; ma ora anche quelli di Fausto Masnada, che passerà alla CCC, di Mattia Cattaneo, che penso si trasferirà all’Astana, di Andrea Vendrame che credo approderà alla Cofidis. Nel frattempo sto già cercando altri corridori, come Simone Ravanelli, un atleta in cui crediamo molto e che, dopo aver già firmato con noi, farà il suo debutto il prossimo anno.

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