Bergamo non si accontenta più: per questo Gori ha vinto - BergamoNews
L'opinione

Bergamo non si accontenta più: per questo Gori ha vinto fotogallery

La vittoria del "Sempre più" contro il "Semplicemente Bergamo"

Il “Sempre più” di Giorgio Gori, lo slogan che lo ha accompagnato per tutta la campagna elettorale, ha vinto. Ha vinto la sua idea di città che vuole continuare a crescere, ad accogliere, a fare squadra, creare opportunità e occasioni di vita ed empatia, che vuole, in definitiva, dare, anche diritti, ai cittadini invece che toglierli.

Giacomo Stucchi, invece, ha mostrato un’altra faccia del fare politica giocando sul ruolo di sindaco della porta accanto con i suoi “Semplicemente Bergamo” e “Chiamatemi Giacomo“.  Forse troppo modesto, dimesso per una città che ormai è cambiata e che punta alla crescita, al sogno di non essere più una piccola cittadina di provincia, ma di mostrarsi al mondo in tutta la sua bellezza e potenzialità.

Il candidato della Lega ha forse voluto smarcarsi da quelli che considera radical chic, cercando di puntare a quella che ritiene la “gente normale”, puntando ai consensi dei cittadini qaulunque: così non è andata, il suo stile non ha creato il  feeling necessario in nessun quartiere della città.

Certo, è mancata la squadra, lo si è visto nel corso della pur breve campagna elettorale: quelle liste che dovevano sostenerlo e che nel momento dell’ufficializzazione della sua candidatura avevano accreditato il candidato proposto dal Carroccio, è evidente che non ci hanno creduto più di tanto. Accettando, così, il nome di Stucchi solo di facciata, per non far nascere dubbi sulla mancata unione della coalizione di destra. Evidente lo stacco con la compagine di sinistra che Gori è riuscito a trascinare e a rendere una squadra unita e compatta, nonostante le piccole differenze di opinione tra i singoli. Una partita troppo grande, troppo difficile, troppo in salita per entrare in campo da solo e, a maggior ragione, tardi sulla tabella di marcia.

Questo è innegabile. Ma, forse, l’asso vincente di Gori è stato proprio quel “sempre più” che a Stucchi, in definitiva, mancava. I cittadini hanno dimostrato che vogliono molto di più di una Bergamo che si accontenta, di una città che punta all’essenziale e alle piccole esigenze quotidiane: ora è tempo del sogno, delle grandi opere, delle scommesse da giocare.

A Gori adesso si presenta un’occasione rara che non era appartenuta mai a nessun sindaco, almeno da quando c’è l’elezione diretta: quella di poter concludere quanto avviato in un quinquennio ricco e denso di progetti e speranze.

Con questa vittoria il sindaco confermato non solo ha dimostrato che un trend può essere ribaltato, che le carte possono essere scompigliate. Ha anche reso evidente una nuova tendenza degli apparentemente tranquilli cittadini bergamaschi: quella di voler andare molto più in là dei confini fino ad ora disegnati, di voler essere all’altezza dei loro desideri più grandi, di voler essere Sempre più Bergamo.

La sfida è lì, adesso tutta da concretizzare. Perché i sogni sono belli e fanno volare, poi però, quando ti votano, vanno realizzati.

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