Striscione rimosso a Brembate, i pompieri: "Ordine partito dalla Questura" - BergamoNews
Le reazioni

Striscione rimosso a Brembate, i pompieri: “Ordine partito dalla Questura”

Esposto su una casa disabitata il giorno dell'arrivo di Salvini in paese. Il sindacato dei vigili del fuoco: "Facciamo soccorso, non propaganda". Il leader leghista: "Non ne so niente. Basta che non ci siano problemi di ordine pubblico, poi ognuno scriva quello che vuole"

“Non sei benvenuto”. Così recita lo striscione comparso lunedì 13 maggio a Brembate, giorno dell’arrivo in paese del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nulla di offensivo, ma a scatenare la polemica ci ha pensato l’intervento dei vigili del fuoco per rimuoverlo. “Chi ha dato loro l’ordine di intervenire? A che titolo?”, si è chiesto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori (Pd) che ha diffuso le foto su Twitter.

Alla domanda di Gori hanno risposto direttamente i pompieri: “È stato un intervento tecnico eseguito sulla base di una decisione della Questura – spiega  il comandante dei vigili del fuoco di Bergamo, Calogero Turturici -. La richiesta è arrivata intorno alle 7,50. Non essendo un intervento urgente si è atteso il cambio turno delle 8 e poi il caposquadra si è recato sul posto. I vigili del fuoco naturalmente sono tenuti a collaborare con le forze di polizia e il caposquadra ha letto l’intervento proprio nell’ottica di questa mission istituzionale”. Quanto al motivo alla base della richiesta, “non lo conosciamo, bisogna chiedere alla questura”.

Lo striscione pare sia stato affisso sulle finestre di una casa disabitata. Forse qualcuno si è introdotto o si è arrampicato per appenderlo, prima che venisse rimosso con un’autoscala dei pompieri. La vicenda ha sollevato le proteste del centrosinistra, ma anche di una parte della rappresentanza sindacale dei vigili del fuoco. In particolare la rappresentanza della Cgil nazionale dei pompieri ha affermato che “non è lavoro per i vigili del fuoco”. Quanto accaduto è “inaccettabile” perché i pompieri “fanno soccorso, non propaganda”.

E ancora: “Non si può consentire che si utilizzi una squadra dei vigili del fuoco, rimuovendola dal lavoro quotidiano, per costringerla a rimuovere uno striscione. Si opera un danno all’erario, perché i vigili del fuoco non fanno ‘pubblica sicurezza’ ma operano per portare soccorso, e si colpisce un diritto inalienabile del cittadino, quello al legittimo dissenso. Siamo solidali con i colleghi costretti ad operare in questa non prevista operazione e chiediamo ai vertici del corpo e del Viminale che si faccia immediata chiarezza”.

Pronta è poi arrivata la risposta del segretario del Carroccio. “Non ne so niente, basta che non ci siano problemi di ordine pubblico, che non si metta in pericolo la sicurezza dei cittadini o delle forze dell’ordine, poi ognuno scriva quello che vuole”, ha dichiarato Matteo Salvini. Che ha aggiunto: “Se uno dice Salvini è brutto, chi se ne frega, de gustibus…”.

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