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“Noi giovani in piazza per la pace. Non smettiamo di crederci, e voi?” fotogallery

Sofia ha 22 anni ed era tra le migliaia di giovani che sabato 11 maggio erano in piazza per dire tutti insieme "Basta alla guerre"

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L’ 11 maggio 2019 si è tenuta la 6° Giornata internazionale del Giovani per la pace organizzata dal Sermig.

Una moltitudine di ragazzi ha colorato la piazza Vittorio Veneto a Bergamo per essere testimoni di un messaggio ad oggi importantissimo: Basta guerra, facciamo la pace.

Parecchi sostengono che questa sia stata semplicemente una scusa da parte dei ragazzi per non andare a scuola ma io non voglio crederci. Magari qualcuno che voleva semplicemente saltarla c’è stato, ma fa nulla.

L’importante è che, indipendentemente dallo scopo iniziale, tutti abbiano potuto assistere a questa manifestazione che aveva come obbiettivo principale quello di aumentare la consapevolezza delle persone sui problemi del mondo e di stimolarle a fare qualcosa di concreto

Purtroppo (o per fortuna) la nostra società ci offre tutto quello di cui abbiamo bisogno ma questo ci porta a dare per scontato tutto ciò che abbiamo. Come se indossassimo degli occhiali che ci impediscono di vedere ciò che accade al di fuori della nostra realtà. È bene allora sapere che nel mondo milioni e milioni di persone muoiono perché gli vengono negati i diritti basilari per la sopravvivenza e per un’ esistenza dignitosa.

Ci sono molte associazioni di volontariato a cui poter prendere parte. La sofferenza non deve generare indifferenza. Non chiudiamo gli occhi di fronte ad un bambino che gioca con un fucile al posto che con un pallone, non chiudiamo gli occhi di fronte a quel bambino affamato e triste, non chiudiamo gli occhi di fronte a quella donna morta di parto a causa di carenza di medicinali.

NON CHIUDIAMO GLI OCCHI.

Il silenzio ha calpestato la vita di tanti. Noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa. Amate, donate e siate sempre stimolati a fare del bene, perché sì, è vero, donare una scatola di pasta non ci permette di sfamare le popolazioni bisognose, ma potrebbe comunque permettere ad un bambino di vivere.

Non c’è bisogno di azioni eclatanti. Bastano impegno e costanza con l’obbiettivo di dare amore e fare del bene. A volte i piccoli gesti significano molto di più di grandi imprese che però non sono fatte con il cuore.

Mentre si cantava una canzone, ci hanno invitato ad alzare le mani al cielo. Un piccolo gesto che ha unito tutti. Questa è la testimonianza che dalle piccole cose si possono generare cose grandi. Un singolo battito di mano ne ha generati molti altri. Bisogna quindi mettere insieme le nostre risorse per poter creare la pace.

Dovremmo prendere un po’ tutti esempio dai bambini di Felicizia.

Felicizia è una città immaginaria costruita su una nuvola, dove la cosa più importante è essere amici. Loro accompagnano i loro giochi con un inno che dice: Per essere felici bisogna essere uniti, per essere uniti bisogna essere amici, per essere amici bisogna volersi bene e fare un giro tondo per cambiare tutto il mondo.

Non dobbiamo avere paura della diversità, il segreto è saper disarmare il proprio cuore.

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