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Atalanta, è la sera che aspettavamo tutti: con la Lazio si può riscrivere la storia

All'Olimpico la finale di Coppa Italia: i nerazzurri possono mettere in bacheca il secondo trofeo 56 anni dopo la conquista del primo (e unico)

Per entrare nella storia. Il giorno atteso da almeno 23 anni (tanto è il periodo che ci separa dall’ultima finale) è arrivato. Questa sera all’Olimpico di Roma l’Atalanta disputerà la sua quarta finale di Coppa Italia dopo quelle del 1963 (vinta contro il Torino), 1987 (persa contro il Napoli) e 1996 (persa contro la Fiorentina).

A cercare di sbarrare la strada alla Dea verso il secondo successo della sua ultracentenaria esistenza ci sarà la Lazio. La squadra biancazzurra non godrà però del vantaggio di giocare in casa, dato che essendo una finale in gara secca i biglietti di accesso allo stadio sono stati equamente divisi tra le due società. Che poi dentro l’Olimpico ci possa essere qualche tifoso laziale in più è normale, ma questo non farà la differenza.

Sarà un vero e proprio esodo quello del popolo nerazzurro visto che saranno almeno 22mila i sostenitori della Dea che seguiranno la squadra in questa trasferta epica. Da giorni ormai tutti i tifosi si stanno attrezzando con ogni mezzo (auto, pullman, treno, aereo) per raggiungere la Capitale e non perdersi l’avvenimento. Chi resterà a casa tiferà invece davanti alla tv, magari in un bar o a qualche maxi schermo allestito appositamente.

Personalmente non ho avuto la fortuna di vedere la vittoria del 1963 (sarei nato qualche mese dopo) ma in entrambe le successive finali, ahimè, c’ero. E devo dire onestamente che il Napoli di Maradona e la Fiorentina di Batistuta vinsero con merito essendo certamente più forti dell’Atalanta.

Ma questa volta è diverso, questa volta c’è una Dea in una forma strepitosa, che gioca un calcio che definire divertente è un eufemismo, che viaggia sulle ali di un entusiasmo che ha coinvolto un po’ tutti i bergamaschi nonché gli appassionati di calcio in genere. Soprattutto questi ultimi, pur non essendo supporter nerazzurri, probabilmente per una sera diventeranno simpatizzanti dell’Atalanta.

Perché normalmente già di per se la Dea evoca qualcosa di epico, con questo nome altisonante che i fondatori decisero di adottare. Quest’anno poi chi ama il calcio si sta lustrando davvero gli occhi ammirando le prodezze della banda Gasp.

E così la maggior parte di coloro che si stanno esprimendo circa il toto finale vede i nerazzurri favoriti per la vittoria. Francamente però questo mi preoccupa non poco, tanto da spingermi a toccare ferro ogni volta che leggo qualcosa a tal proposito.

Si, perché non dimentichiamoci che di fronte ci sarà una squadra tosta come la Lazio, che vede in questa gara la possibilità di salvare la stagione dopo che, con tutta probabilità, non riuscirà ad entrare in Europa attraverso il campionato.

La Dea infatti anche in campionato ha il destino nelle sue mani, la Lazio onestamente no. E così i biancazzurri si concentreranno come non mai su questa partita e vorranno portare a casa la loro settima affermazione in questa manifestazione (su 11 finali disputate compresa questa).

Scordiamoci quindi la partita di 10 giorni fa all’Olimpico, quella nella quale i nerazzurri schiantarono nel secondo tempo gli avversari sul piano fisico vincendo alla fine per 3-1. Mi aspetto una partita completamente diversa, mi aspetto una Lazio che giocherà alla morte facendo leva su alcuni dei suoi giocatori che sono davvero dei campioni, capaci di grandi giocate.

Nonostante questo nessuna paura, nessun timore. Gomez e compagni hanno dimostrato di essere capaci di fare molto male a chiunque e vorranno certamente entrare nella storia di questo club.

Per chi crede nella cabala, la Coppa del 1963 è stata vinta 56 anni dopo la nascita del club, da allora sono passati altri 56 anni. Stupidaggini? Forse, o forse no.

Mister Gasperini avrà a disposizione tutti i suoi giocatori e potrà schierare la formazione titolare nella quale rientreranno i tre squalificati di Reggio Emilia ossia Masiello, Mancini e Gomez. Unico dubbio in difesa: Palomino o Djimsiti?

Inzaghi è invece alle prese con due dubbi di non poco conto: Milinkovic Savic e Immobile. Il primo non si sa se recupererà in tempo dall’infortunio subìto (probabilmente andrà solo in panchina), mentre il secondo si trova in un momento di forma non buono ed il mister biancazzurro potrebbe preferirgli un compagno.

È stata davvero una stagione straordinaria, inimmaginabile neppure nel più bello dei sogni e coronarla con la vittoria della Coppa sarebbe incredibile. Forza Dea, facci entrare nella leggenda.

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