BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

L’ospedale sgombera la chiesetta e ordina agli ortodossi di lasciarla in anticipo fotogallery

Rescissione anticipata del contratto al 28 maggio. In corso i lavori di trasloco

Il contratto era in scadenza il 30 giugno, ma la raccomandata che l’ospedale Papa Giovanni ha inviato alla comunità ortodossa romena parla chiaro: dovrà lasciare gli spazi della chiesa degli ex Riuniti di Bergamo “tassativamente e non oltre il 28 maggio”. In pratica una rescissione anticipata, possibilità prevista dal contratto.

Lunedì mattina, 13 maggio, sono iniziati i lavori di trasloco. I tecnici incaricati dall’ospedale hanno imballato una serie di beni – in particolare statue e arredi, tutti di proprietà del Papa Giovanni – che dovrebbero essere in parte riutilizzati nella camera mortuaria.

Resta un interrogativo. Dove andranno a pregare gli ortodossi? “Abbiamo pochi giorni per lasciare la chiesa, ma ancora non conosciamo il nostro futuro” dice il rappresentante della comunità padre Gheorghe Velescu. Il Comune di Bergamo, tuttavia, si è sempre detto disponibile a trovare una sistemazione alla comunità religiosa, che in città conta all’incirca duemila fedeli. E anche la Diocesi pare abbia proposto loro una sistemazione, almeno temporanea visti i tempi ristretti. “Se non troveremo un accordo – avverte padre Gheorghe – siamo disposti ad occupare l’immobile”.

La chiesetta, concessa dal 2015 in comodato d’uso gratuito dagli ortodossi, è stata messa all’asta nell’ottobre 2018 dall’Asst Papa Giovanni, azienda ospedaliera controllata da Regione Lombardia. La gara, a sorpresa, era stata vinta dall’Associazione Musulmani di Bergamo, forte di un rialzo dell’8 per cento sulla base d’asta fissata intorno ai 418mila euro.

Il verdetto delle buste sollevò un polverone politico tra centrodestra e centrosinistra. Tanto da scomodare il governatore regionale Attilio Fontana, che annunciò di volere esercitare il diritto di prelazione congelando di fatto l’istruttoria per l’aggiudicazione.

Dopo un lungo periodo di stallo, il 2 maggio i musulmani, assistiti dall’avvocato Andrea Di Lascio, hanno firmato l’atteso rogito, la cui efficacia resta però in sospeso. Prima c’è da attendere la decisione della Soprintendenza, che avrà 60 giorni di tempo per esercitare il diritto di prelazione e comunicare la decisione agli enti territoriali competenti, tra cui la Regioneche potrà avvalersene per riacquistare il bene. In caso contrario la cessione ai musulmani sarà definitiva. Fontana, tuttavia, ha già dichiarato di avere in mente un progetto culturale per l’ex cappella dei Frati che dovrebbe essere presto svelato al pubblico.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.