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La Dalmine di Cividini: “Doppio senso in via Verdi e pulmino gratuito tra frazioni”

A cinque anni di distanza il candidato di In Dalmine ci riprova, con un programma ritoccato: “Dalmine ha bisogno di ricompattare il suo tessuto sociale e di avere un’apertura maggiore”.

Artigiano, imprenditore nel settore edile e mente dietro allo street food di Mr. Casoncello: Marco Cividini, 42 anni a settembre, si ripresenta dopo cinque anni alla guida della lista civica In Dalmine che nel 2014 raccolse il 4,75% delle preferenze al primo turno.

Cividini, come nasce la lista per le amministrative del 2019?

L’esperienza di In Dalmine è iniziata con l’appuntamento elettorale di 5 anni fa, quando il candidato ero ancora io. È una lista civica nel vero senso della parola, apartitica e apolitica che si propone di cambiare il vento che tira a Dalmine. Le persone al nostro interno, a livello nazionale, si riconoscono in simboli differenti ma quello che vogliamo a livello locale è un paese a misura di uomo e non a misura di partito. La lista è stata costruita aggregando persone che fossero espressione della varietà del nostro territorio, sia in termini di residenza che di esperienze lavorative e associative. Abbiamo l’imprenditore, la mamma, la casalinga, i volontari. Ognuno con le proprie competenze e specificità.

Quali sono le priorità del suo programma?

Da tempo portiamo avanti una battaglia su via Verdi, per la quale avevamo raccolto mille firme. L’introduzione del senso unico ha creato non pochi problemi ai cittadini. Noi vogliamo ripristinare il doppio senso, con chiusura temporanea in concomitanza dell’ingresso e dell’uscita degli alunni. Il traffico verrebbe scaricato su un’arteria in più, con benefici per la viabilità dei quartieri di Brembo e Mariano.
Un altro grande progetto è un pulmino-navetta gratuito per i cittadini che unisca tutte le frazioni e i punti strategici del comune, diminuendo contemporaneamente lo smog e il traffico: sabato 18 maggio gireremo la città con un trenino che percorrerà la tratta ideale per far capire la nostra idea. Partirà alle 9 del mattino fino alle 19.

Anche nell’ambito del sociale avete pensato a qualcosa di importante.

L’idea è quella degli alloggi protetti per anziani, una realtà che già esiste a Dalmine ma ha assoluto bisogno di essere potenziata. Sono strutture in cui l’anziano ha la sua autosufficienza ma con un’assistenza più vicina. Va sicuramente mantenuto ciò che c’è e funziona, forse si può fare qualcosa in più a livello giovanile. Sono nato, cresciuto e morirò a Dalmine e credo che la città vada aperta: dobbiamo ricompattare il tessuto sociale.

In campo ambientale avete posto l’attenzione sul polmone verde di Dalmine.

Il parco del Belvedere è sicuramente da valorizzare e rendere fruibile per le famiglie. Ormai è lasciato al suo destino. Vogliamo realizzare un percorso e parcheggio illuminato, un’area ristoro con servizi e un’area cani. Illuminazione e videosorveglianza sono fondamentali, ora la gente ha paura di andarci.

A proposito di sorveglianza, quali sono le vostre idee nel campo della sicurezza?

Non voglio battere il chiodo su una cosa non vera: dati alla mano negli ultimi cinque anni la sicurezza a Dalmine è migliorata. Questa amministrazione ha gestito, ha i conti in ordine, ma non ha avuto il coraggio di investire sul futuro. Non va abbassata la guardia: l’impianto di sicurezza va migliorato con interventi mirati dove oggi è lacunosa.

In un recente dibattito pubblico si è parlato di città universitaria: qual è la vostra posizione al riguardo?

La priorità degli studenti, a quanto dicono, è la viabilità e come raggiungere l’ateneo, con particolare attenzione sulla questione parcheggi. A mio avviso non si può toccare una voce importante come quella dei parcheggi comunali per favorire gli universitari. Non ostacoliamo lo sviluppo dell’Università ma serve equilibrio: il parcheggio del mercato, poco distante, è da sempre a loro disposizione. Inutile costruirne un altro fuori dall’edificio, togliendo spazi ai residenti. Si andrebbe a creare un attrito che poi diventa difficile da colmare. Il nostro progetto del pulmino-navetta potrebbe essere sfruttato anche in questo senso.

Altro tema caldo è quello relativo alla Bergamo-Treviglio: cosa ne pensa?

A livello generale siamo per il potenziamento dell’esistente. Si tratta di sedersi a un tavolo per trovare un accordo che porti benefici a tutti. Cerchiamo una soluzione alternativa, rivedendo il progetto e potenziando le arterie di collegamento già presenti. Se poi non si potrà proseguire su quella strada si valuteranno altre proposte.

Tra gli altri candidati c’è qualcuno che teme di più?

Sinceramente noi abbiamo fatto il nostro programma, senza stare a guardare troppo quello che facevano gli altri: da quello di cinque anni hanno preso spunto in tanti, l’abbiamo riproposto con alcune modifiche migliorative. Per il resto posso solo dire che con Francesco Bramani ci conosciamo sin da quando siamo ragazzini. Fabio Tiraboschi è un bravo ragazzo e Lorella Alessio è una bravissima persona. Noi pensiamo a noi stessi.

Tutti i candidati a sostegno di Marco Cividini.

In Dalmine

Previtali Massimo
Donadoni Moira
Terzi Cinzia
Ghisetti Filippo
Granata Fabio
Hellbock Walpurga
Rivolta Carlo
Carera Angelo
Previtali Michela
Lodetti Claudia
Bonetalli Monica
Stefanoni Laura
Bertazzoli Roberta
Galbani Maurizio