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Maltempo, la Coldiretti conta i danni: “Stalle scoperchiate, grandine sul mais” foto

Raffiche di vento, pioggia battente e grandine: il conto più salato lo hanno pagato gli agricoltori della Bassa Bergamasca.

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Nel pomeriggio di sabato il maltempo ha nuovamente colpito la campagna bergamasca in questa “maledetta” primavera che segue un inverno caldo e siccitoso. La pioggia e il vento hanno sferzato un po’ tutta la Bergamasca, ma in modo particolare l’area della Bassa, con la grandine che ha colpito a macchia di leopardo. Da una prima stima dei tecnici di Coldiretti Bergamo, si riscontrano danni nelle campagne da Arzago D’Adda, Treviglio, Caravaggio, Bariano, Covo, Barbata, Romano e Torre Pallavicina.

Leggere grandinate hanno interessato anche la zona di Bergamo, della Valle Imagna e della Valle Seriana. Per capire se gli alberi da frutto colpiti hanno subito danni occorre aspettare qualche giorno.

“In un attimo – racconta Nazzareno Samuel Ferro, titolare dell’azienda Campagnola di Torre Pallavicina – raffiche fortissime di vento hanno spazzato via circa 100 metri quadrati di tetto, scoprendo la sala di mungitura, la sala del latte e il magazzino.È stato un disastro. Si sono bagnati tutti gli impianti e siamo dovuti intervenire per cercare di asciugare il più possibile ed evitare danni ancora più gravi. I campi sono stati colpiti per almeno 20 minuti da una grandine sottile, ma molto fitta. Vedremo nelle prossime ore la reale entità dei danni”.

Ovunque sono stati sradicati alberi e i campi sono stati sommersi dall’acqua in seguito alla pioggia caduta in modo copioso. Si riscontrano danni al mais in campo, triturato dai chicchi di grandine mentre orzo e frumento sono stati allettati dal vento.

“È iniziato tutto con un vento fortissimo – dice Luigi Carrara, agricoltore di Arzago d’Adda –, poi sono arrivate la grandine e una pioggia battente. Sono stati scoperchiato diversi tetti e coperture varie. Su tutto il territorio del nostro comune si contano un centinaio di alberi abbattuti”.

Ormai le anomalie climatiche sono diventati la norma – conclude Coldiretti Bergamo -, con una tendenza a eventi atmosferici sempre più estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite elevate per il settore.

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