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Atalanta, a Torino un match che vale una stagione: con la Juve serve l’ultimo capolavoro

Penultima di serie A: all'Allianz Stadium per i nerazzurri sarà fondamentale strappare almeno un punto ai bianconeri (che saluteranno Allegri)

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Non è andato come tutti i tifosi nerazzurri speravano l’esodo di Roma, visto che l’Atalanta è uscita sconfitta dalla finale di Coppa Italia. L’amaro in bocca dovuto all’episodio di Bastos, non elimina il fatto che l’Atalanta non abbia certamente giocato una delle sue migliori gare, complice forse la scarsa abitudine a disputare partite di questa importanza e, non ultimo, le marcature “aggressive” (in alcuni casi al limite del lecito) praticate dai laziali sui fantasisti nerazzurri che, conseguentemente, non sono riusciti ad incidere come in altre occasioni hanno saputo fare.

Ora gli atalantini dovranno essere bravi a “resettare” questa indubbia delusione, perché l’obiettivo Champions League è ancora certamente raggiungibile. Ma non sarà per nulla facile, visto che i nerazzurri dovranno rendere visita alla Juventus nel posticipo serale.

Se da un lato è vero che la squadra bianconera non ha più alcuno stimolo, avendo già vinto lo scudetto, dall’altro ci sono almeno tre valide ragioni per le quali Gomez e compagni non troveranno una squadra in vacanza. Anzitutto perché proprio questa sera la dirigenza juventina ha organizzato i festeggiamenti per la vittoria del campionato e dunque forse non piacerebbe loro festeggiare con una sconfitta. In secondo luogo perché la recente notizia dell’addio di Allegri farà si che il mister bianconero vorrà lasciare Torino con un’ultima vittoria. La terza motivazione è che i nerazzurri hanno eliminato la Juventus nei quarti della Coppa Italia e non so se questo “affronto” sia stato digerito dai rivali che, in quel momento, erano ancora pienamente in corsa per la conquista del triplete.

Conti alla mano agli uomini di Gasperini servono 4 punti per essere matematicamente certi della storica qualificazione e quindi indipendentemente dai risultati delle inseguitrici. La conquista di 1 punto questa sera e di 3 punti all’ultima giornata con il Sassuolo è credibilmente alla portata dei nerazzurri. Ma, soprattutto oggi, conterà molto la capacità che avranno gli atalantini nell’assorbire la sconfitta di Roma, cercando quindi di concentrarsi solo ed esclusivamente su queste due gare.

Sarebbe davvero importantissimo quanto meno non perdere questa sera perché un’eventuale sconfitta, abbinata alla molto probabile vittoria milanista con il già retrocesso Frosinone, porterebbe le due squadre a pari punti e con i rossoneri in vantaggio negli scontri diretti. E allora le possibilità di conquistare la quarta piazza diventerebbero obiettivamente maggiori per gli uomini di Gattuso.

Sono complessivamente 115 i precedenti tra le due squadre, con un bilancio che sorride nettamente ai bianconeri che hanno vinto in 65 occasioni, 39 i pareggi, 11 invece le vittorie dell’Atalanta. Per quanto concerne invece i confronti tra le due squadre che si sono disputati a Torino, sono 39 su 57 le vittorie della formazione oggi allenata da Max Allegri, 14 i pareggi e solo 4 i successi nerazzurri.

La Dea non vince a Torino esattamente da 30 anni: nell’ottobre 1989 fu infatti una rete del figlio del vento Claudio Paul Caniggia (nell’allora Comunale) a dare la vittoria ai nerazzurri ad un quarto d’ora dal termine. L’anno prima stessa cosa, con Evair che segnò a due minuti dalla fine. Da allora 2 pareggi e 19 sconfitte, l’ultima della quali lo scorso anno per effetto delle marcature di Higuain e Matuidi. L’ultimo pareggio atalantino in casa bianconera è il 2-2 del torneo 2008-’09 frutto delle reti di Cigarini, Iaquinta, Zanetti e Pellegrino.

La peggior sconfitta atalantina a Torino è quella del 1951/1952 quando i bianconeri prevalsero per 7-1 con doppietta di Boniperti. La squadra nerazzurra non ha invece mai prevalso di oltre un gol. Infatti, oltre alle due citate vittorie, in altre due occasioni la Dea ha vinto, rispettivamente per 1-0 (1959-’60) e 3-2 (1962-’63).

Nella partita d’andata una splendida Atalanta accarezzò il sogno di superare un’imbattuta Juve: dopo l’autogol di Djimsiti una doppietta di Zapata portò in vantaggio i nerazzurri, raggiunti però nel finale da Cristiano Ronaldo.

Mister Allegri ha recuperato sia Bonucci che Kean e anche Mandzukic e Rugani sono stati riaggregati al gruppo. Rientrerà Bernardeschi dopo aver scontato la squalifica e potrebbe completare il tridente con Dybala e Ronaldo. Fuori invece Chiellini (fastidio muscolare al polpaccio sinistro) potrebbe toccare a Barzagli rimpiazzarlo.

In casa nerazzurra Gasperini potrà contare sul rientro di Mancini e Masiello che riprenderanno posto in difesa, mentre invece mancherà Palomino appiedato dal Giudice sportivo. In attacco ci sarà di nuovo Gomez a sostegno di Ilicic e Zapata.

In considerazione dell’importanza della posta in palio, non mi meraviglierei che qualcuno auspicasse in quest’occasione un atteggiamento più prudente rispetto al solito. La realtà è che Gasperini ci ha abituato ad un gioco spumeggiante e la sua squadra entra in campo sempre e solo per vincere, senza fare troppi calcoli.

Per come i giocatori hanno ora nel dna questo tipo di gioco, ritengo impensabile che la squadra possa snaturare oggi il suo modus operandi abituale, anche se alla fine potrà essere solo il campo a fornirci una risposta.

No, stavolta non dico nulla, consentitemi solo di incrociare le dita.

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