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Masnada: dalle sgroppate in Val Brembilla al trionfo nel Giro d’Italia foto

Il momento magico del corridore della Androni Giocattoli Sidermec, al settimo cielo per il successo a San Giovanni Rotondo

La fatica della salita, la gioia della vittoria, l’emozione della prima volta. Così si potrebbe riassumere la magica giornata di Fausto Masnada, che giovedì 16 maggio ha conquistato la sesta frazione del Giro d’Italia, riportando il ciclismo bergamasco sul gradino più alto del podio della Corsa Rosa a sette anni di distanza (leggi qui).

Sul traguardo di San Giovanni Rotondo Masnada ha superato il romano Valerio Conti dopo un’epica fuga che ha permesso al portacolori dell’Androni Giocattoli Sidermec di ottenere un successo sfumato lo scorso anno a tre chilometri dalla vetta del Gran Sasso. “Sono veramente felice di questa vittoria – ha affermato ai microfoni della Rai -. Sapevo di avere una buona condizione. È sempre difficile cercare di vincere al Giro, ma alla fine ce l’ho fatta. Dedico questa vittoria a mio zio che è scomparso prima che partissi per la corsa. Sono riuscito a salutarlo e gli ho promesso che avrei vinto una tappa. Eccomi qui”.

Venticinque anni, originario di Val Brembilla e tifoso dell’Atalanta, Masnada ha coltivato la passione per il ciclismo sin da bambino. Merito (anche) di un compagno di scuola che all’età di 6 anni lo ha spinto a provare. Un talento, il suo, sbocciato tra le fila del Pedale Brembillese prima e del Team Colpack poi. E che gli ha permesso di superare anche momenti difficili: come lo stop di sei mesi imposto da una malattia, la mononucleosi, mentre militava nella categoria Under 23.

Fausto Masnada

Spinto dal patron Beppe Colleoni e dai compagni di squadra, Masnada non ha mai smesso di credere nel sogno di diventare professionista. Un sogno che è riuscito a realizzare nel 2017, anche grazie all’apporto di Gianni Savio. Il manager, evidentemente colpito dalla tenacia del corridore bergamasco, decise di inserirlo fra le fila della propria squadra.

Con il team piemontese il giovane orobico è riuscito a farsi notare al grande pubblico grazie ad attacchi generosi che gli hanno permesso di togliersi importanti soddisfazioni. Come i podi ottenuti al Giro di Turchia e al Giro di Sicilia. O le due vittorie al Tour of The Alps. Prestazioni che hanno impressionato anche diverse squadre World Tour che il prossimo lo vorrebbero tanto con loro.

Ora per l’ “anguilla” – come lo ha soprannominato il compagno di squadra Davide Ballerini – si prospetta senza dubbio un Giro d’Italia da protagonista, una corsa che nelle prossime tappe lo potrebbe vedere ancora una volta sul primo gradino del podio, magari nella sedicesima frazione che prenderà il prossimo 28 maggio prenderà il via da Lovere.

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