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La Gualini non trova personale: lo cerca a Livorno con un progetto pilota

Cooperazione tra Confindustria Bergamo e Livorno per Gualini Lamiere di Bolgare che cerca maestranze specializzate e un partner portuale.

Cercansi quattro saldatori qualificati, quattro carpentieri metallici e un capo reparto.

La ricerca di personale è della Gualini Lamiere International di Bolgare che, vista la difficoltà cronica nel trovare alcune figure professionali sul territorio, con un progetto pilota di cooperazione tra Confindustria Bergamo e Confindustria Livorno, con il supporto dell’assessorato regionale all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Toscana, tramite i Centri per l’Impiego di Livorno e di Piombino, ha individuato nella stessa zona, interessata da dismissioni di grandi insediamenti industriali, carpentieri e saldatori già formati.

Il progetto ha avuto origine grazie ai contatti intercorsi tra le due associazioni territoriali per rispondere alla ricerca di profili corrispondenti alle esigenze della Gualini Lamiere.

L’amministratore delegato Miriam Gualini ha spiegato le motivazioni di questo progetto e di come è nato: “La nostra società è un moderno centro servizi per la lavorazione della lamiera e per la costruzione di carpenteria metallica e strutturale. Nella prima fase del nostro progetto vogliamo individuare le risorse specializzate nel territorio livornese da trasferire nello stabilimento di Bergamo per sopperire alla carenza di 4 saldatori qualificati, 4 carpentieri metallici e un capo reparto. Dopo la selezione e una formazione interna di 8 mesi ai candidati sarà offerto un contratto di assunzione a tempo indeterminato che include la ricerca di un alloggio nei dintorni della zona industriale, tutto questo entro luglio 2019″.

Quindici le figure selezionate dai centri per l’impiego locali.

“La seconda fase – ha detto Gualini – prevede l’individuazione di un partner industriale della Costa toscana al fine di avviare una collaborazione nella realizzazione di carroponti per acciaieria di grandi dimensioni. L’esigenza nasce dalla commessa ancora in via di definizione con ArcelorMittal colosso industriale mondiale. I requisiti del partner dovranno essere la dotazione di una banchina e di uno stabilimento industriale di area di almeno 3000 metri quadrati, larghezza di 30/40 metri, altezza minima di 15 metri e carriponte capaci di sostenere almeno 150 tonnellate. Grazie al direttore di Confindustria Livorno Massa Carrara Umberto Paoletti sono state identificate alcune imprese particolarmente stimolate all’idea, come la società Piombino Industrie Marittime”.

L’esperimento pilota di placement cross-territoriale e partnership interregionale tra le due associazioni territoriali è stato presentato ieri, nel corso di una conferenza stampa, presso la sede di Confindustria Livorno – Massa Carrara.

Stefano Scaglia, presidente Confindustria Bergamo ha inquadrato il contesto orobico: “La situazione nel nostro territorio vede una crescita esponenziale delle imprese a fronte di una mancanza di personale qualificato. Ricerchiamo maestranze competenti nel campo manifatturiero ma il sistema fatica a trovare risorse.

Le affinità con i settori della meccanica tra Bergamo e Livorno ci ha spinto ad ideare questo progetto insieme che diventa anche un banco di prova per estendere queste attività ad altre imprese e confederazioni territoriali”.

“Si tratta di un metodo di lavoro – ha spiegato Alberto Ricci, presidente Confindustria Livorno Massa Carrara – dove due realtà territoriali, anche relativamente lontane, Bergamo e Livorno, accomunate da una vocazione industriale, dialogano per dare una risposta al problema del lavoro. Per favorire l’ingresso di figure qualificate abbiamo deciso di sperimentare questo progetto di placement cross-territoriale. Non abbiamo la pretesa di sostituire il centro dell’impiego ma semplicemente aiutarlo a reimpiegare i lavoratori dopo le crisi occupazionali che hanno interessato Livorno e Piombino. Il rischio è quello di perdere professionalità e competenze acquisite negli anni”.

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