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In sala slot durante il servizio: condannato poliziotto affetto da ludopatia

Due mesi a S.A., capopattuglia, che ha ammesso le responsabilità. Tre suoi colleghi sono invece stati assolti

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Si è concluso con una condanna e tre assoluzioni il processo di primo grado nei confronti dei quattro agenti in servizio alle Volanti della questura di Bergamo per una vicenda che risale al 2012 quando, secondo l’accusa, si sarebbero fermati in una sala slot di via Borgo Palazzo durante il turno di lavoro. In diverse occasioni e a tutte le ore. Alle 7 del mattino, così come durante la notte.

L’indagine era scattata sei anni fa dopo una soffiata interna alla questura stessa. I quattro agenti dovevano rispondere di abbandono di servizio (contestazione prevista in una specifica legge sulla polizia di Stato), oltre all’aggravante di aver abbandonato il posto di lavoro durante un servizio di pubblico soccorso e, alcune volte, di aver interrotto il pattugliamento nell’area assegnata.

S.A., 53 anni, di cui 25 trascorsi un divisa, ex capopattuglia delle Volanti (adesso è in pensione), assistito dall’avvocato Marcella Micheletti, è stato condannato a due mesi con pena sospesa. L’accusa aveva chiesto nove mesi.

Davanti al giudice Ciro Iacomino, e ancora prima di fronte al gip Marina Cavalleri, l’agente aveva ammesso le proprie responsabilità. All’epoca dei fatti era affetto da ludopatia, al punto da essere dipendente dai videopoker. Non solo, sempre in quel periodo aveva dei problemi con la moglie, dalla quale si stava separando. Per guarire, il 53enne ha spiegato di aver seguito anche un percorso di cura contro la sua dipendenza.

Assolti gli altri imputati. Tra loro G.F. 50 anni, che ha sempre sostenuto di essersi recato solo una volta nel locale, ma per svolgere un’indagine, A.I. 34 anni, che ha detto di aver giocato solo un paio di volte, e A.T., che non sarebbe mai stato in quella sala slot.

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