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Una valvola su tre prodotta nell’Unione Europea è “Made in Italy” fotogallery

L'industria italiana delle valvole O&G mantiene una posizione di leadership nel mercato europeo, che vale 9 miliardi di euro.

Pubblichiamo in una sintesi di 10 punti dell’analisi eseguita dall’Osservatorio Prometeia per Confindustria Bergamo e presentata in apertura a questa edizione di IVS 2019.

1. Grazie alla costante innovazione e all’elevata propensione all’esportazione, l’industria italiana di rubinetti e valvole rappresenta un settore storico di specializzazione della meccanica italiana, nonché un fiore all’occhiello dell’intera proposta del mercato Made in Italy. All’interno di questo macro business, il 40% del fatturato è generato da aziende operanti nel settore delle valvole Oil & Gas (O&G), la maggior parte delle quali si trovano entro un raggio di 100 km dalla città di Bergamo: il cuore pulsante di un agglomerato che va ben oltre i confini della provincia, e abbraccia con successo tutte le fasi del ciclo produttivo. Il settore conta circa 290 aziende (più dei 2/3 di queste situate in Lombardia), una massa impiegatizia che rasenta i 10.000 lavoratori e che genera un fatturato complessivo di 3,2 miliardi di euro nel 2017 (di cui il più del 90% è generato dalle esportazioni).

2. L’industria italiana delle valvole O&G mantiene una posizione di leadership nel mercato europeo, che vale 9 miliardi di euro. Infatti, una su tre delle valvole prodotte nell’UE è “Made in Italy”, posizionando il paese al primo posto nella classifica europea, seguito dalla Germania (27% ) e Regno Unito (8%). La leadership italiana riflette sia la forte specializzazione nelle valvole a sfera (1 su 1,9 miliardi di euro prodotti nell’UE) sia le sue componenti (1,2 miliardi su 3 miliardi di euro prodotti nell’UE). In ogni caso, le aziende italiane si collocano ai vertici della classifica anche in segmenti di prodotti di nicchia, come le valvole a saracinesca e a farfalla.

3. Negli ultimi anni la produzione di tipo settoriale ha risentito della tendenza al ribasso del prezzo del greggio e della conseguente riduzione degli investimenti da parte dei giganti O&G. In Italia ci sono oggi venti aziende e circa un migliaio di dipendenti in meno rispetto al 2015. La selezione sperimentata negli ultimi anni riflette nelle prestazioni economiche e finanziarie delle aziende, come rivelato da un’analisi specifica condotta su un campione di 149 aziende di Italia, Europa, Cina, Giappone-Corea e altra Asia. In media, il fatturato del campione selezionato ha registrato un calo del CAGR dell’1,5% tra il 2014 e il 2017: in particolare, contrazioni significative hanno coinvolto società operanti nelle economie avanzate.

4. Il periodo di difficoltà 2014-2017 per l’industria delle valvole O&G emerge chiaramente quando l’analisi si sposta sui margini colpiti dalla forte contrazione. L’EBITDA globale (come percentuale delle vendite totali) si è attestato in media al 7% nel 2017, 8 punti percentuali al di sotto del livello raggiunto nel 2014: la recessione è stata particolarmente grave per l’agglomerato dell’Europa occidentale (-9,6%). Le società italiane di valvole O&G hanno superato meglio le peggiorate condizioni di business rispetto ai loro omologhi europei, riportando un – 6% del margine EBITDA nello stesso periodo.

5. In un contesto commerciale globale caratterizzato dall’ascesa di produttori cinesi, l’Italia si colloca al terzo posto tra i principali esportatori mondiali di valvole O&G, in concorrenza con la Germania per il secondo posto in classifica. Europa occidentale e MENA sono le due principali aree di destinazione per le esportazioni italiane, con una quota complessiva pari al 27% delle vendite estere, seguita da Asia e NAFTA (rispettivamente 17% e 15%).

6. I dati commerciali evidenziano la crescita a doppia cifra dell’export cinese (+ 12%) e il dinamismo dei flussi provenienti dalla Germania (+ 7%), l’unica economia avanzata che ha conquistato quote di mercato rispetto ai concorrenti. Per quanto riguarda l’Italia, in 61 dei primi 100 mercati delle valvole O&G (che assorbono quasi il 70% delle vendite ITA) le esportazioni sono cresciute almeno in linea con le importazioni. Ciò nonostante, in media, i produttori italiani si sono dimostrati in grado di cogliere solo la metà delle potenziali opportunità generate da una domanda globale in crescita al doppio del tasso complessivo delle esportazioni italiane (+ 2,8%). La relativa sotto-performance delle società italiane all’estero ha principalmente a che fare con un problema di composizione geografica delle vendite. L’industria italiana è infatti sovraesposta verso mercati che hanno sotto-performato rispetto ai loro pari nel 2018 e, allo stesso tempo, mostra una presenza sub-ottimale in quelle che sono state configurate come le regioni più dinamiche del mondo.

7. In seguito al rapido segnale di ripresa nel 2017, il commercio mondiale di valvole O&G ha registrato un’espansione del 6% nel 2018, grazie al forte tasso di crescita delle importazioni nel NAFTA (+ 14%) e, in misura relativamente inferiore, nei Mercati dell’Europa occidentale e asiatici. Al contrario, i flussi diretti verso il MENA hanno confermato la tendenza al ribasso osservata nel 2017, in calo del 4% su base annua.

8. Le prospettive per l‘industria O&G sono strettamente legate agli sviluppi nel mercato petrolifero. Grazie a una combinazione di miglioramento della domanda globale e di tagli dell’offerta OPEC, sia nel 2017 (+ 21%) sia nel 2018 (+ 29%), il greggio Brent ha recuperato gran parte del terreno perso dopo il crollo del 2014. L’attuale commercio a circa $70 per barile ha una previsione a $66 nel 2019 e a $65 nel 2020. I flussi di investimenti globali di estrazione petrolifera rischiano di spostarsi ulteriormente dalla regione mediorientale verso le regioni produttrici più attive (Americhe e Asia). In questo contesto, è prevedibile un’ulteriore crescita degli investimenti globali di estrazione di O&G (3,5% di CAGR tra il 2019 e il 2020), sebbene ad un ritmo più lento rispetto all’elevato tasso osservato negli ultimi due anni.

9. Secondo l’analisi dei brevetti, grazie a invenzioni certificate che possono essere utilizzate come misura dell’innovazione, l’Italia occupa il quarto posto tra i paesi più innovativi e ha mostrato un buon grado di vitalità negli ultimi anni. Misurando il numero di citazioni ricevute dallo stock di brevetti detenuti da un paese (“ambito innovativo”), le aziende italiane detengono il terzo posto, di gran lunga superiore non solo rispetto alle loro controparti europee, ma anche a una superpotenza tecnologica come gli Stati Uniti. La provincia di Bergamo è al primo posto grazie all’altissimo numero di citazioni ricevute, che indica la qualità e la capacità innovativa delle aziende che operano lungo tutta la catena di approvvigionamento.

10. Il talento per l’innovazione delle aziende italiane di valvole O&G sembra difficilmente replicabile dai concorrenti, almeno nel breve periodo. In questo quadro, le due strategie di base per le aziende italiane sono i continui investimenti nella ricerca, per mantenere i concorrenti lontani dal colmare questa lacuna, e la scelta dei mercati giusti su cui concentrare gli sforzi.

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