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Tanta Atalanta alla festa Juve e prove generali di Champions

Gasp: "Meritavamo noi di vincere. Se resto? Sono legatissimo all'Atalanta e al presidente". Storico traguardo dei 100 gol stagionali e 3° posto

Preparate la musichetta della Champions: adesso siamo al gran finale e (facciamo pure gli scongiuri) altro che finale di Coppa, qui stiamo veramente per sederci al tavolo delle grandi d’Europa. Mai visto il terzo posto e neppure la Champions…

Eppure è tutto vero, domenica (o sabato, se oggi la Lega deciderà per un anticipo della giornata, tenendo conto della concomitanza con le elezioni europee) l’Atalanta concluderà una cavalcata comunque fantastica. Aspettiamoci un altro esodo come quello romano, saranno ancora più di ventimila bergamaschi a riempire il Mapei, lo stadio che già da un paio d’anni è diventata la casa delle notti magiche europee. E lo sarà ancora, passando forse dalla porta principale, quella della Coppa delle grandi orecchie.

Alla fine anche i tifosi bianconeri si sono alzati ad applaudire i giocatori nerazzurri, per l’occasione con la terza maglia, quella con sfumature bluette.

Perché l’Atalanta si è meritata il pass europeo con un’altra prova di personalità, da grande squadra. Direte: beh la Juve era più concentrata sulla festa scudetto e a Barzagli, sull’addio ad Allegri.

D’accordo, non sarà stata la solita Juve ammazzacampionato (e ormai da un mese non lo è), i soliti brividi iniziali hanno scosso i nerazzurri, che dovevano tenere a bada un CR7 sempre affamato di gol e poi hanno cominciato a fare il proprio gioco, decisi a inseguire anche la vittoria. Hateboer vicinissimo al gol, un mani sospetto in area bianconera non punito dopo consulto al Var, un quasi-gol di Zapata fino alla rete di Ilicic: il primo tempo è stata una serie di lampi nerazzurri, con la contemporanea sconfitta dell’Inter a Napoli.

Quindi una classifica incredibile che poi si è modificata ma neanche di tanto, perché il pareggio regala in ogni caso il terzo posto alla banda Gasp. Chiaro che quando Allegri ha schierato gli altri pezzi da novanta che teneva in panchina, cioè Bernardeschi e Mandzukic e negli ultimi minuti anche il gioiellino Kean, è diventato più complicato resistere. Usciti Gomez e Ilicic, la Juve ha fatto gol, però si è fermata lì, anche per la guardia speciale di Masiello che respingeva qualsiasi pallone, di Djimsiti e di Hateboer che doveva inseguire e limitare Ronaldo.

Insomma, niente più sorprese, anche se l’incontentabile Gasp nel dopopartita sorrideva a denti stretti: “Il risultato ci lascia un po’ di rammarico, dovevamo vincere noi, tra l’altro abbiamo giocato contro la Juve vera ed era la terza partita in una settimana. Ma ormai siamo abituati e non ci facciamo più caso, questa squadra ha le gambe ma soprattutto una testa molto forte”.

E poi il piede sull’acceleratore, come sempre: “Siamo in Europa, ma adesso dobbiamo andare in Champions League”. Con un pieno di autostima, meritatissimo: “La mia Atalanta non è solo corsa, giochiamo e facciamo tanti punti, le mie squadre hanno sempre fatto tanti punti e tanti gol. Non siamo in alto e alla terza qualificazione europea per caso”.

E all’ennesima domanda sul suo futuro: “Io mi sento molto gratificato con questa squadra. Non sono invidioso degli altri allenatori che sono richiesti dalla Juve, ma sono contento del mio lavoro qui all’Atalanta. Se resto? Adesso dobbiamo andare in Champions”, ha ribadito “intanto io sono legatissimo all’Atalanta e al presidente. E a fine campionato ci siederemo a parlare del futuro”. E comunque, in Champions, sarebbe ancora un’Atalanta targata Gasp.

Intanto è una stagione atalantina con tanti gol, sono ormai 100, 74 in campionato ed è naturalmente l’attacco più forte della Serie A, la rete numero 12 di Ilicic (a un gol dal suo record personale di tre anni fa con la Fiorentina), il 12° risultato utile consecutivo in campionato e tanti altri numeri…nerazzurri. Per dire, l’Atalanta con il Genoa è la sola squadra che è riuscita a frenare il carroarmato Juve, con due pareggi (2-2 all’andata).

Manca il gran finale e non dovrebbero esserci dubbi sull’ultima sfida col Sassuolo, per confermare (vincendo) un terzo posto storico, una Champions da urlo, in una giornata thrilling per tutta la serie di combinazioni aperte con vista Europa e nella corsa salvezza.

Sicuramente la prima medaglia arriva proprio dagli avversari: tutti riconoscono che per bellezza di gioco e gol e per mano dell’allenatore l’Atalanta sta meritando questo incredibile podio della Serie A. Dal sogno alla realtà, manca solo un passo: forza…

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