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Elezioni Europee 2019: la geografia del voto in Italia con mappe interattive Comune per Comune

Onda verde nel Paese: la Lega di Salvini al 34,3% quintuplica i voti del 2014. Il M5S si attesta al 17,1% (-4% dei voti rispetto al 2014) e si conferma partito a vocazione meridionale. Il PD con il 22,7% è il secondo partito italiano; la Toscana resta l’unica “Regione rossa”. Si rafforza la frattura tra centro e periferia: i Capoluoghi sono tendenzialmente più progressisti del resto della provincia

Le Elezioni Europee 2019 (elaborazioni parziali effettuate su 61538 comuni) rappresentano una vera e propria rivoluzione elettorale. Un'onda verde nel Paese. La Lega di Salvini quintuplica i voti passando dal 6,2% del 2014 al 34,3%. Un successo chiaro che ha una matrice territoriale molto evidente: Salvini raccoglie successi in tutto il Centro Nord dove è di gran lunga il primo partito, ma ottiene un buon risultato anche nel Centro Sud dove spesso è a ruota del Movimento 5 Stelle.

Movimento Cinque Stelle partito meridionalista
Il Movimento guidato da Di Maio si conferma a vocazione meridionale. Pur perdendo oltre 4 punti rispetto alle scorse Europee (dal 21,2% al 17,1%), resta primo partito in Molise (28,8), Campania (33,9), Basilicata (29,7), Puglia (26,3), Calabria (26,7) e Sicilia (31,2).

Il PD sposta il suo baricentro al Nord ma perde nelle “Regioni rosse”
Il PD orfano di Matteo Renzi perde oltre 18 punti attestandosi al 22,7% un risultato che lo porta ad essere il secondo partito italiano. Interessante notare come di fatto le cosiddette “Regioni rosse” non esistano più e il partito guidato da Nicola Zingaretti si mantenga egemone solo in Toscana. Buone performance anche nel Centro Nord dove si afferma come secondo partito in Piemonte (23,9), Liguria (24,9), Lombardia (23,1), Friuli-Venezia-Giulia (22,2) e Veneto (18,9).

Si rafforza la frattura tra Centro e periferia
È infine interessante notare come sia ormai sempre più forte la frattura fra centro e periferia con i Capoluoghi di provincia tendenzialmente più progressisti del resto della provincia.

Aldo Cristadoro – CEO Twig: "Il successo di Matteo Salvini (ma anche di Renzi nel 2014) va letto in questa chiave. Il leader leghista è stato in grado di interpretare le paure e le preoccupazioni della provincia italiana. La proposta leghista non è ha convinto gli elettori delle grandi aree metropolitane che vivono i processi globali e l'apertura internazionale come un'opportunità, ma risulta assolutamente efficace nel rispondere al senso di marginalità di importanti fette dell'elettorato che vivono nelle province, dove le sfide del nuovo millennio sono percepite come una minaccia al proprio status.

 

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