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Come si calcola il volume d’affari dei negozianti tenuti al rendiconto giornaliero

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 8.5.2019, n. 47/E, ha fornito i necessari chiarimenti per la corretta individuazione del volume d’affari.

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L’articolo 2 del D.Lgs. 127/2015 ha introdotto, per i commercianti al minuto e soggetti assimilati, l’obbligo di trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi.

Tale articolo è stato recentemente modificato con il “Collegato alla Finanziaria 2019”, il quale ha definitivamente disciplinato che tale obbligo avrà decorrenza dal 01.01.2020, eccezion fatta per quei soggetti con un volume d’affari superiore a 400.000 euro, i quali saranno obbligati alla trasmissione già dal 01.07.2019.

La lettura della norma ha però fatto sorgere non poche incertezze, in quanto fa un generico riferimento al volume d’affari, senza dare alcuna ulteriore specifica. A dissipare ogni dubbio, a seguito delle molteplici richieste, è quindi arrivata la stessa Agenzia delle Entrate che, con la Risoluzione 8.5.2019, n. 47/E, ha fornito i necessari chiarimenti per la corretta individuazione del volume d’affari.

Per prima cosa, tale Risoluzione fa riferimento a quello che è il concetto di volume d’affari, definito come “… l’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dallo stesso effettuate, registrate o soggette a registrazione con riferimento a un anno solare..”.

Sulla base di tale definizione, l’Agenzia delle Entrate ha quindi precisato che:

a) qualora il soggetto eserciti più attività, il volume d’affari da considerare è quello derivante da tutte le attività esercite, a prescindere dal fatto che le cessioni/prestazioni siano certificate da scontrino, ricevuta o fattura;

b) per individuare la data a decorrere dalla quale scatta l’obbligo di invio telematico dei corrispettivi, si deve fare riferimento al volume d’affari 2018.

Pertanto, automaticamente i soggetti costituiti nel 2019, avranno l’obbligo di trasmissione dei corrispettivi solo a partire dal 01.01.2020. Ciò non toglie però la possibilità per questi di trasmettere volontariamente i corrispettivi.
E per chi si fosse costituito nel 2018? Benché non sia stato specificato nulla da parte dell’Agenzia delle Entrate, si ritiene che tali soggetti debbano procedere al ragguaglio annuo del proprio volume d’affari.

Un esempio numerico può aiutare a capire meglio il meccanismo:
soggetto costituito il 01.06.2018 con volume d’affari conseguito pari ad euro 250.000; il suo volume d’affari ragguagliato all’anno sarà pari ad euro 500.000, il che farà scattare l’obbligo di comunicazione dei corrispettivi già dal prossimo 01.07.2019.

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