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Amaddeo in pista: “Cibo è cultura, anche col food Bergamo apre al turismo del mondo”

Per le imminenti elezioni comunali Diego Amaddeto (detto Robi) ha deciso di scendere di nuovo in campo con la Lista Gori

Diego Amaddeo lo conoscono tutti, con il nome di “Robi”, però. Tra le mura del suo ristorante “Mimmo” in Città Alta si è fatta la storia di Bergamo, grazie alla famiglia che Mimmo e Lina sono riusciti a creare lungo la vita.

Roberto Amaddeo

“Sono nato in Città Alta dove vivo e lavoro da sempre, l’ho vista trasformarsi da quartiere popolare a meta turistica culturale. Io però continuo a camminarci come quando ero bambino, schivando la pioggia senza usare l’ombrello, perché le grondaie mi proteggono ancora”, così Robi si descrive nel sito web ufficiale della Lista Gori Sindaco, con cui si era candidato nelle amministrative precedenti, entrando in Consiglio comunale come capogruppo della lista con con deleghe al progetto Unesco e Città alta.

Per le imminenti elezioni comunali Robi ha deciso di scendere di nuovo in campo sempre con la squadra che l’ha visto crescere e a cui ha contribuito a dare futuro, come capolista maschile, alter ego di Loredana Poli (capolista donna): “Mi candido perché intendo continuare il lavoro con la Lista Gori che è nata per supportare un sindaco, ma ora è un gruppo di lavoro molto forte e una famiglia unita. Quello che ci contraddistingue è che tutti i membri hanno avuto un cambiamento nella propria vita, a volte anche imposto e che hanno cercato di affrontare con un atteggiamento positivo. Secondo noi è la partecipazione civica che salverà l’Italia: vogliamo essere vicini alle persone, rappresentarle non in modo distaccato. È questa la nostra grande forza. Gori, secondo me, può essere considerato l’Olivetti della politica: è riuscito a creare una comunità attorno a lui, riuscendo a mettere insieme e armonizzare tutte le sue componenti”, racconta Robi.

Il momento più emozionante e la conquista più importante dei suoi cinque anni in Consiglio comunale è stato di certo il 9 luglio 2017: giorno in cui Bergamo è stata iscritta nella lista del patrimonio mondiale.

“È un giorno che non dimenticherò mai. Da quell’istante la nostra città ha guardato il mondo negli occhi ed è da questa conquista speciale che voglio ripartire per il prossimo mandato: per cercare di meritare un turismo evoluto, che porti in città turisti rispettosi che contribuiscano a valorizzare i nostri tesori nascosti. Prendiamo ad esempio Città alta, è cambiata radicalmente da quando ero piccolo e ora ci troviamo davanti a due rischi: voler tornare indietro ad una città alta che non può esistere più e farla diventare un luna park per turisti. Dobbiamo proteggerla, invece, con azioni che devono partire dagli stessi commercianti per far capire che questa città deve essere rispettata, raccontando il territorio nella sua quotidianità e ricchezza”.

Unicità nella diversità, turismo e Bergamo città dell’agricoltura: è in questi tre macro temi che è possibile trovare un fil rouge nelle idee del “romantico sognatore” Robi (come lo definiscono i suoi amici in Lista).

Il cibo è un linguaggio universale che riesce facilmente a raccontare una città: partiamo da questo e dalla sua valenza di patrimonio dell’umanità per costruire un turismo sostenibile. Pensiamo a Bergamo come città dell’agricoltura, valorizzando le piccole aziende agricole locali: è con un cibo locale che possiamo aprirci al mondo, per raccontare la nostra storia e diffonderla. Montanari diceva che il cibo è l’unica cosa dove emergono le origini e l’identità culturale: ed è da proprio questo che dobbiamo ripartire per abbracciare un concetto di turismo non mordi e fuggi e che vada oltre al singolo monumento”.

Agire locale, pensare globale, si potrebbe dire. “Il futuro di Bergamo passerà dal congiungimento dei quartieri per poter valorizzare le diversità che li rende unici: dobbiamo garantire loro il meglio in termini di sicurezza, spazi civici e qualificazioni urbane. Pensiamo a tutta la nostra comunità, creando una città materna e paterna che ci accompagni ad un cambiamento fatto di saggezza e umanità”.

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