Dalmine

Conosciamo i candidati: Fabio Tiraboschi e il Questionario di Proust

Sostenuto da Nostra Dalmine e Patto Civico, è il più giovane candidato sindaco a Dalmine: è già stato consigliere comunale.

Bergamonews ha deciso di far conoscere i candidati alle prossime elezioni comunali anche attraverso il questionario di Proust: una serie di domande, uguali per tutti, che li disegnano sotto il profilo personale più che politico.

Fabio Tiraboschi è il più giovane candidato sindaco a Dalmine, sostenuto da Nostra Dalmine e Patto Civico.

1. Il tratto principale del tuo carattere?

Penso che sia la determinazione. Amo fare le cose fatte bene per un istinto naturale, quindi mi dedico completamente a ciò che ritengo importante, e faccio di tutto per arrivare agli obiettivi che mi prefiggo. Da questo discendono, naturalmente, altri tratti che ritengo mi contraddistinguono, come la precisione, la logicità, la cura e la tenacia. E certamente anche la cocciutaggine e la pignoleria.

2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?

Apprezzo la sincerità, prima di tutto: chi umilmente è in grado di esprimere con trasparenza se stesso, in tutte le sfaccettature (positive e negative), è la persona più consapevole e quindi più degna di fiducia. A questo, unisco la caparbietà, il coraggio e l’intelligenza.

3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna?

Sono naturalmente le stesse che apprezzo in un uomo.

4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?

La loro capacità di capirmi, sviluppata con il tempo e l’empatia, e il loro accettarmi per come sono, con pregi e difetti. La loro abilità di rimproverarmi quando necessario, per farmi crescere; e di consolarmi quando necessario, per farmi stare meglio.

5. Il tuo peggior difetto?

Credo che tutte le caratteristiche che possediamo possano essere pregi o difetti, a seconda dei contesti che ci troviamo ad affrontare. Quindi rispondo con il tratto principale che ho delineato in precedenza, la determinazione, che spesso è un grosso difetto. Seneca nel “de brevitate vitae” elogiava infatti chi è indeterminato, perché sa affrontare la vita con serenità e spensieratezza. Chi è determinato è invece costretto al macigno degli obiettivi importanti che si prefigge.

6. Il tuo passatempo preferito?

Amo il mio lavoro e la politica locale, che è la principale occupazione del mio tempo libero, quindi normalmente la mia giornata scorre con serenità. Certo, non sempre tutto è rose e fiori, ma mi ritengo fortunato. E naturalmente amo passare il tempo con i miei affetti.

7. Cosa sogni per la tua felicità?

Sogno di fissare sempre nuovi obiettivi. Raggiungerli non è così importante (certo, dà soddisfazione), lo è di più il viaggio e la dedizione con cui li si affronta. E sogno di mantenere con me i miei affetti, per il più lungo tempo possibile.

8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?

Rendermi conto di avere perso la volontà di fissare nuovi obiettivi, piccoli o grandi che siano.

9. Cosa vorresti essere?

Vorrei crescere ogni giorno di più, ed essere un punto di riferimento per chi mi sta accanto.

10. In che paese vorresti vivere?

L’Italia è un paese magnifico, che pur con i suoi innumerevoli difetti non potrò mai sostituire con altri. Pur apprezzando le virtù di luoghi come l’Islanda, la Danimarca e la Finlandia, sono sicuro che vivrò anche in futuro nel mio paese.

11. Il tuo colore preferito?

L’azzurro, che è per me il colore dell’infinito, del cielo e del mare.

12. Il tuo fiore preferito?

La viola, semplicemente per la sua bellezza.

13. Il tuo uccello preferito?

Non ci ho mai pensato, dico l’aquila perché mi ricorda una persona a me vicina.

14. I tuoi scrittori preferiti?

Ne dirò tre. Stefano Benni, per la sagacia, l’umorismo e l’intelligenza. Paulo Coelho, per l’estrema sensibilità e capacità nel trasformare i nostri flussi quotidiani di pensieri in arte. E infine Ernest Hemingway, per le straordinarie metafore che ci permettono di leggere storie e ricavarne tesori.

15. I tuoi poeti preferiti?

Difficilmente leggo poesie, ad esclusione del già citato Coelho. Dirò però Edgar Allan Poe e Charles Baudelaire, per il loro stile pungente e rovesciatore dei pregiudizi. Per lo stesso motivo e per non fare un torto al nostro paese, mi piace ricordare anche Trilussa, che mi fece conoscere mio nonno.

16. Chi sono i tuoi eroi?

Mi viene spontaneo pensare a tutti coloro che osano andare fuori dagli schemi e dai pregiudizi per un giusto ideale. Per me è questo un eroe, qualcuno che dà tutto se stesso per difendere ciò che ama e ciò in cui crede, anche se perseguitato o denigrato per questo. Di esempi storici ce ne sono moltissimi, in questo momento mi viene in mente Galileo Galilei.

17. E le tue eroine?

Hanno naturalmente le stesse caratteristiche degli eroi, mi viene in mente Rosa Parks.

18. Il tuo musicista preferito?

In assoluto Roger Waters, bassista e cantante dei Pink Floyd. Ha trasformato il suo dolore in arte, trattando temi straordinariamente interessanti, come la follia, la guerra e il potere.

19. Il tuo pittore preferito?

Davvero difficile citarne uno in assoluto, probabilmente Paul Gauguin, per la sua abilità nel mescolare stili, tradizioni e culture diverse, creando opere uniche e di pregio.

20. Un eroe nella tua vita reale?

Se si intende vivente (considerando che ho già citato Galileo Galilei e Rosa Parks, associati alle caratteristiche di chi considero eroe), tutte le protagoniste del movimento “Me Too”, e in particolare – se ce n’è stata una – la prima che ha avuto il coraggio di denunciare le molestie sessuali in campo cinematografico e artistico in generale. Come ne esistono in tutti i campi, purtroppo.

21. Una tua eroina nella vita reale?

Le ho citate poco fa, penso al contrario e devo quindi ora nominare un uomo. Cito allora nuovamente Paulo Coelho, ribelle spirituale.

22. Il tuo nome preferito?

I nomi femminili con la “E” (Elisa, Emma, Erica…) e i nomi maschili con la “F” (Francesco, Federico, Filippo…).

23. Cosa detesti?

Chi incolpa gli altri di ogni presunta ingiustizia, senza guardare se stesso.

24. Un personaggio della storia che odi più di tutti?

Sarebbe troppo facile citare personaggi universalmente (o quasi) riconosciuti come negativi, quali i dittatori del ventesimo secolo. Dirò quindi qualcosa di diverso: non ho mai sopportato Hammurabi e il concetto di “occhio per occhio”.

25. L’impresa storica che ammiri di più?

Da italiano, dovrei parteggiare per i Romani. Ma quanto è affascinante portare gli elefanti sulle Alpi? Annibale, ti ammiro. E poi ormai è caduta in prescrizione ;-)

26. Un dono che vorresti avere?

La capacità di ricordare con estrema precisione il passato. Che, a volte, viene rielaborato con inganno dalla memoria.

27. Come vorresti morire?

Con la consapevolezza di aver costruito tanto, e donato altrettanto.

28. Come ti senti attualmente?

Carico, e pieno di entusiasmo. Per la vita e per le sfide che dovrò affrontare!

29. Di cosa ti senti in colpa?

Mi sento in colpa quando non riesco a capire perfettamente l’altro e lo offendo. Sono però al contempo consapevole che sono umano, e che anche questo mi rende ciò che sono.

30. Lascia scritto il tuo motto della vita

Vivi e lascia vivere. Sempre.

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