Candidato sindaco contro la vigilessa "inflessibile": esposto in procura - BergamoNews
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Candidato sindaco contro la vigilessa “inflessibile”: esposto in procura

Secondo Alberto Candellero c'è un accanimento "dovuto a simpatie leghiste". Ma la diretta interessata smentisce

Ad Azzano San Paolo è scontro tra il candidato sindaco Alberto Candellero e la comandante della polizia locale Silvia Paladini. Motivo del contendere il regolamento sulla campagna elettorale, secondo l’aspirante alla poltrona di primo cittadino della lista Insieme per Azzano “applicato in modo scorretto e favore dell’altra lista, Azzano in testa, in virtù di simpatie personali della vigilessa, compagna di un esponente leghista, candidato a Bergamo con Giacomo Stucchi, e che non nasconde la sua simpatia per il Carroccio sui social”. Una diatriba che è arrivata fino in procura, con un esposto per “atteggiamenti gravemente lesivi delle libertà costituzionali”.

La “battaglia” ha inizio sabato 27 aprile, giorno del primo gazebo di Insieme per Azzano. L’appuntamento è sul piazzale dove si svolge il mercato cittadino, ma “quando siamo arrivati per allestireracconta Candellero – lo spazio a noi assegnato dopo regolare domanda, era occupato da vetture. Nessuno in Comune si era preoccupato di posizionare gli appositi cartelli di divieto”. Così i candidati si spostano di qualche metro. Lì montano il gazebo e posizionano i manifesti con i loro volti. “Ma dopo un’ora – prosegue il candidato – ricevo una telefonata dalla comandante, dal suo numero di casa di Cisano tra l’altro, in cui mi intima di oscurare le nostre facce perchè in questo modo non rispettiamo la legge. E noi obbediamo”.

Martedì 30 aprile altro gazebo e nuovo richiamo dalla Locale, questa volta da un’altra agente. “Ci ha raggiunti – spiega Candellero – e ci ha detto che era vietato distribuire materiale elettorale nell’area delle bancarelle del mercato. Ci fermiamo, anche se i candidati dell’altra lista sappiamo che lo fanno tranquillamente, ed espongono pure i loro volti”.

Domenica 5 maggio nuovo gazebo, con i candidati che posizionano delle ruote sotto i roll-up con i loro volti per essere a norma di legge facendoli diventare “beni in movimento”. Ma poco dopo arriva un altro agente: “Prima ci scatta alcune foto, poi si presenta con un verbale per la violazione amministrativa in quanto il roll-up immortalato nella foto era fermo . Beh, mi sembra difficile che un’immagine mostri il movimento”, commenta il candidato sindaco.

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