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Milan e Roma, provate a prendere il Gasp: la Champions è nelle mani dell’Atalanta

A 180 minuti dal traguardo i nerazzurri hanno in pugno il loro destino

L’Atalanta è lì in cima, ancora oggi sul podio della Serie A. Stasera sapremo se l’Inter farà il controsorpasso e sarebbe clamoroso ma non impossibile se succedesse il contrario. Chiedete a un amico interista (chi non ha almeno un amico interista?) e vi risponderà che la sua pazza Inter anche all’andata non ha battuto il Chievo ma, dopo il gol di Perisic, si è fatta raggiungere al 91′ dal solito Pellissier. Che forse ora vorrà chiudere la carriera con un bel ricordo, così come i suoi compagni pur già retrocessi, però il palcoscenico di San Siro…

Comunque, l’Atalanta è la lepre, no? Sensazione unica, perché non è mai accaduto che i nerazzurri potessero giocarsi la Champions (non la semplice Europa ma qualcosa di molto più prestigioso) nelle ultime tre-quattro partite, addirittura da una posizione di vantaggio sulle inseguitrici. E Gasperini, il principale artefice di questa straordinaria scalata, alla domanda se la sua squadra non vive questa situazione come un peso, risponde sorridendo: “No perché affrontiamo ogni partita con lo stesso spirito e carica. Tutti noi guardiamo la classifica e sentiamo quel che si dice, la voglia di Champions e l’entusiasmo che ci trasmette la nostra gente straordinaria, ma quando scendiamo in campo stiamo sul pezzo, pensando ogni volta a raccogliere il massimo. E così siamo abituati, giocando all’attacco, tanto è vero che qualche problema col Genoa l’abbiamo avuto perché potevamo chiudere la partita e invece abbiamo provato a gestirla nel finale. E quindi abbiamo sofferto un po’”.

Però, si sa, dipende moltissimo proprio dalla banda-Gasp. Perché, a 180′ dalla fine, le altre rispondono colpo su colpo: vince il Milan e vince la Roma. Dite che la Juve adotterà la par condicio, contro l’Atalanta domenica? Magari una sconfitta dei bianconeri, in casa loro nel clima di festa scudetto, sarebbe pretendere troppo. Basterebbe un pareggio come nel derby col Toro o con l’Inter.
Perché se le motivazioni a questo punto del campionato possono essere decisive, allora devono valere anche per l’Atalanta, non solo per le sue rivali inseguitrici che stendono una deludente Fiorentina e una Juve con la pancia piena.

Intanto l’esame difficile era già quello col Genoa: senza Gomez, l’Atalanta raramente si è vista e non era nemmeno più abituata, a parte la sfida di Torino con i granata (persa 2-0) o quella di Roma all’andata pareggiata 3-3. Vincere senza questo Papu che è anima della squadra, sa dettare i tempi, suonare la carica o tenere palla se necessario quando l’Atalanta è in vantaggio e gioca un’infinità di palloni, beh vincere senza il numero 10 è stato un bel segnale di compattezza.

Ma per fortuna Gomez rientra, visto che anche per gli avversari rappresenta un pericolo costante e lo stesso Ilicic è più ispirato col capitano vicino, per non parlare di bomber Zapata.

C’è anche una specie di mosca fastidiosa che continua a ronzare in questo finale. Cioè non passa giorno che sui quotidiani di Milano e Roma, o su Sky e le altre tv non si senta la musica: ‘Gasperini alla Roma’ o ‘Chi volete al Milan? Gasperini’.

E il presidente Antonio Percassi qualche giorno fa ha respinto al mittente queste voci con una specie di ‘Giù le mani da Gasperini’: “Siamo fortunati che sia il nostro tecnico. Resterà all’Atalanta a vita, l’ho già detto tante volte. I contratti sono chiari”.

Lo stesso Gasperini ha aggiunto che “vogliamo regalare alla nostra gente qualcosa di speciale, perciò ci stiamo giocando tutto, Coppa Italia e Champions”.

Se l’Atalanta arriva dove vuole, lo fa proprio a scapito di Milan e Roma (la variabile impazzita sarebbe un crollo dell’Inter…). E non crediamo che Gasp lascerebbe la sua creatura, dopo averla portata in Champions o tanto in alto. Allora avanti tutta, a tutto Gasp.

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Commenti

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  1. Scritto da achab

    grande Papu
    https://www.instagram.com/p/BxZp3NVHBfV/?utm_source=ig_embed