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Infortunio mortale alla Comac, subito assemblea dei lavoratori: ipotesi sciopero

Convocata per lunedì 20 maggio, in quella sede si valuteranno le eventuali opportune iniziative da intraprendere: "Abbiamo bisogno di creare le condizioni e la cultura che permetta a ogni lavoratore di ritornare a casa tutte le volte che esce per lavorare”.

Un altro infortunio mortale sul luogo di lavoro ha scosso la Bergamasca nella giornata di mercoledì 15 maggio: attorno alle 15.30 nell’azienda metalmeccanica Co.Mac. di via Garibaldi a Bonate Sotto, un 61enne, Olivio  Torri, di Almenno San Bartolomeo da poco residente a Brembate Sopra, è rimasto schiacciato da una parete di cemento che gli è improvvisamente piombata addosso.

La vittima era dipendente della Comac e si trovava nel capannone deposito dove sono in corso lavori edili di sistemazione del capannone: in particolare si stavano allargando alcune aperture e per questo erano state tagliate 2 pareti. Dopo il taglio erano state bloccate e fissate con cunei di legno. Mentre il lavoratore stava passando una di queste pareti tagliate ha ceduto e cadendo l’ha schiacciato. I funerali si svolgeranno sabato mattina ad Almenno.

“Siamo profondamente scossi e siamo vicini alla famiglia dell’operaio – hanno commentato Claudio Ravasio e Fabio Mangiafico della Fiom Cgil di Bergamo -. Nelle prossime ore continueremo a cercare di capire cosa sia accaduto, attraverso le verifiche e le indagini degli enti preposti ma anche sentendo i lavoratori nostri iscritti all’interno dell’azienda. Intanto, nello stabilimento, abbiamo fissato un’assemblea per lunedì 20 maggio dalle 15 alle 16. Sarà l’occasione per confrontarci con i lavoratori, per comprendere meglio quanto accaduto e per decidere insieme le eventuali opportune iniziative da intraprendere”.

Tra queste sembra che si stia valutando anche la possibilità di indire uno sciopero.

“Con forte dispiacere riscontriamo l’ennesimo infortunio nella provincia e, in primo luogo, vogliamo manifestare la nostra vicinanza alla famiglia – hanno aggiunto Luca Nieri e Teresa Cubello, rispettivamente segretario generale e operatrice Fim Cisl – C’è la necessità di capire quanto sia accaduto, le cause che hanno portato a questa tragedia. Per lunedì è già stata convocata un’assemblea con tutti i lavoratori per approfondire la situazione. Ora siamo chiamati tutti a far di più, perché nonostante gli sforzi i continui incidenti confermano una situazione di forte emergenza. Ognuno, nel proprio ambito, deve spingere di più: abbiamo bisogno di creare le condizioni e la cultura che permetta a ogni lavoratore di ritornare a casa tutte le volte che esce per lavorare”.

“Ennesimo incidente mortale in Lombardia: 19 morti da inizio anno – ha evidenziato il Segretario generale Fim Cisl Lombardia Andrea DonegàSulla sicurezza sul lavoro occorre lo sforzo corale di tutti gli attori e istituzioni coinvolte nel presidio di quello che è il diritto fondamentale per ogni lavoratore: la vita. Serve una riscossa culturale, il potenziamento della formazione su prevenzione e percezione del rischio. Il prossimo 14 giugno i metalmeccanici di Fim,Fiom,Uilm sciopereranno, a livello nazionale, con tre grandi manifestazioni a Milano, Napoli, Firenze anche per riaccendere la luce sul tema della salute e sicurezza, rivendicare più certezza nelle sanzioni per le imprese inadempienti e più risorse da destinare alle attività ispettive: è inaccettabile che negli ultimi 10 anni solo il 5% delle 480.000 imprese lombarde sia stato oggetto di controlli, un fatto grave che legittima la percezione di impunità”.

“In via del tutto generale si può dire che nei lavori edili le parti di edifici e manufatti in manutenzione o demolizione devono essere segnalate e messe in sicurezza durante le lavorazioni – ha sottolineato Sergio Piazzolla, Responsabile Area Specialistica Igiene e Sicurezza del Lavoro di Ats Bergamo – In particolare, a scopo precauzionale, deve essere valutato dall’impresa che svolge i lavori se regolare o vietare il transito o la sosta di persone nelle immediate vicinanze e comunque ad una distanza di sicurezza. Di norma si utilizzano transenne, reti o barriere di protezione e si segnalano in maniera evidente sia l’esistenza delle lavorazioni in atto sia le vie di passaggio alternative consentite”.

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